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Recensione: Destroy: Noi siamo distruzione di Alessia D’ambrosio

Serie: Velarion Academy #1

Titolo: Destroy: Noi siamo distruzione

Serie: Velarion Academy #1

Autrice: Alessia D’ambrosio

Genere: dark academia

Editore: Queen Edizioni

Data di pubblicazione: 18 settembre 2026

Età di lettura consigliata: +18

La serie è composta da:

  • Destroy: Noi siamo distruzione vol.1

🖤 dark academia
⚔️ enemies to lovers
📜 Iliad retelling

Alla Velarion, amare è il primo errore. Fidarsi è l’ultimo.

Un intenso dark academia tra segreti, ossessione e attrazione pericolosa.

Alla Velarion, tutto si regge sull’equilibrio tra trionfo e rovina. Nessuno arriva qui per caso. Nessuno ci resta senza pagare un prezzo.
Io sono il migliore lottatore che l’Accademia abbia mai avuto. Disciplinato. Temuto. Come Achille, prima che la morte lo toccasse davvero.
Quando Patricia Vale è morta, tutto è cambiato. Non perché avessi qualcosa da nascondere. Ma perché sapevano che, se solo avessi avuto il coraggio, l’avrei lasciata per Briseide Kallaros, la ragazza che non avrei mai dovuto guardare
Non mi fido di lei. Ma non riesco a starle lontano.
Mi chiamo Killian Rhodes. E questa è la mia guerra.
Alla Velarion, nulla è mai solo quello che sembra.
Qui, nessuno è davvero innocente.
Killian Rhodes non è solo il lottatore che tutti rispettano.
Era il ragazzo della mia compagna di stanza, quello che mi guardava come se avesse già scelto, anche se non avrebbe mai dovuto.
Adesso viviamo nella stessa stanza.
Ma parliamo come nemici.
Eppure, in ogni sguardo che ci lanciamo, c’è una promessa non detta che minaccia di esplodere.
Qualcuno ci vuole qui, insieme.
E quel qualcuno conosce segreti che io stessa ho cercato di dimenticare.
Mi chiamo Briseide Kallaros e questa è la storia che nessuno avrebbe dovuto raccontare.
Perché Patricia è morta. E io non credo più a nessuno. Nemmeno a lui.

Attendevo con ansia questa nuova avventura di Alessia D’Ambrosio, che con il dark ci sa fare davvero, nonostante la preferisca nelle storie più “leggere”.

Questo primo volume della Velarion Academy, però mi ha lasciato addosso moltissimi dubbi, sia per quanto riguarda lo svolgersi della narrazione, che per i concetti stessi in esso trattati.

La scrittura, come sempre, è impeccabile, ma in alcuni passaggi ho faticato a seguire e comprendere l’andamento della trama. La serie è stata pubblicizzata come un retelling rimaneggiato dell’Iliade ma, per quanto mi riguarda, a parte la parziale corrispondenza nei nomi di alcuni personaggi, non ho trovato molto dell’epico poema.

La storia si svolge all’interno della Velarion, un’accademia militare atta a forgiare “armi umane”. Ogni atto, respiro, emozione sono costantemente monitorati, tramite un microchip impiantato sottopelle agli studenti al momento del loro ingresso.

Killian Rhodes è campione di lotta, il migliore, e vive con il rimorso di non aver amato abbastanza l’ex fidanzata Patricia suicida da poco. I suoi occhi e la sua mente sono esclusivamente per Briseide Kallaros, specializzanda in medicina sportiva, che sembra ricambiare tale attrazione. A parole tutto facile, e invece no. Perché nulla è mai come sembra all’interno dell’istituto. La manipolazione mentale è all’ordine del giorno, ogni situazione in cui si trovano gli studenti è accuratamente preparata per studiarne le reazioni, arrivando anche alla deprivazione sensoriale, o all’eliminazione della memoria nei casi più gravi. Il libero arbitrio non è contemplato, esistono solamente ordini da eseguire e prove da superare, e punizioni da subire. Il rapporto da Killian e Briseide è un’altalena di emozioni e situazioni disperate: un momento si amano in modo totalizzante e il momento dopo, a causa degli input ricevuti, in lui prevale l’istinto del predatore e la ragazza è ciò che gli spetta di diritto, come un trofeo. Le contraddizioni proseguono anche per quanto riguarda gli altri personaggi, dagli amici (ma in accademia esistono davvero gli amici?) ai professori, fino al capo supremo, il preside Priam. In effetti è impossibile capire chi tira veramente le fila di tutto. Alla Velarion le personalità individuali vanno soppresse, chi esce da questi schemi viene eliminato, il fine ultimo parrebbe la creazione di robot umani, privi di alcun tipo di emozione. L’atmosfera ansiogena è presente praticamente in ogni pagina, e più che dark, come genere, lo definirei distopico. Non si riesce neanche a empatizzare con Killian e Briseide, il loro amore è troppo condizionato dall’esterno, resta difficile credere fino in fondo alla sincerità dei loro sentimenti. Apprezzabile il capitolo extra, che rimescola le carte e pone le basi per il prossimo volume in cui, spero, potremo sapere chi si nasconde al vertice dell’Istituto.

Promosso con riserva, ma sicuramente, e lo dicono anche i trigger warning all’inizio del libro, adatto a un pubblico consapevole.

Hot  🌶️🌶️🌶️🌶️

Sentimento ❤️❤️❤️❤️

Violenza ⚔️⚔️⚔️⚔️⚔️ –  molto presente manipolazione mentale e violenza puramente fisica

valutazione

Voto

4/5

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