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Recensione: Non è un principe – Serie: Dayton Series #1 di Stevie J. Cole e L.P. Lovell

COLLANA ROMANCE
Titolo: Non è un principe
Titolo originale: No prince
Serie: Dayton Series 1
Autrici: Stevie J. Cole e L.P. Lovell
Traduttrice: Chiara Casaburi
Editrice: Triskell Edizioni
Prezzo Ebook: € 5,99
Prezzo cartaceo: € 13,00
Genere: Contemporaneo, erotico
Lunghezza: 325 pagine
Data di pubblicazione: 17 marzo 2021
Zepp Hunt non era il re della Dayton High School. Era al vertice della catena alimentare.
E, nella lista delle sue prede, io ero la prossima. O almeno così credeva lui.
Le brave ragazze volevano addomesticarlo. Le cattive ragazze volevano essere sedotte da lui.
Tutti si inchinavano al suo cospetto. Io, invece?
Lo odiavo con tutta me stessa.
Era il motivo per cui mi tenevo alla larga da quel cattivo ragazzo arrogante con i tatuaggi e la fedina penale sporca.
Finché non mi fu impossibile continuare a farlo.
Finché per uno scambio di favori non gli dovetti tre mesi della mia vita. Non avrei mai pensato di finire nel suo letto, e quando successe fui costretta a ricordarmi che mi odiava quanto io odiavo lui.
Finché non potei più farlo.
Zepp Hunt non era un principe, e io non avevo intenzione di essere la sua damigella in pericolo.

Mi girai, scocciato del fatto che non volesse dirmelo. Stanco di tutto lo schifo che aveva a che fare con la schifosa città in cui vivevamo. “Ma di certo ti sei presentata nel mio vialetto. Con una macchina rubata.” Feci un passo verso di lei, alzando la voce. “Che apparteneva a un ragazzo che ho quasi ucciso!”

“Oddio, sì. Ho rubato una macchina. Possiamo dimenticarcene?”

Serrai la mascella. Ero sicuro che le palpebre mi stessero tremando. Quella ragazza era incredibile, cazzo.

“Dimenticarcene?” sussurrai, scuotendo la testa. “Dimenticare questa merda? Certo mi dimenticherò del fatto che mi hai fatto quasi rischiare una vita in prigione, Roe.”

(Tratto dal libro)

Siamo nei bassifondi di periferia, a Dixon; in questa città la maggior parte dei ragazzi sopravvive a stento, in roulotte che si tengono su grazie alla bontà divina. Le famiglie sono distrutte o inesistenti, uccise nel corpo o martoriate nell’animo da anni di droghe, violenza e occasioni mancate. Cosa resta a ragazzi cresciuti così? Il desiderio di scappare da lì e costruirsi una vita altrove o l’accettazione della realtà: non si può fuggire da Dixon. In un modo o nell’altro il problema è quello di guadagnarsi quel tanto che serve per mangiare, vestirsi e andare a scuola, quindi, non rimane che rubare, spacciare, prostituirsi o ballare in un night club, proprio come Roe.

Zepp e Roe sono i protagonisti di questo crudo e semplicemente realistico romance, in cui una marea di melma puzzolente e nauseabonda li sovrasta, mentre cercano di rimanere a galla. Provengono da due famiglie simili, hanno vissuto l’inferno e sono ancora qui per raccontarlo. Entrambi sanno che il mondo non ti regala niente, non va incontro a nessuno e se vuoi sopravvivere te la devi cavare da solo. Ma Zepp non poteva non desiderare quella ragazza dai capelli di fuoco, con un seno prorompente e gambe chilometriche perfettamente messe in mostra da minigonne succinte, che lasciano poco spazio all’immaginazione.

Questo libro mi ha fatto pensare a un film degli anni ’70, I guerrieri della notte; l’avete mai visto? Bè, è un cult e rende proprio l’idea, non mi sorprenderebbe se anche le autrici fossero state influenzate da Swan e Mercy.

In questo libro la povertà si contrappone alla ricchezza di Barrington, studenti figli di papà con macchinoni traslucidi e convinti di poter fare tutto. Un cliché sicuramente già visto che non cambia di una virgola: da un lato i poveri sboccati, scapestrati, delinquenti ma con grandi valori, dall’altro gli spocchiosi, ricchi e viscidi signorini. La guerra è aperta tra le due fazioni (No, mi dispiace Divergent con intrepidi ed eruditi non c’entrano proprio nulla, non facciamo confusione).

Un romanzo senza grandi pretese, cruento, con tematiche importanti scritte in modo che siano un dato di fatto, e se il lettore vuole farsi un paio di riflessioni sue, ben venga, ma non è certo un saggio sulla vita. Questa storia rispecchia molte situazioni reali nel mondo, per questo mi è piaciuto; inoltre ho apprezzato i dialoghi, sebbene ogni tanto avrei preferito risposte più piccate e dirette. L’editing risulta accurato e la scrittura scorrevole.

Ma… c’è un ma, c’era bisogno di far vivere maggiormente i personaggi e non solo durante le scene di sesso bollente, ben descritte è vero, forse troppe o forse troppo simili tra loro. Pochi colpi di scena, il conflitto è gestito in molti modi, ma tutti un po’ deboli, tanto che diventava difficoltoso proseguire, talvolta. La fine, tanto di cappello, mi è piaciuta davvero molto! Ci stava, ci voleva, doveva essere così. Un grande fantastico SÌ!

Prima di pensare o meno di leggere questo libro è giusto sappiate che il linguaggio è spesso scurrile, se non fosse così non avrebbe alcun senso l’ambientazione, molte scene sono ad alto tasso erotico, sono due giovani ragazzi con gli ormoni a mille; ma soprattutto astenetevi dal giudizio, perché i protagonisti ruberanno, picchieranno a sangue, fumeranno erba e molto altro.

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