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Recensione: Due battiti all’unisono – Serie: All’unisono #1 di Elena Mauro

 

 

COLLANA: RAINBOW

Titolo: Due battiti all’unisono

Serie: All’unisono #1

Autrice: Elena Mauro

Genere: Paranormal MM

Lunghezza: 217 pagine

Editrice: Triskell Edizioni

Data di Pubblicazione: 26 ottobre 2021

Durante una lezione di chimica, la vita ordinaria del sedicenne Caleb O’Neil viene stravolta: Bent Holloman, un suo compagno di corso dalla salute precaria, viene colto da un attacco cardiaco e Caleb reagisce sentendosi male a propria volta. Prima di svenire, però, si manifestano in lui voci che non conosce e sentimenti che non gli appartengono, e al posto del suo migliore amico Richard compare una figura dai tratti celestiali.

Se Caleb all’inizio liquida tutto come una reazione dovuta allo spavento, si convince di stare impazzendo non appena insorgono altri eventi sovrannaturali che lo spingono ad avvicinarsi a Bent.

Così, da semplici compagni di scuola, i due diventano prima amici per poi esplorare una diversa sfera di emozioni che li confonde e al contempo li fa sentire bene. Non sanno, tuttavia, che dovranno fare i conti con maledizioni, magia, angeli, demoni e con il legame più forte di tutti, quello che collega l’anima al corpo e che ha permesso a due persone, molti anni prima, di continuare a vivere; unite dallo stesso battito.

 

«Smettila con queste cazzate, smettila e basta! Sai che sei forte, altrimenti non saresti qui, oggi, ma chiuso nella tua cameretta tutta in ordine così come vuole tua mamma, e non saresti qui in generale, perché avresti mollato tempo fa. E invece non l’hai fatto, e sai perché? Perché. Sei. Forte. Non vuoi o non credi di esserlo? Okay, allora lascia che sia un altro a essere forte per te. Io voglio essere forte per te. E spaccherò la faccia a tutti i Webb del mondo per essere forte per te. Ti difendo io da tutti i bastardi.» (Tratto dal libro)

 È un vero peccato che io non abbia capito l’ultima riga dell’ultimo capitolo, il finale mi ha lasciata a dir poco perplessa.

Dato che sia la vicenda romantica che quella fantasy sono complete, il finale aperto non si spiega se non con una metafora esistenziale piuttosto frustrante, oppure con un ipotetico secondo episodio che dovrà svilupparsi senza agganci, su questioni irrisolte di nuova gestazione.

Inutile dire che avrei preferito un cenno a fine libro che spiegasse meglio prima dei ringraziamenti, per non rimanere con l’amaro in bocca.

Per il resto, mi è parso di sfogliare pagine glitterate di magia: Elena Mauro ha questa meravigliosa capacità di scrivere fantasy in modo realistico, di farci percepire un’altra dimensione in modo palpabile.

Uno spasmo mi fa piegare in avanti, devo appoggiarmi al bordo del letto per non cadere. Di nuovo voci che non conosco entrano nella mia testa, sentimenti di pericolo e stanchezza, rabbia, paura e speranza. (Tratto dal libro)

Inoltre, pur trattando di ragazzi sedicenni (che non sono esattamente il mio genere di personaggio preferito), l’ho trovata una storia credibile, deliziosa e romantica, che ci racconta della nascita di un amore adolescenziale tenerissimo. I protagonisti, ben lontani dagli spocchiosi cliché che popolano gli young adult, sono spontanei, ingenui, pieni di insicurezze, alle prese con le loro prime esperienze e la ricerca delle propria identità.

Gli trema leggermente il labbro e nulla di più, e continua a fissarmi nell’attesa di una risposta. «Per te,» dico in un soffio, cercando di convincere anche me stesso. «Devi vivere per te.» «Credi che ne valga la pena?» «Assolutamente.» (Tratto dal libro)

 Ma quello che davvero mi ha affascinata è come vengono gestite le tracce fantasy e contemporanea, come la storia di due adolescenti in un mondo parallelo fatto di magia, angeli e demoni si mescola con l’avventura di due ragazzi odierni che frequentano la scuola e hanno a malapena il motorino (quando i genitori non li mettono in punizione).

Una commistione che si fa via via sempre più forte, due trame separate che mischiano pian piano sempre più elementi, convogliando in un finale quasi epico che le porta a risoluzione entrambe.

«Se io sono l’incarnazione di Selik,» riprende, «e tu quella di Gavin, quali sono i veri sentimenti di Bent e Caleb?» Fa una piccola pausa, in cui vedo il suo pomo d’Adamo abbassarsi e poi alzarsi. «Sei innamorato di me o della mia anima?» (Tratto dal libro)

In sostanza, è tutto molto efficace: dialoghi, scrittura, coerenza interna, caratterizzazioni e spontaneità dei ragazzi, tranne il gran punto di domanda che ci rimane addosso nel chiudere il libro.

«Devi stare tranquillo.» «È difficile.» Gli afferro il volto e lo costringo a un lungo bacio a stampo, poi mi perdo con i miei occhi tra il grigio e il verde nei suoi castani. «Non m’importa niente di essere maledetto. Fino all’altro giorno neppure sapevo dell’esistenza di angeli, demoni o che le anime si reincarnassero; secondo te può importarmi che non avrò un’altra vita dopo di questa? Quello che stiamo vivendo è reale, questa è la nostra vita, non ce ne serve un’altra. Perché non pensiamo soltanto a viverla appieno? Noi siamo qui e oggi.» (Tratto dal libro)

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