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Recensione: Le guerriere dal sangue d’oro di Namina Forna

Titolo: Le guerriere dal sangue d’oro

Autrice: Namina Forna

Genere: Fantasy YA

Editore: Mondadori

Data di pubblicazione: 30 novembre 2021

Target: +16

 

1- Le guerriere dal sangue d’oro

2- Le guerriere che sfidarono l’oscurità

È tardo pomeriggio quando arriviamo al tempio. La piazza del villaggio è già gremita: le ragazze, nei loro abiti da cerimonia, si mettono in fila davanti ai gradini del tempio, con i genitori ai lati. Mio padre prende posto accanto a me quando i tamburi iniziano a suonare. Gli jatu marciano solennemente verso i gradini, le loro crudeli maschere da guerra brillano nella luce spenta del pomeriggio. Osservo le mura bianche e spoglie del tempio, il suo tetto rosso. Il rosso è il colore della santità. È il colore del sangue delle ragazze pure che saranno messe alla prova oggi. Deka conosce bene l’importanza del rituale della purezza. Sa che da esso dipenderà se potrà o meno diventare membro a tutti gli effetti del suo villaggio ed essere finalmente parte di qualcosa, proprio lei che si è sempre sentita diversa e fuori posto. Ma il giorno della cerimonia, il suo sangue si rivela d’oro, il colore della non purezza. Le conseguenze, Deka lo sa bene, potrebbero essere peggiori della morte. Per questo, quando una misteriosa donna va a trovarla nel luogo in cui è imprigionata e le propone di andarsene dal villaggio per entrare a far parte di un esercito composto da ragazze esattamente come lei, le alaki, non ha dubbi. Pur comprendendo i pericoli che la aspettano, Deka decide di abbandonare la vita che ha sempre conosciuto. Ma già nel viaggio che la conduce alla capitale del regno, e alla più grande battaglia della sua vita, scoprirà presto che la grande città serba molte sorprese. E che niente è davvero come sembra, nemmeno lei.

 

Ho letto il libro di Namina Forna in due pomeriggi. Qualunque cosa stessi facendo tornavo sempre lì, tra il Regno di Otera, a chiedermi cosa sarebbe successo, come questa storia avesse un gusto così agrodolce. Perché ciò che leggevo era anche quello che succede alle donne, da sempre, in qualunque angolo del mondo.

In questo primo volume di una trilogia YA troviamo temi delicati come l’oppressione femminile, la misoginia, il razzismo. Viene mostrato come la donna deve essere sempre un passo dietro all’uomo, non possono urlare, bere, andare a cavallo, andare a scuola, correre, imparare un mestiere o uscire senza un tutore maschile. Così dicono le “Saggezze Infinite”, la loro religione che ricopre un ruolo centrale nella trama. C’è un rituale di purezza che tutte le ragazze, quando compiranno sedici anni dovranno affrontare: se il loro sangue sarà puro, di colore rosso, allora potranno vivere normalmente e tranquillamente la loro vita, ma se il loro sangue sarà di un colore diverso, quindi impuro, un terribile “mandato di morte” aleggerà sulle loro teste.

Ed è proprio al suo rituale di purezza che Deka, la nostra protagonista, scoprirà davvero chi sono gli abitanti, i sacerdoti, gli amici del suo villaggio che, per sedici anni, ha considerato casa. Scoprirà che ciò che l’attende è molto peggio della morte, è qualcosa che va al di là di ogni sua comprensione. Deka è una creatura ancestrale, è un’Alaki, un essere immortale che l’imperatore vuole nel suo esercito per fermare l’ondata di Gridamorte che infestano il regno. Ma è tutto vero quello che le raccontano? In fondo, è abituata a vivere ai margini, non può essere una guerriera. Non è in grado di fare nulla.

Ma nel suo doloroso cammino incontrerà ragazze come lei, smarrite, ingenue, deboli, piene di paura per il loro futuro che diventeranno presto sue sorelle e compagne. Ma di cosa devono avere paura delle giovani donne che non possono morire?

Personaggi grigi, miti africani, animali mutaforma, sono il punto focale del romanzo. Così come la sensibilità con cui l’autrice tratta i temi che descrive. Il POV è unico ed è quello di Deka, che ci racconta tutto, affrontando nel medesimo tempo la sua maturità, la sua ricerca della verità, come una sorta di emancipazione che la porterà a diventare forte, tenace, combattiva, fiera di se stessa.

L’unica pecca, a mio parere, è stato il worldbuilding, c’è ma poteva essere spiegato e descritto meglio, invece viene quasi lasciato ai margini della storia. Avrei preferito qualcosa in più. Ma le leggende, le storie che si intrecciano tra i vari personaggi sono ben descritte. Il libro si legge bene però è come se mancasse quel qualcosa in più che fa sentire coinvolti. Avviene tutto molto in fretta, non ci sono lunghe attese per scoprire le cose, è un continuo susseguirsi di avvenimenti. Così come la battaglia finale e la verità su ciò che è Deka, avviene in poche pagine, con poca enfasi, quasi in modo sbrigativo.

Beh, vedremo cosa accadrà nel secondo volume.

 

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Daniela Pullini

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