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Recensione: Il Corvo e il Pettirosso di Francesca Redeghieri

Serie: Across Time Series #1

Titolo: Il Corvo e il Pettirosso

Serie: Across Time Series #1

Autrice: Francesca Redeghieri

Genere: romance storico medievale, retelling Robin Hood

Editore: self

Data di uscita: 1° maggio 2024

Target di età +18

Lei è la donna da odiare
Lui, l’uomo da temere.

Lachlan Fitzroy, accompagnato da un manipolo di mercenari lascia la Terrasanta per fare ritorno in Inghilterra con una missione ben precisa.
Vendetta! Verso una donna che nemmeno conosce, ma che sa di odiare. Una giovane dagli occhi grigi, simili all’acciaio della sua spada cosparso di brina, ma che lo metteranno in ginocchio, come nessuna battaglia ha mai fatto.
Lady Coraline Bouchard è rimasta vedova e vive la vita che ha sempre sognato: libera. Finché un oscuro mercenario invade la sua casa, reclamandola.
Sullo sfondo l’eco di una leggenda attraversa la foresta di Sherwood come una freccia scagliata nel vento, e proprio lì, Lachlan e Coraline dovranno capire se sia più semplice continuare a odiarsi o lasciare che l’amore lenisca i loro cuori.

 

Bentornate Fenici!

Come si dice in questi casi? Altro giro, altra corsa, e questo primo libro di una nuova serie vi conquisterà fin dalla prima pagina. Se avete seguito le vicende dei “Leoni”, di “Natale a Bessworth Manor” dove c’erano parecchi indizi sull’origine dell’anello con il leone, questo vi incuriosirà.

È la storia di Lachlan Fitzroy, rude mercenario con un passato difficile e una vita dura, che durante una crociata salva la vita a Re Riccardo e come compenso riceve un castello, le sue terre e la castellana, solo che questa, Lady Coraline Bouchard detta il Pettirosso, è la vedova del suo amato maestro.

“I corvi sanno come raccontare una storia. Possono raccontarti delle storie del passato e possono guardare nel futuro. Sanno tutto, se solo li ascolti attentamente.”

Lewis Carroll

 

Lachlan è animato dalla sete di vendetta perché come uno scemo crede alle parole dei soldati di ventura giunti a Gerusalemme i quali millantano che il suo maestro sia stato ucciso dalla moglie. E qui, mie care, inizierete a odiarlo di vero cuore, vorrete prenderlo a padellate, a randellate sui denti, vorrete fargli le peggiori cose ma, col senno di poi, se penserete all’anno in cui si svolge il tutto, ovvero il 1191, forse riuscirete a capire il perché.

Il nostro mercenario è indurito e incattivito da una vita che non è stata clemente con lui, è ferito nel corpo e nell’anima, e crede che solo Giselle, la sua amante, possa lenirgli le pene, ma solo per divertimento e senza prendere nessun impegno, però non ha fatto i conti con Coraline. Ah! il piccolo Pettirosso che, quando si scoprono gli “altarini”, tira fuori un caratterino niente male, anche lei è spezzata, ferita, nel corpo e nell’anima, e solo Lachlan riuscirà a ricomporla.

Diciamo che si leniscono a vicenda le ferite, salvandosi.

“Siete delicata quanto un pettirosso, ma fate attenzione a non tirare troppo la corda. I corvi se li mangiano in un sol boccone gli uccellini prelibati come voi.”

La storia dei nostri due protagonisti si intreccia con quella di Robin Hood, beh, diciamo che molti dei nomi di quel racconto li troviamo anche per i vari personaggi secondari, sia da una parte che dall’altra. Lachlan e Coraline non possono esistere l’uno senza l’altra, sono come l’inverno e la primavera, il sole e la luna o, in questo caso, un Corvo e un Pettirosso.

Il corvo è l’animale sacro della Dea Morrigan, un animale psicopompo che accompagna le anime dei defunti nell’Aldilà, il pettirosso, invece, è un passeriforme resistente al gelido inverno e la cui leggenda racconta che il “petto rosso” derivi da una goccia del sangue che scorreva dalla corona di spine di Cristo. Questi due uccelli rappresentano perfettamente i nostri personaggi e la Redeghieri è stata davvero brava. 

Una storia che ti cattura fin dalla prima pagina, senza mai annoiarti, uno stile inconfondibile e un editing fatto con tutti i crismi. Il plot twist verso la fine vi lascerà con un “Oh mamma!”, anche se io lo avevo immaginato, che volete so’ strega, però non indovino mai un sei al superenalotto, pazienza!

Vi do solo un piccolo spoiler, se non conoscete l’inglese Robin vuol dire pettirosso ed è anche il nome dell’amico aiutante di Batman e Hood cappuccio ma, in questo caso, incappucciato e qui devo ringraziare i miei anni di Arrow che nel telefilm veniva chiamato appunto l’Incappucciato.

Libro straconsigliato.

Alla prossima

Un saluto dalla vostra Mal

Hot 🔥 | scene inerenti alla storia che non stonano ma arricchiscono la trama
Sentimento ❤️ | molto
Violenza ⚔️ | poca

valutazione

voto

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