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Recensione: La segnatrice di Elena Magnani

 

Titolo:La segnatrice
Autore:Elena Magnani
Editore:Giunti
Genere:Romanzo
Data di pubblicazione:23 Febbraio 202224

Un romanzo potente, che ci trasporta nel periodo più buio e allo stesso tempo più luminoso della nostra storia: la Resistenza, che fa da sfondo a vicende ricche di fascino ed emozione e a un intreccio di sentimenti contrastanti.
Siamo nel 1944, gli Alleati procedono verso il nord d’Italia e per i partigiani si tratta di resistere alle ultime rappresaglie tedesche. È quello che succede a Piazza al Serchio, dove si insedia una squadra di nazisti, mentre i giovani, nascosti nei boschi, tentano di sabotarli. La loro arma segreta: Anna, occhi neri e vivaci, che è entrata a far parte della resistenza e si è infiltrata come spia nel comando tedesco locale. Il suo compito è ingraziarsi il tenente Matthias Von Bauer, un uomo indurito dalla guerra e da grandi delusioni, e passare informazioni ai compagni.
Inizialmente Anna vorrebbe maldocchiarli tutti quei tedeschi arroganti, ma come Segnatrice deve solo praticare il bene. Da anni infatti, ogni vigilia di Natale, la zia le tramanda questa pratica segreta che permette ai prescelti di guarire corpi e anime attraverso speciali gesti e preghiere. Solo chi ha un animo puro e sente dentro di sé il desiderio di curare e di aiutare il prossimo può portare avanti questa tradizione. Ma non è sempre così facile gestire questo dono, capire qual è il confine tra il bene e il male e non rompere un delicato equilibrio. Soprattutto quando la guerra minaccia la tua famiglia, soprattutto quando l’amore nasce dove non deve e il futuro è più incerto che mai.

Ho scelto questo romanzo per la trama, che raccontava di una storia ambientata tra i boschi e le montagne della Garfagnana (luogo in cui ha visto i natali mio padre), e per il periodo storico trattato, la ritirata dei nazisti e il loro disperato tentativo di proteggere le posizioni minacciate dall’avanzata alleata.

La protagonista è una giovane donna che ha un dono: segna le persone malate attraverso un rito ancestrale tramandatole dalla zia Maria (sorella del padre), riuscendo a guarirle. La sua figura è perciò ammantata di un misto di rispetto e paura da parte dei suoi compaesani, ma anche di astio da parte della madre e della cognata, che non vogliono aver niente a che fare con la stregoneria.

La ragazza ha le sembianze di una giovane contadina, porta le vacche al pascolo, ne munge il latte e sogna di metter su un caseificio dove poter produrre formaggette fresche, insaporite con le erbe di montagna di cui conosce ogni potere curativo e magico. Ma non è un momento giusto per sognare un futuro: i tedeschi imperversano in Piazza al Serchio, rubano il cibo, sfrattano la povera gente dalle case per prenderne possesso e torturano e fucilano chiunque sia sospettato di aiutare i partigiani asserragliati tra i boschi.

Anna tace e osserva, nascondendo a tutti la sua missione di staffetta partigiana; scrive ogni informazione sui dei foglietti che poi infila nella cassetta delle offerte e ascolta, in attesa che l’invasore scompaia inghiottito dalla terra, o maledetto dagli scongiuri che lancia sottovoce. Perché lei, la segnatrice, insieme al potere di fare del bene ha anche quello di fare del male, di odiare, di distruggere, sconvolgendo così l’ordine naturale del mondo, che non deve essere intaccato. Tuttavia non è facile per una ragazza come lei evitare di sbagliare e deviare dalla retta via. E per amore farà una scelta che le costerà enormemente, procurandole molta sofferenza; si innamorerà del nemico, di colui che più vorrebbe morto, ma a cui salverà la vita: il tenente Matthias Von Bauer.

La storia è travolgente, piena del fascino oscuro e contorto dei boschi e della gente  della Garfagnana, montanari duri esternamente, ma dal grande cuore generoso.

Il ritmo narrativo è serrato, claustrofobico e coinvolgente, le vicende di Anna entrano nel cuore e nell’anima e si sospira una conclusione felice per lei, eroica, coraggiosa e così appassionatamente vera. Un bel romanzo, scritto con uno stile asciutto e forte.

Da leggere.

 

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Emanuela

Emanuela

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