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Recensione: Paladin di Onley James

Serie: I ragazzi di Jericho Vol. 1

Titolo: Paladin

Serie: I ragazzi di Jericho Vol. 1

Autrice: Onley James

Genere: MM, suspense

Editore: self

Data di pubblicazione: 3 marzo 2026

Età di lettura consigliata: +18

La serie è composta da:

  • Paladin vol.1
  • Rogue vol.2
  • Barbarian vol.3 ( in uscita il 28 luglio 2026)
  • Ranger (Jericho’s Boys Book 4) (inedito in Italia)

Arseny Lebedev vive una vita normale. Di giorno fa il meccanico. Di notte trasmette in live streaming un videogioco di carattere fantasy chiamato Paladin. E a volte – solo a volte – uccide le persone. Ma se lo meritano tutte.

Ever non conosce il proprio cognome. Non conosce quasi niente, in realtà. La maggior parte della sua vita è una tortura, dato che è stato comprato e poi spesso rivenduto da una donna che si definisce sua madre. Si è rassegnato a una vita di servitù… finché non incontra Arsen.

In quell’attimo, i due instaurano un legame. Ever è allo stesso tempo fragile e selvaggio, e si dimostra disposto a difendersi con qualsiasi mezzo a propria disposizione, compresi i denti. Arsen è colore e luce, un faro nella sua oscurità, coraggioso quanto il cavaliere del videogame a cui ama giocare.

Arsen protegge Ever con tutto sé stesso, ma proprio quando il ragazzo si sente al sicuro, ecco che qualcuno cerca di trascinarlo indietro nella sua vecchia vita, ricordandogli che la realtà non è fatta di favole o videogiochi. Ever sa che restare significa mettere Arsen in pericolo. Ma l’altro insiste che sono più al sicuro insieme.

Riuscirà Ever ad avere sul serio il suo lieto fine o sarà game over?

Paladin è una storia d’amore dark caratterizzata dal trope dolore/conforto, ha un lieto fine ed è priva di cliffhanger. I suoi protagonisti sono un vigilante che fa streaming su Twitch e il bellissimo ma selvaggio gremlin che salva da una vita di miseria. Come in ogni libro di Onley, sono presenti dark humor, momenti sensuali e bollenti, e violenza gratuita contro persone che la meritano. Questo è il primo libro della serie “I ragazzi di Jericho”. Ogni volume segue una coppia diversa.

Con questa nuova serie, Onley James lascia i protagonisti “predatori”, nati psicopatici o sociopatici, e ci presenta personaggi “preda” traumatizzati dal passato. Passiamo da mostri che cacciano altri mostri ad anime spezzate che mordono per proteggersi.

Mentre nella serie “I mali necessari” la dinamica di coppia era tra un Mulvaney incapace di provare empatia e un partner in grado di gestire o completare la sua oscurità, con “i ragazzi di Jericho” la formula vede una sorta di guarigione reciproca e di supporto emotivo tra ragazzi con ferite profonde dovute a traumi passati.

Arsen fa parte dei ragazzi di Jericho: non è un bravo ragazzo, ma attua la violenza a fin di bene, per punire persone cattive. Durante una missione contro dei pedofili, salva un ragazzino appena maggiorenne segregato in un armadio. Sembra molto più giovane e ingenuo della sua età, ma non potrebbe essere diversamente, dal momento che ha vissuto tutta la sua vita in cattività. Ever parla a fatica e ha subito abusi, torture e sevizie, tra cui un microchip sottopelle, come fosse un cane domestico. Non conosce niente della vita reale, al di là delle brutalità.

Arsen non può abbandonare a sé stesso un cucciolo così impreparato alla vita, che ingenuamente si fida di lui e che cerca di compiacerlo in ogni modo per convincerlo a tenerlo, pur di appartenere per la prima volta a un padrone gentile.

“Lo guardava in un modo che faceva sentire Ever caldo e tremante. Sembrava sempre dispiaciuto per quello, e lui non capiva proprio perché. Ma era troppo imbarazzato per chiederlo. Avrebbe dovuto sapere quelle cose. Le persone normali della sua età ne erano consapevoli. Aveva letto dei libri su persone che crescevano, si sposavano e avevano figli. Sapeva come dovevano andare le cose tra i ragazzi e le ragazze, ma Arsen non era una ragazza ed Ever era a malapena una persona.”

Ever si affeziona a lui, si trova al sicuro tra le sue braccia, vuole dormire con lui, e inizia a provare attrazione per il suo salvatore. Arsen però esita, non vuole sfruttare la posizione dominante per ottenere dei vantaggi sessuali: un atteggiamento che Ever non comprende, dato che non conosce la differenza tra sesso consensuale e violenza, e che finisce per  rafforzare le sue insicurezze. Su questo elemento ruota un punto importante della trama: tutti i salvati devono essere traumatizzati? Hanno bisogno di essere trattati con i guanti bianchi e tenuti a distanza finché non superano il trauma, anche se non lo percepiscono? I loro desideri sono meno credibili di quelli delle altre persone?  I loro bisogni devono essere intesi in modo meno reale?

Arsen deve superare lo stereotipo del cucciolo randagio e iniziare a vedere Ever come un vero e proprio ragazzo capace di esprimere ciò che desidera, di rivendicare il diritto di scegliere con chi stare e quali prime volte sperimentare.

D’altro canto, è vero che Ever deve essere messo in condizioni di capire chi sia, cosa gli piaccia, e iniziare a definire una consapevolezza di sé imparando la differenza tra sottomissione/schiavitù e autonomia/libertà, con relativa assunzione di responsabilità per le proprie azioni. Arsen (insieme ai suoi fratelli) accompagna Ever in questo processo di crescita, e non vede l’ora di fargli scoprire la vita e un sacco di prime esperienze.

«La curiosità per il sesso è normale per tutti. Solo perché delle persone lo hanno ferito non significa che non sia un diciannovenne con gli stessi pensieri e sentimenti degli altri. Smettila di infinitizzarlo. Ever non è una risposta traumatica ambulante. […] Non stiamo dicendo ad Arsen di scopare con Ever. Gli stiamo dicendo di smettere di trattare Ever come se fosse troppo danneggiato per conoscere la propria mente e il proprio corpo. Puoi avere un rapporto incasinato con l’abuso e voler comunque fare sesso.

Buona parte del romanzo è incentrata sullo sviluppo della relazione tra i protagonisti, che trasuda un livello di dolcezza straordinario, essendo Ever tenero e docile come un cucciolo. Man mano che la sua autonomia trova spazio per esprimersi, tuttavia, diventa sempre più assertivo e capace di esprimere i propri bisogni e le proprie preferenze. Non solo impara a chiedere quello che vuole, ma sperimenta le prime armi della seduzione nella sua prima relazione sana, nel tentativo di indurre Arsen a concedersi per ciò che entrambi desiderano.

L’innamoramento di Ever è strettamente intrecciato anche con la gratitudine, il senso di sicurezza, il rispetto, l’accudimento.

Per Arsen è innamoramento a prima vista, che nasce dal senso di tenerezza, dall’adorabilità di Ever, con la sua fisicità infantile, l’innocenza e spontaneità, per il suo cuore d’oro.

Si affaccia anche un pizzico di adrenalina, dal momento che Ever non è fuggito del tutto dal suo passato. Ma stavolta ha trovato un’intera squadra di vendicatori, una famiglia pronta a proteggerlo.

Era opera sua. Doveva esserlo. Aveva preso il suo dolce angioletto, Ever, e lo aveva trasformato in un subdolo piccolo stronzetto disposto a usare ogni arma del proprio arsenale per fare di Arsen il suo burattino. E la cosa peggiore era che stava funzionando alla perfezione. «Certo che voglio baciarti, besenok,» ammise. «Non penso ad altro fin dal giorno in cui ci siamo incontrati.»

Concludendo, è stato bellissimo ritrovare la famiglia Mulvaney e i ragazzi di Jericho a cui mi ero appassionata nella precedente serie, anche se mi ha stupita il cambio di tematica: ero abituata a entrare nella mente di psicopatici funzionali, mentre in questo romanzo non siamo più nell’ambito medico. Si tratta di un ragazzo traumatizzato e privato per anni del contatto con la realtà in ogni esperienza quotidiana. Ever è un ragazzo spaventato, timido, insicuro, ma al contempo anche curioso, ingenuo, perfino tenace e maldestramente seduttivo. La sua anima candida conquista immediatamente tutta la famiglia di Jericho, così come il suo passato risveglia in loro il desiderio di vendetta e protezione.

Hot 🔥 | molta passione romantica vissuta nelle prime volte
Sentimento❤️| tenerezza e dolcezza infinita

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