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Recensione: In Cerca Di Equilibrio – Serie: Painted Bay 01 di Jay Hogan

Titolo: In Cerca Di Equilibrio

Serie: Painted Bay 01

Autore: Jay Hogan

Editore: Southern Lights Publishing

Genere: Romance MM

Target: 18+

Data di pubblicazione: 23 febbraio 2023

  • In Cerca Di Equilibrio
  • A bordo
  • A passo di danza

Quando JUDAH MADDEN fugge dalla sua soffocante città natale in Nuova Zelanda, inseguendo il sogno di diventare una stella della danza internazionale, non ha alcuna intenzione di tornare indietro. Non a Painted Bay. Non al duro allevamento di cozze della sua famiglia. Non da quell’idiota di suo fratello. Non con il sogno della sua vita ormai a brandelli. E di sicuro non tra le allettanti braccia di MORGAN WIPENE, il bell’ufficiale di pesca sexy e rude che sembra determinato a rovinare le intenzioni di Judah di autocommiserarsi in pace.

Ma i sogni sono cose volubili. Una volta infranti, è difficile raccogliere tutti i pezzi. Difficile fidarsi. Difficile ricominciare.

E la cosa più difficile di tutte? Trovare il coraggio di credere nell’amore e costruire un nuovo sogno nell’ultimo luogo in cui lo credevi possibile.

 

 Odiavo che le persone mi guardassero come se non sapessero più cosa fare con me, perfino la mia famiglia… come se fossi un problema scomodo che era piombato nella loro vita di colpo e con il quale non avrebbero voluto avere niente a che fare. Beh, benvenuti nel club.

Judah è un ballerino di successo che improvvisamente manifesta una malattia rara caratterizzata da perdita di equilibrio, nausea, svenimenti. La sua vita è completamente stravolta, e lui si rifugia nel paesino d’origine in Nuova Zelanda per leccarsi le ferite; è a pezzi, non solo fisicamente, dovendo gestire sintomi improvvisi e devastanti, ma anche perché deve ricostruirsi da capo. 

Painted Bay, un villaggio dove le voci girano troppo velocemente e tutti si impicciano degli affari degli altri, è stato l’incubo della sua infanzia. Lì vive suo fratello omofobo che lo odia, incolpandolo di averlo lasciato solo a mantenere le redini dell’attività di famiglia, l’allevamento delle cozze, avendo dovuto rinunciare ai suoi sogni. E lì abitano anche tutti i bulli della sua infanzia, ora adulti.

 

Mister Chiunque Fosse era un uomo genuino, senza fronzoli, resistente alle intemperie, un uomo che diceva meritati-il-mio-rispetto-se-ne-hai-il-coraggio. Un tipo che non vedevo da molto, molto tempo. Di sicuro non nel gruppo di ballo o tra i fan del balletto. Al diavolo gli stereotipi. Esistevano per una ragione. 

Morgan è un ufficiale di pesca, ha diversi anni più di Judah e ha perso la moglie da cinque anni. L’ha pianta per molto tempo e ora è in una fase di accettazione. Un uomo posato, generoso e protettivo, che rimane fulminato dall’energia repressa e dalla complessità del ballerino, insieme con il suo lato più esuberante, dominante, da primadonna. 

Judah e tutto il suo bagaglio di problemi irrisolti sono tutto ciò che Morgan aveva sempre cercato di evitare rimanendo su relazioni semplici e occasionali, ma che quando guarda quel ballerino triste e determinato, con la sua gioia di vivere così ferita ma allo stesso tempo pronta per esplodere, non può fare a meno di farsi catturare e di abbandonarvisi. 

 

Era magro, ma con una forza a malapena trattenuta che ribolliva proprio sotto la superficie. Un’energia che si palesava nel costante movimento dei piedi e delle mani strette a pugno nelle tasche anteriori dei jeans strappati, il tessuto stretto tirato su un sedere rotondo e muscoloso che gridava mordimi a gran voce. Ma c’erano anche rabbia e un dolore sordo accanto a quella forza. Come quelli di un animale in gabbia. Quel pensiero mi mozzò il respiro e tutto ciò che mi restò da fare fu continuare a fissarlo, che era il modo migliore per essere… Si voltò all’improvviso. …beccato. 

Il loro rapporto nasce come amicizia, aggiungendosi a una serie evidente di nodi da sbrogliare nelle rispettive vite. Ma per quanto sarebbe auspicabile mettere in pausa i sentimenti per il tempo necessario a sistemare prima qualche problema esistenziale, questi maturano inaspettatamente e troppo in fretta, esplodendo sul piano fisico in una dimostrazione decisamente indimenticabile.

 

«Ma abbiamo solo due opzioni. Possiamo scopare e poi tenerci a distanza, oppure possiamo conoscerci senza coinvolgere niente di fisico. Ho delle difficoltà a relazionarmi con tutto quello che c’è nel mezzo, al momento. La mia vita è… complicata. Prendere o lasciare.» Emisi un lento sospiro. «Allora scelgo la seconda. Non sto cercando una scopata da te, Judah. E non sono neanche sicuro di essere pronto per qualcos’altro. Essere amici è… una buona idea. Siamo entrambi adulti.»

La sfida per Judah, una volta che riesce ad accettare la realtà e a superare la negazione e la rabbia, è quella di dover immaginare un nuovo percorso di vita che non comprenda l’unica cosa che ama, ovvero la danza. Ogni tentativo di immaginare carriere affini finisce per esser ostacolato a causa dei sintomi della malattia incompatibili. Non solo quindi teme di doversi accontentare di un lavoro che odierà, ma in gioco ci sono anche il “dove” e il “con chi”: in una grande città potrebbe avere più opportunità rispetto a un paesino di pescatori, ma Morgan farà parte di questo progetto? In che modo?

La relazione è troppo fresca per chiedergli di fare scelte drastiche, e tutte queste decisioni rappresentano un sacco di carne al fuoco.

 

Dopo circa un minuto, alzò il mento e lo appoggiò sul mio petto, gli occhi nascosti da una ciocca di capelli scuri e sudati, e parlò con una voce così leggera che la udii a malapena. «Penso di amarti, Morgan.» Mi bloccai, la testa che desiderava correre, il cuore che voleva solo prendere una pala e scavare una buca abbastanza profonda nel quale infilarci in modo che nessuno dei due potesse scappare. Nascosi il viso nei suoi capelli e lo strinsi ancora più forte. «Ti amo anche io, Judah.» Non che questo cambiasse qualcosa. 

Per Mason il grande punto di domanda è se sia pronto a mettere in gioco il suo cuore per la seconda volta. Il rischio di dover attraversare di nuovo il calvario della malattia grave e la possibilità concreta di poter perdere un altro partner frantumando di nuovo il suo cuore sono un ulteriore monito che lo rendono restio a concedersi del tutto. 

Insomma, tanti fili sottili intrecciati e pieni di nodi che ci fanno immergere nelle difficoltà quotidiane dei due uomini, che non vedono l’ora di essere districati per prospettarci un futuro insieme “per sempre felice”.

 

Morgan era perfetto per la voragine nella mia vita, qualcosa che non sapevo neanche di avere. Era terrificante sotto tutti i punti di vista, non ultimo perché quella nuova vita era letteralmente nel caos e sapevo a malapena cosa ci facevo io, figuriamoci lui. 

Deliziosa la voce dei personaggi: il modo stuzzicante con cui battibeccano e si scambiano battutine piccanti, ironiche, divertenti. Se Judah è un drama queen esuberante, che inizialmente copre dietro a un velo di rabbia, frustrazione, depressione, Morgan è un uomo pacato, maturo, realizzato, che nasconde punte di perversioni fetish per le calzamaglie (d’altro canto, come non poter immaginare un feticismo per il corpo perfetto, muscoloso e flessibile di un ballerino?)

Curate anche le caratterizzazioni, attente a tantissime sfumature delle personalità e delle emozioni dei due uomini, così come anche il sesso, delicato e pieno di affettività e passione.

Semplicemente perfetto il modo in cui questi uomini che hanno sofferto così tanto incollano insieme i pezzi dei loro dolori e riprendono a camminare verso il futuro, uno col timore di perdere di nuovo l’amore, l’altro che non vuole appoggiarsi troppo per non privarsi dell’autodeterminazione, e allo stesso tempo confuso nel dover tracciare una nuova linea per la sua vita.

 

«Se avessi affrontato i tuoi problemi di salute senza dare di matto, Hannah non continuerebbe a considerarti il suo eroe. Non è interessata alla carriera scintillante che hai avuto. È interessata all’uomo che sei adesso e al modo in cui hai affrontato le cose, sia quelle belle che quelle brutte… al coraggio che stai dimostrando di avere. È questo che le importa davvero. Se vede che puoi mandare all’aria la tua vita ed essere comunque in grado di riprenderla in mano, sa che può farlo anche lei.» 

Un discorso a parte è il modo in cui viene affrontato il tema della discriminazione (che trova una spalla in altri personaggi secondari), che va ben al di là degli stereotipi e dei cliché. Il tatto usato nel raccontare la difficoltà dell’affrontare malattie invalidanti, la vergogna ma anche il rifiuto della pietà altrui, la forza tirata fuori per iniziare a vivere sfidando la malattia.

È, insomma, un libro maturo, che racconta di uomini che dalla vita hanno già ricevuto molte batoste e che ora hanno voglia di sistemarsi, di rimettersi alla ricerca di uno scopo, insieme alla persona che amano. Molto romantico, tenero e allo stesso tempo passionale.

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