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Recensione: “La vendetta del vichingo – I figli di Sigurt #1” di Michelle Willingham

Titolo: La vendetta del vichingo

Saga: I figli di Sigurt

Autore: Michelle Willingham

Genere: Romance Storico

Editore: HarperCollins Italia

Pagine: 223

Data di pubblicazione ebook: 20/08/2020

 

 

1 – La vendetta del vichingo

2 – Un nuovo destino per il vichingo (inedito)

Norvegia-Irlanda, 876
Il vichingo Alarr è un guerriero distrutto, a cui sono stati strappati il passato e il futuro. Nel giorno delle sue nozze, infatti, l’irlandese Feann MacPherson e i suoi uomini hanno ucciso suo padre Sigurd e la sua futura sposa, e inferto a lui gravi ferite alle gambe, che hanno minato per sempre la sua capacità di combattere. Nonostante questo, Alarr intende ottenere vendetta, anche a costo della vita. Così, appena ristabilitosi, parte per l’Irlanda e organizza il rapimento di Breanne Ó Callahan, la figlia adottiva di MacPherson, per chiedergli un riscatto e poi affrontarlo a sorpresa. Ma le timide scintille di passione che da subito si accendono tra lui e Breanne in poco tempo divampano in un fuoco di passione e desiderio che costringe Alarr a compiere una scelta sconvolgente.

 

Buongiorno mie care Fenici e ben trovate. La storia di cui mi appresto a parlare oggi, racconta di dolorose perdite e nuovi amori, battaglie e cavalieri, passioni e tradimenti e di come, in mezzo alla disperazione più completa, possa apparire anche all’ultimo momento una luce di speranza.

Il giorno delle nozze di Alarr con Gilla tutto era pronto per festeggiare un’unione, che avrebbe portato al suo clan vichingo pace e prosperità. Una strana sensazione però stringeva lo stomaco dello sposo. Un’imboscata colse tutti di sorpresa; Re Feann, monarca di un lontano regno d’Irlanda, al comando di un suo drappello, interruppe la cerimonia facendo una strage per rivendicare un antico torto subìto. A quella drammatica giornata sopravvisse solo Alarr, ferito gravemente alle gambe proprio da lui. La vergogna per non aver difeso la sua famiglia e la sua sposa, unita alla tragedia di non poter più combattere come prima sui campi di battaglia, lo spingono alla vendetta. Così, insieme a suo fratello Rurik, decidono di far rapire Breanne, figlia adottiva di Feann, per ricattarlo. Le cose non vanno come nei piani; il fato pone la ragazza sulla strada del guerriero non più come una pedina da usare, ma come una donna d’amare. Riuscirà Alarr a sapere chi davvero ha ordito il massacro che ha spezzato molte vite, rovinando anche il suo futuro, e a non cadere nelle malie della bella principessa? E Breanne troverà alfine la verità sulle sue origini, riuscendo finalmente a godere del calore di una vera famiglia?

Una storia complessa, romantica e drammatica allo stesso tempo, erotica ma non troppo. Sicuramente estremamente sensuale, ma anche carica di sentimento e di tradizioni. Appassionante e coinvolgente ti trasporta in un’epoca in cui la vita e la morte si decidevano sul filo di una lama e in cui l’onore di una donna dipendeva dal valore di un uomo. La trama si divide tra il senso del dovere di Alarr di vendicarsi e di morire per questo, e il bisogno e la necessità di Breanne di trovare una collocazione sociale. Adottata dal re Feann alla supposta morte dei suoi genitori, la ragazza viene cresciuta come una di loro. Nonostante questo, lei sente di non far parte di quel popolo, di essere una straniera in quella casa, tanto che dopo il suo rapimento ordito da Alarr, nessuno si preoccupa della sua sorte, adducendo scuse e ipotesi poco plausibili. Lei così ha la conferma di dover fare qualcosa per cambiare la sua vita. L’occasione le si presenta proprio alla risoluzione del suo rapimento, quando Alarr compare al mercato di schiavi salvandola da una fine orribile. Così il bisogno si mischia con l’amore e lei si lega in modo indissolubile al vichingo, vivendo con lui ogni sorta di avventure. Dal canto suo Alarr, sa che deve morire e che la ragazza non può essere al sicuro con lui. Le sue capacità di guerriero non sono più quelle di un tempo a causa della menomazione inflitta alle gambe il giorno del suo matrimonio con Gilla, quindi fa credere a Breanne di non provare nulla per lei. Ma l’amore, si sa, viaggia su una corsia preferenziale e ha un fato tutto suo.

Come in ogni buon romance, la storia ruota intorno ai due protagonisti; l’aspetto storico però non viene trascurato, dando uno spacco significativo della cultura dell’epoca. Il romanzo è molto accurato, sia nelle descrizioni dei particolari, sia in quelle delle ambientazioni. La trama ha uno svolgimento interessante, non arrivando al colpo di scena, ma stupendoti comunque con significative rivelazioni. Lui è forse sin troppo cavaliere, considerando il periodo storico, e dà sfoggio di un senso dell’onore più unico che raro. Ma la cosa mi piace molto, in ogni caso. Breanne vede in lui prima un nemico poi un salvatore; alla fine è l’unico che in realtà le dimostra del vero interessamento al di fuori di qualunque utilità possa avere per i suoi piani. Commovente il suo slancio nei suoi confronti. Una donna intrepida, disposta a qualunque cosa per proteggere le persone che ama, cosa che denota nobiltà d’animo. Insomma, una coppia di anime perse che insieme ritrova equilibrio e un motivo per vivere. E come un angelo custode, Rurik veglia sul suo fratellastro in modo che non s’immoli, mentre insegue i suoi nobili propositi, e veglia anche di quando in quando sulla sua bella rossa che gli ha rubato il cuore e l’anima, facendolo rinsavire un po’.

Non voglio scendere più nei dettagli, vi dico solo che la storia vale la pena di essere letta, per trama e colpi di scena. Un’avventura che vi regalerà dei momenti meravigliosi.

Ora vi lascio tra le pagine dell’amore care fenicette.

A presto!

 

 

 

 

 

 

 

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