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Recensione in anteprima: Con te vicino di Vera Demes

Serie: Un apostrofo rosa #1

Titolo: Con te vicino

Serie: Un apostrofo rosa #1

Autrice: Vera Demes

Genere: romcom

Editore: self

Data di pubblicazione: 3 luglio 2026

Età di lettura consigliata: +18

La serie è composta da:

  • Con te vicino vol.1

Chiara Serra, decoratrice d’interni un po’ incompresa, ha tre punti fermi: il suo bilocale a San Lorenzo, un divano comodo e un talento naturale per le pessime decisioni sentimentali.
Poi nell’appartamento accanto arriva Manfredi Rocca.
Pilota di linea.
Sexy in modo irritante.
E con la fastidiosa abitudine di trasformare il pianerottolo in un aeroporto internazionale di scatoloni, donne avvenenti e rumori decisamente poco condominiali.
Chiara lo detesta all’istante.
Manfredi, invece, la trova divertente, soprattutto perché alterna pigiamoni in pile a vestaglie di seta come forme di depistaggio.
Quando una multinazionale immobiliare minaccia di comprare l’intero stabile per trasformarlo in Airbnb, i due si ritrovano costretti a collaborare in una guerra tragicomica fatta di assemblee condominiali fuori controllo, proprietari ingestibili, vicine impiccione, un pizzaiolo romanticamente molesto e una tensione sessuale che nessuno dei due sembra disposto ad ammettere.
Il problema?
Lei non si fida degli uomini, soprattutto di quelli che scappano.
E lui, che emotivamente è una valigia smarrita, non ha mai trovato un luogo da chiamare casa.
Tra fughe strategiche, battibecchi e notti impossibili da dimenticare, Chiara e Manfredi finiranno per scoprire una cosa molto semplice.
Litigare è facile.
Il problema è tutto il resto.

Vera Demes con questo romanzo inaugura una serie di ben quattro volumi, in cui ci regala una nuova versione di sé, ironica e a tratti comica. Se già avevamo sorriso leggendo la sua “novella” natalizia Come una magia, con questa storia vi assicuro che vi sembrerà di essere all’interno di una puntata di Zelig. Non sempre, per carità, è pur sempre lei, quella che dà vita a personaggi che vorresti scaraventare dalla finestra, e quindi un pochino, ma proprio pochino, si torna al genere a cui ci ha abituati. Ma, per la maggior parte della lettura, ve lo assicuro, il sorriso non lascerà il vostro viso. Dialoghi frizzanti, battute a raffica, tensione sessuale che scorre sotterranea senza (quasi) avere il giusto sfogo e, soprattutto, la Roma borgatara, quella dei quartieri dove tutti si conoscono, dove ogni palazzo ha il suo preciso carattere, quello della variegata umanità che lo abita. Dove salendo le scale si intuisce perfettamente il menù del giorno di ogni appartamento, dove si entra, volenti o nolenti, nelle dinamiche familiari di ogni condomino, complici pareti sottilissime e finestre aperte sui cortili. In uno di questi, in via dei Ramni, zona San Lorenzo, vive Chiara Serra, arredatrice d’interni che ogni giorno subisce un capo “la mangia-ansia” che demolisce ogni sua idea creativa.  Ventinove anni di sogni nel cassetto, un rapporto difficile con la famiglia e nessun amore all’orizzonte. Unica consolazione nelle sue solitarie serate: il calore dell’appartamento ereditato dalla amata nonna e gli inseparabili pigiamoni di pile, che indossa anche in piena estate.  Un giorno, a occupare il bilocale accanto al suo, arriva Manfredi Rocca, aitante pilota di jet di linea, temporaneamente a terra per seguire l’addestramento dei nuovi assunti. Ho detto aitante? Di più! 

Era un concentrato di mascella squadrata, capelli nerissimi spettinati ad arte, occhi color tempesta e un’aria talmente arrogante che avrebbe potuto far sentire in colpa persino una suora martirizzata durante l’inquisizione. 

Un gran “pezzo de manzo”, per dirla alla maniera dell’unica e sola Egidia Mastropasqua, la matrona del primo piano che, con un piglio da corazziere, dirige il palazzo e sa tutto di tutti. Peccato che il comandante sia un “analfabeta sentimentale”, trascorra i pochi momenti liberi tra uno scalo e l’altro con avventure di una notte, non abbia mai un coinvolgimento che non sia puramente fisico e sia allergico ai baci. 

Superati i battibecchi giornalieri a causa delle montagne di scatole Amazon che Manfredi lascia sul pianerottolo, i due si trovano loro malgrado coinvolti nella missione di salvataggio dello stabile dall’assalto di un’immobiliare milanese e, con la frequentazione forzata, cresce anche la tensione sotterranea presente sin dal primo incontro. Il comandante però è un osso duro, troppo abituato alla sua vita senza complicazioni, retaggio di un’infanzia praticamente priva di forme di affetto. Non si arrende all’evidenza del sentimento che invece si è fatto strada dentro di lui.

«Secondo me tu…». Posò il bicchiere e si diede un’aria sicura di sé. «Non ti affezioni alle persone perché non vuoi. Lo fai per partito preso». Silenzio. Carico. Denso. Temibile. Oh, oh. A quanto pareva aveva centrato il punto perché adesso Manfredi la osservava senza sorridere, per la prima volta dopo parecchi minuti.  

Chiara, oltre al sostegno e all’affetto della famiglia allargata del condominio, ha soprattutto tre amiche speciali: Elena, Irene e Ginevra, conosciute al liceo e mai più abbandonate. Diversissime tra loro, si completano a vicenda, e la loro chat Le sopravvissute è fonte di dialoghi al limite del surreale che rendono ancora più colorita questa storia, che di colori ne ha veramente moltissimi. E anche sapori, direi, come le pizze dai nomi e ingredienti fantasiosi adatti a ogni occasione che sforna il vicino Donato Borzacchia, o la parmigiana di melanzane della già citata signora Egidia.  

La narrazione, elegante come sempre, anche quando parla il romanesco, è uno spaccato di vita vera, ci racconta di persone normali, che arrancano e fanno del loro meglio ogni giorno, ma che, di fronte a un sopruso, reagiscono e combattono tutti insieme. Siamo troppo abituati a vivere chiusi all’interno delle nostre case, senza nemmeno conoscere i nomi dei nostri vicini; in questa storia Vera Demes, pur facendoci sorridere molto, ci porta come sempre dove vuole lei, e cioè a riflettere su ciò che dovrebbe significare la parola “comunità”, oltre che al fatto che le città dovrebbero essere lasciate ai loro abitanti e non diventare dormitori per i turisti mordi e fuggi. Vabbè, ci regala anche una storia d’amore un pochino sofferta, come nel suo stile, sia mai che le sue lettrici più affezionate inizino a preoccuparsi…

Dopo una vita trascorsa a gestire avarie, tempeste perfette e atterraggi d’emergenza, il comandante Rocca doveva arrendersi all’evidenza. Aveva trovato una turbolenza del tutto fuori controllo. Misurava un metro e sessantotto, era bionda, amava i pigiamoni in pile e pretendeva di accogliere gli orsi polari interiori. Un problema vero. E nessuna check list per risolverlo. 

Ora non ci resta che aspettare il prossimo volume della serie, dedicato al sostituto procuratore Elena, non vedo l’ora. 

Da leggere assolutamente, magari gustando la speciale pizza La Resistenza Sanlorenzina.

Hot 🔥 | troppo poco, con un protagonista così ce ne sarebbe voluto di più!
Sentimento❤️| moltissimo: amicizia, collaborazione, amore

valutazione

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