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Recensione: Intoxicating – Serie: Elite Protection Services Vol. 1 di Onley James

Titolo: Intoxicating

Serie: Elite Protection Services Vol. 1

Autore: Onley James

Genere: MM contemporaneo

Editore: Triskell Edizioni

Target età: + 18

Data di pubblicazione: 3 novembre 2022

 

  1. Intoxicating
  2. Captivating 
  3. Exasperating 
  4. Infuriating 
  5. Satisfying: An Elite Protection Services Novella

 

Quello che gli manca è la disciplina.

Lincoln Hudson è appena stato assunto per il lavoro più facile del mondo: fare da babysitter al figlio viziato di un senatore conservatore, tenerlo fuori dai guai e beccarsi uno stipendio stellare. Uno stipendio di cui ha disperatamente bisogno. Il padre di Wyatt afferma che con lui ci vuole mano ferma e disciplina. A Linc è bastato uno sguardo per concordare: a Wyatt serve disciplina.
Essere il figlio segretamente gay di un senatore fissato con i valori tradizionali ha reso Wyatt Edgeworth irrequieto, e gli ha donato una passione eccessiva per le feste che potrebbe costare a lui otto mesi di vita e a suo padre la rielezione. Così ora ha un babysitter. Un babysitter molto sexy.
Quando Wyatt, ubriaco, dice a Linc che lui sarebbe un ottimo Daddy, i due trovano un accordo. Wyatt avrà un Daddy e Linc uno stipendio, poi ognuno andrà per la sua strada. Ma perché questo funzioni è indispensabile essere discreti; cosa forse impossibile, con un reporter sempre alle calcagna di Wyatt.
Mettersi assieme non è mai stata un’opzione, ma col passare dei giorni i loro sentimenti continuano a crescere. Saranno disposti a rischiare tutto per quello che dovrebbe essere solo un innocuo flirt?

Intoxicating è il primo libro della serie Elite Protection Services e contiene age-gap, Daddy kink ed elementi BDSM, con un lieto fine autoconclusivo.

Trigger warning: Questo libro contiene riferimenti a tentativi di suicidio, autolesionismo e ad abusi sessuali e traumi.

 

 

Affezionarsi a Wyatt era stata la cosa più facile del mondo, ma prendersi cura di lui era un campo minato. Aveva bisogno di un guardiano, di qualcuno che badasse a lui, che lo sorvegliasse e lo guidasse. Linc voleva essere quel qualcuno. 

 

Wyatt è un ragazzo fragile e ferito in mille modi diversi.

Il rifiuto della sua omosessualità da parte del padre, politico in carriera, e i successivi tentativi violenti e abusanti di “curarlo”, nonché il suo incolparlo per altri problemi familiari e di ignorarlo in generale, se non per il ruolo che può avere sull’opinione pubblica, hanno portato questo ragazzo sensibile a oscillare tra autodistruzione e imprudenza, sregolatezze ed eccentricità allo scopo di attirare l’attenzione del genitore per scorgere un barlume di affetto e preoccupazione. 

 

L’alcol, le droghe, non avevano davvero importanza. Erano solo una distrazione. Ma tagliarsi… su quello non poteva cedere. Quando i suoi pensieri diventavano tossici, il suo odio, il panico, il disprezzo per se stesso gli filtravano nel sangue fino a farlo sentire nauseato e rallentato, e c’era solo un modo per farli spurgare, per ripulirsi dal veleno. Stava attento, non esagerava mai. Solo un taglietto.

 

L’unico risultato che ottiene, invece, è quello di farsi assegnare uno dopo l’altro diverse “guardie del corpo” a fargli da babysitter così da impedirgli di dare scandalo.

Linc è l’ennesimo uomo ad accettare questo ruolo, ma probabilmente il primo che riesce a vedere questo ragazzo come un grumo di emozioni, sofferenza e solitudine.

Percepisce le sue vibrazioni negative forse perché vicine a quelle che albergano in lui, appena rientrato dall’Afghanistan, effetto di un disturbo da stress post traumatico.

 

Non si conoscevano. Doveva controllare le sue perversioni. Ma Wyatt lo voleva. Il ragazzo era un cratere vuoto e Linc voleva solo riempirlo ancora e ancora per dargli ciò di cui aveva disperatamente bisogno 

 

Se l’ascolto e l’empatia giocano un grande ruolo nel comprendere la natura dei disagi di Wyatt, è invece la formazione da marine ad aiutare Linc nel trovare la strategia per entrare in relazione con lui: la dedizione con cui richiede obbedienza e disciplina, dimostra cura e attenzioni, impartisce compiti, premi e gratificazioni verbali, anche solo un “bravo ragazzo”, è qualcosa su cui Wyatt è molto ricettivo, essendo ciò che gli è sempre mancato da parte dei genitori.

La differenza d’età è più un valore aggiunto che un difetto, dato che Linc appare agli occhi del ragazzo allo sbando con un’aura di uomo esperto e sicuro, posato e paterno.

 

Linc gli sussurrava qualcosa tra i capelli, ma lui non le capiva. Non gli importava. Voleva solo le sue braccia e il calore del suo corpo e sentire che almeno a una persona al mondo importava che lui vivesse o morisse. Non si meritava almeno quello? 

 

Una relazione omosessuale è chiaramente proprio ciò che il padre di Wyatt voleva evitare, eppure dovrebbe poter riconoscere che stare con Linc ha un effetto capace di calmare e rendere più docile suo figlio. Soprattutto però lo fa sentire ascoltato, felice, completo, più sicuro di sé e dei suoi bisogni.

 

«Vuoi…» iniziò Linc. «Sì,» lo interruppe Wyatt. Linc inclinò la testa e strinse gli occhi. «Non sai neanche cosa stavo per dire.» Wyatt sollevò le mani. «Non capisci? Non importa cosa tu stessi per dire. La risposta è sì. Qualunque cosa tu voglia… dirò sempre di sì.» 

 

La storia di per sé non ha una trama molto complessa, ma abbina a un altissimo livello di passionalità una componente molto tenera, appagante, affettiva, per un legame empatico che nasce da subito e istinto protettivo e di cura che Linc prova nel capire quanto Wyatt è ammaccato dalla vita.

Ci sono tinte BDSM per la presenza di premi-punizioni e obbedienza, ma questo stile di vita non è portato agli estremi con sessioni dolorose o con prove faticose: i rapporti risultano sempre reciprocamente piacevoli, gratificanti e con appagamento immediato per entrambi.

 

Wyatt non si mosse e non cercò di allontanarsi. Rimase rigido tra le sue braccia, in attesa che lui gli desse un ordine. Avrebbe fatto qualsiasi cosa gli avesse chiesto, anche se non sapeva spiegare come facesse a esserne certo. Wyatt era suo. Avrebbe potuto baciarlo, scoparselo, proteggerlo e disciplinarlo. 

 

Le personalità dei protagonisti sono approfondite e sfaccettate, con una componente psicologica accurata che provoca tenerezza e compassione anche nel lettore, facendo crescere anche in noi un desiderio di rivalsa nei confronti delle figure che hanno ferito Wyatt. 

C’è anche un messaggio forte in tutta la storia, che quindi per quanto piuttosto semplice nella trama principale (guardia del corpo che si innamora della persona che protegge, perché commosso dalla sua umanità e attratto dalla sua fragilità) ci racconta di un percorso di rinascita, di una presa di coscienza.

 

«Non puoi continuare a farti questo,» lo avvisò Linc premendogli le parole contro la pelle, come un incantesimo che avrebbe potuto avverarsi. Ma Wyatt sapeva che non era così. «Sì che posso. Lo faccio da tutta la vita,» gli assicurò. 

«Tutta la tua vita,» mormorò Linc. «Hai ventidue anni. La tua vita non è nemmeno iniziata.» Le lacrime inondarono gli occhi di Wyatt e la sua gola si strinse. «La mia vita è finita quando avevo sei anni. 

 

Molto buone le caratterizzazioni anche dei secondari, che non mostrano solo la sfaccettature del vivere quotidiano, ma anche i loro disagi passati, problemi che devono superare, una personalità che può essere esplorata in modi e situazioni diverse e lasciarci immaginare i loro desideri, sensazioni, paure, e tutto quello che va a costruire una umanità e una fisicità reale e  vivida.

 

«Sorrido quando sono felice. Di solito non ho molto per cui sorridere.» Linc gli prese i capelli nel pugno e lo costrinse a guardarlo di nuovo. 

«Ma ora sei felice?» Il calore gli invase le guance; per fortuna le luci erano spente. 

«Sì, penso di sì.» 

«Bene,» grugnì Linc. Le parole gli sfuggirono prima che potesse fermarle. «E tu lo sei?» Il cuore di Wyatt sprofondò quando Linc tacque, ma poi l’uomo lo attirò vicino. 

«Sì, ragazzino. Penso di esserlo anche io.» 

«Bene.» 

No, non andava bene. Era un disastro, ma Wyatt se ne sarebbe preoccupato più tardi…

 

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ludovais

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