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Recensione: Il Principe e l’Angelo di Emily Pigozzi

Titolo: Il Principe e l’Angelo

Autore: Emily Pigozzi

Editore: Self

Genere: Contemporary romance

Data di pubblicazione: 1 Marzo 2022

La mia nuova droga sei tu.
La più dolce, la più letale.

Mi chiamo Pietro De Castelli e sono il principe della finanza italiana.
Le donne mi trovano sexy e a me piace godere di un corpo caldo, sballarmi alle feste e correre con la mia auto sportiva. Bello e dannato, dicono.
La mia vita dissoluta mi ha portato a fondo e c’è solo qualcosa che mi mantiene a galla.
Non so cosa sia. Forse un angelo.

Sono Serena Vanini, ma mi chiamano l’angelo.
Fin da piccola curavo lucertole e gatti e dopo la laurea in scienze infermieristiche ho trovato lavoro nel reparto di terapia intensiva di un grande ospedale.
Ho i piedi ben piantati a terra, nelle mie comode scarpe da ginnastica. Vivo da sempre in un quartiere popolare, non ho un ragazzo dai tempi del liceo e trascorro il tempo libero a preparare dolci e guardare le mie serie TV preferite, rigorosamente medical.

Dopo un terribile incidente d’auto un ragazzo di nome Pietro viene ricoverato in coma nel mio reparto.
Lui è bellissimo, ma c’è di più.
È così che inizio a raccontargli di me.
Non so perché lo faccio, ma parlo a tutti i miei pazienti con la speranza che si risveglino.
Quando Pietro apre gli occhi io sono la prima cosa che vede. E questo cambierà tutto.

Lei non vuole essere Cenerentola.
Lui non è il principe azzurro.
Ma la passione e le regole dell’attrazione rimescolano le carte del gioco.
Chi dei due sarà disposto a rischiare il proprio cuore, nonostante le differenze?

Il libro di Emily Pigozzi, uscito il primo marzo 2022, è la rivisitazione ampliata del romanzo già pubblicato con un editore.

Si tratta della storia di Serena, un’infermiera sensibile e attenta, che abita in un quartiere popolare e ha fatto del suo lavoro la sua missione, e Pietro, un ricco rampollo strabello e strapieno di donne e di vizi, che da sempre affronta la vita a trecento chilometri orari, finché si schianta con la sua auto sportiva e finisce in terapia intensiva in stato di coma.

Due persone che più opposte di così sono difficili da trovare eppure i loro destini si incroceranno dietro le pareti di un reparto ospedaliero in cui il tempo acquisisce un significato tutto nuovo e dove  non sono altro che una ragazza che tiene compagnia a un ragazzo con la propria voce e, in qualche modo, lo accompagna fuori dalla nebbia del suo stato.

E lui da quella nebbia esce davvero cambiato, come se si fosse risvegliato da un sonno ben più lungo del coma in cui è caduto. Ma si sa: le persone non cambiano, oppure sì? Un principe abituato agli eccessi può “accontentarsi” di una ragazza a cui non interessa affatto diventare una Cenerentola moderna? Un angelo di infermiera con la passione dei biscotti può integrarsi nel mondo dell’alta finanza o si sentirà sempre come un pesce fuor d’acqua?

È il primo romanzo che leggo dell’autrice, e mi ha colpito il linguaggio scorrevole e pulito anche nelle scene piccanti, lo stile senza fronzoli ma diretto e i personaggi complessi e con insicurezze talmente radicate da renderli realistici.

Il doppio pov (punto di vista) dei protagonisti permette al lettore di entrare in sintonia con i protagonisti, di percepire l’intensità delle loro emozioni: in particolare, sono stata conquistata dalla bontà d’animo di Serena e dalla sua determinazione nel voler rimanere semplicemente se stessa e la grinta, unita alla voglia di riscatto, che anima Pietro fin dal risveglio; mi azzardo a dire che l’evoluzione del personaggio di Pietro sia l’elemento che ho apprezzato di più, al punto che sembra di essere davanti a due uomini diversi (quello dei primi capitoli rispetto a quello della seconda parte del libro).

È una di quelle letture che definisco “coccola”, una favola rivoluzionaria che ti lascia la speranza e un sorriso, in cui non puoi non voler bene a una Serena che chiacchiera con i pazienti in coma e che ama la sua vita semplice fatta di Converse e biscotti appena sfornati. E ci si affeziona anche a Pietro e alla sua voglia di dimostrarle quanto profondamente l’incidente lo abbia cambiato combattendo strenuamente contro i pregiudizi radicati nei confronti della sua serietà e della sua capacità di assumersi delle responsabilità.

 

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