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Recensione: “L’assistente di volo” di Chris Bohjalian

 

TITOLO: L’assistente di volo

AUTORE: Chris Bohjalian

GENERE: Thriller

EDITORE: Mondadori

DATA DI PUBBLICAZIONE: 29 Giugno 2021

Cassandra Bowden, di professione assistente di volo, è abituata ai bruschi risvegli post sbornia. È una forte bevitrice e con il lavoro che fa le avventure capitano di frequente: per lei i momentanei vuoti di memoria non sono una novità. Così anche questa volta, al suo risveglio in una stanza d’albergo a Dubai, tenta di mettere insieme i pezzi di quello che è successo la sera prima. Muovendosi con circospezione per non peggiorare il dolore alla testa, getta un’occhiata all’uomo disteso lì accanto, con il quale ha passato la notte. Ha i capelli neri. È totalmente immobile. E freddo. E c’è sangue, una viscida pozza di sangue che si allarga sul lenzuolo. Cosa deve fare? Chiamare la polizia? Ma è una donna single, da sola in un albergo in un paese straniero… Spaventata, Cassie inizia a mentire. Mente quando raggiunge gli altri membri dell’equipaggio. Mente prestando servizio in prima classe sul volo per Parigi. Mente agli agenti dell’FBI che la aspettano al gate a New York. E d’un tratto è troppo tardi per raccontare – e affrontare – la verità su cosa sia successo a Dubai. Potrebbe essere lei l’assassina? E se non è lei, chi? Una storia ammaliante sugli inganni della memoria, sull’eccitante potere dell’alcol e sulle devastanti conseguenze della dipendenza. E ovviamente, una storia di omicidi.

 

Lo ammetto, ho deciso di leggere questo libro dopo aver saputo che Kaley Cuoco, la Penny di The Big Bang Theory, che tra parentesi ho adorato alla follia, avrebbe interpretato la protagonista nella serie tv omonima. Quindi il mio hype attorno a questo romanzo era decisamente alto. Soddisfatta? Direi proprio di sì.

L’assistente di volo è una spy story avvincente dai risvolti dark comedy ed è l’esatta rappresentazione di come un’intera vita possa cambiare in una sola notte.

Un gestore di fondi speculativi americano viene trovato morto in una stanza d’albergo di Dubai. Ma in quella camera c’è una seconda persona ignara del caos che sta per scatenarsi: la nostra incasinata e disastrata protagonista Cassandra Bowden, assistente di volo col vizio dell’alcol e del rimorchio facile e veloce senza conseguenze. Ma stavolta è capitata con l’uomo sbagliato al momento sbagliato, perché dopo una notte di sesso e alcol Cassie si sveglia accanto al cadavere del suo partner occasionale, reagendo esattamente come se fosse colpevole: cerca di cancellare le sue impronte dalla stanza, non avvisa nessuno e non chiama la polizia. Riprende tranquillamente il suo aereo, svolge il suo lavoro, torna a casa e… da qui inizia a commettere un errore dopo l’altro senza sosta.

Ho trovato il personaggio di Cassie pieno di sfumature, tridimensionale, con la sua personalità così ricca di emozioni differenti. È lei l’essenza di questo romanzo: la storia è incentrata sulla sua evoluzione, sul suo divenire altro rispetto alla donna dei primi capitoli. Perché sa di essere orribile quando beve e di aver fatto cose di cui si vergogna amaramente, ma sa anche che non è un’assassina, o almeno lo crede, e cercherà di rimediare ai propri errori.

Ci sono diversi cliché: spie russe che bramano un potente dispositivo, tremendamente spietati e cattivi; spie americane che stanno a guardare finché il gioco non si fa duro; sicari sotto mentite spoglie; KGB, CIA, armi chimiche, infiltrati, doppiogiochisti. Ma c’è anche una profonda e amara verità sulla natura umana e sul suo particolare comportamento quando è preda dei fumi dell’alcol, della nebbia che avvolge ogni comportamento, ogni azione, sotto i suoi effetti.

E proprio l’alcol e il suo abuso sono i coprotagonisti di questa vicenda. Viene messo in risalto e condannato senza mezzi termini: il bere rende patetica, arida, solitaria la vita di Cassie, mettendo in mostra le sue brutture.

Con una scrittura che cattura, l’autore ci fa sprofondare in quel baratro senza fondo che è la mente di una persona la cui vita è pilotata dall’alcol. Fa appassionare ma fa anche riflettere. Parecchio.

Un romanzo che è stato una piacevole scoperta e che consiglio a chi ama le storie di spionaggio.

 

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Sara

Kureha

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