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Recensione: Fiamme scarlatte di Aurora R. Corsini

Serie I figli di Ish vol. 2

Titolo:Fiamme Scarlatte

Autore Aurora R. Corsini

Serie:I figli di Ish vol. 2

Editore: Triskell Edizioni

Genere: MM, Mutaforma

Target +18

In principio, la Terra era fuoco.
Quando le fiamme si placarono, accanto ai draghi nacquero i dryss, i figli minori di Ish, che colmarono i cieli di un coro di sibili in onore della Grande Madre.

La pace imposta dai draghi non ha raggiunto tutti gli angoli del mondo, esistono ancora luoghi remoti in cui governano crudeltà e ingiustizia, posti sperduti nei quali gli indifesi soffrono senza che nessuno li difenda dai soprusi. Nel gelo dell’inverno, Diego è in missione alla ricerca di trafficanti di armi, ma si ritrova solo e ferito al centro del regno di una spietata banda criminale. Maledicendo la propria stupidità, prega Ish per un aiuto, che però gli arriva in una forma completamente inaspettata.
Imbattersi in un drago svenuto nella neve non è cosa da tutti i giorni, nemmeno nell’inferno ghiacciato in cui vive Misha; tentare di salvarlo potrebbe sembrare una follia pericolosa, eppure il suo istinto gli impone di farlo. Ancora lo ignora, ma è il potere di Ish a guidare i suoi passi, spingendolo a ribellarsi e aiutare quello sconosciuto dagli occhi d’ambra e oro.
Un giovane dryss dall’animo avventato e un ragazzo indurito dalla sofferenza dovranno unire le forze e tentare di spiccare il volo insieme, perché l’amore sbocciato nei loro cuori è un sentimento prezioso e unico, in grado di illuminare la più oscura delle notti.

Un giovane dryss pieno di sensi di colpa e un ragazzo indurito da un passato difficile ma con tanti sogni chiusi in fondo all’anima. Cos’hanno in comune? La neve, un complotto da smascherare e un amore che nessuno dei due si aspettava di trovare.

Credo che l’autrice non riuscirebbe a essere cattiva nemmeno se le pestassero il callo dopo aver sbattuto il mignolo su uno spigolo. Non so se sia volontaria la scelta di frenare questa possibile evoluzione, ma di fatto questo secondo volume, così come il primo, è più  un libro da coccole che un’avventura mozzafiato; non che non sia presente una discreta dose di guai ma resta sempre marginale la suspense. In Fiamme Scarlatte, più che di intrighi alla James Bond, si parla d’amore e di coppie predestinate; il concetto a volte è un po’ troppo rimarcato ma essendo un libro che volendo può essere letto come stand-alone, nonostante faccia parte di una serie, potrebbe anche starci.

L’idea è originale, finalmente qualcosa di nuovo sui draghi che, pur mantenendo il ruolo di saggi senza tempo, in questa serie puntano i piedi e lo fanno in maniera un po’ troppo decisa a quanto pare, tanto da spaventare quel cuor di leone che è l’umanità spingendola a ribellarsi alla loro dittatura ecologista con ogni mezzo possibile: questo è il filo conduttore che lega tutti i volumi. In questo secondo libro l’autrice ci presenta una sottospecie dei nuovi padroni del mondo, un giovane dryss, meno potente, meno immenso, problematico quanto un adolescente, che sopravvive fino alla fine del libro grazie al suo compagno umano che è un tipo resiliente quanto basta da non perdere la sua umanità, nonostante una vita piuttosto dura. Potremmo quasi definirla una serie post apocalittica un po’ atipica, dove tutto è cambiato per restare sempre uguale. Parlo della parte peggiore di noi, quella che invece di usare la testa e ringraziare che finalmente qualcuno ci salvi le chiappe da tutti i nostri disastri, prende e pesta i piedi e fa di tutto per prendere il controllo.

Ineccepibile la scrittura, la delicatezza non invasiva delle descrizioni dei paesaggi e delle ambientazioni ti permette di gustare la storia senza venir appesantito da dettagli eccessivi. La caratterizzazione è accurata ma lascia un buon margine personale per collegare i puntini e dare a chi legge la possibilità di creare una propria versione dei vari personaggi; vieni portato per mano fino a metà scala per così dire, e quello che troverai alla fine dipenderà essenzialmente dal tuo vissuto e dal tuo sentire. Le brutte esperienze e le atrocità che in questo volume vengono commesse a più riprese, sono appena presentate senza scendere nei dettagli più noir, così che, come dicevo all’inizio, la cattiveria resti relegata al concetto accademico che è il nostro vissuto, rendendo il testo adatto a tutti.

 

  ❤️Sentimento tanto amore e amicizia dominano tutto il testo
🔥 Scene hot sono poche e delicate
⚔️ ahimè sì, la cattiveria c’è ma non è invasiva

 

Voto

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