Recensione: Dahlia. Il vivaio delle assassine di Laura Fiamenghi

Autrice: Laura Fiamenghi
Genere: dark romance
Editore: De Agostini
Data di pubblicazione: 9 giugno 2026

Lei è un’assassina d’élite, lui l’uomo che le ha salvato la vita. Ora sta per riscuotere il suo debito.
Dahlia è la Rifiorentissima, l’agente più quotata del Vivaio, un’organizzazione segreta di spie e assassine: si fanno chiamare Fiori. Agenti bellissime e letali, prive di emozioni. Ma non Dahlia: lei è… il Fiore fuori dal bouquet. È maldestra, pigra, imprevedibile, le sue emozioni sono tutt’altro che sopite. Eppure, per un colpo di (s)fortuna, è considerata la migliore. Intoccabile. Inarrivabile. Quello di Rifiorentissima è un titolo che non sente suo… e che potrebbe farle crollare il mondo addosso da un momento all’altro. Il suo passato la tormenta come un chiodo fisso, di ruggine e vendetta, e l’unico che può offrirle la libertà è lui… Rune: l’uomo scontroso ed enigmatico che le ha salvato la vita. Occhi di ghiaccio, l’accento svedese, le mani sempre coperte da guanti di cuoio. L’uomo che l’ha sottratta a morte certa e a cui deve tutto. Colui che le ha rubato il suo primo, vero bacio. Eppure, gli uomini come Rune non salvano qualcuno senza un tornaconto personale. E quando il momento di riscattare il debito arriva, Dahlia capisce che il conto da pagare è più alto di quanto non avrebbe mai immaginato. A volte, la libertà, come la vendetta, può valere un caro prezzo… Ma è meglio avere un cuore spezzato o perdere tutto?

Bentornate Fenici! Oggi vi parlerò dell’ultima fatica di Laura Fiameghi, la storia di Dahlia.
Lei è la Rifiorentissima, ovvero l’agente più brava e quotata del Vivaio, un’organizzazione di spie e assassine che vengono chiamate Fiori.
Donne bellissime e letali a cui è stata cancellata l’identità; private delle emozioni più elementari grazie a un composto chimico chiamato Blue. Dahlia però è diversa, da tempo non prende più il composto, è maldestra, pigra e imprevedibile e le sue emozioni sono un fiume in piena che ancora non riesce a gestire.
Durante la sua prima missione, avvenuta due anni prima, ha un incredibile colpo di fortuna grazie a Rune, un uomo misterioso ed enigmatico che le fa scalare la classifica punti per diventare appunto la Rifiorentissima, l’agente più importante di tutto il Vivaio, l’intoccabile che non va mai in missione e che sta al di sotto della Direttrice. Lui è l’uomo che le ha salvato la vita tempo prima e che le fa provare cose che non ha mai provato. Un particolare davvero interessante sono le sue mani coperte dai guanti di cuoio (un kink, ma durante la lettura capirete il perché li indossa).
La nostra protagonista scoprirà di essere una pedina del suo piano per prendere il Vivaio, liberarlo e forse trovare indizi sulla sorella scomparsa.
Già conoscevo Laura per la sua serie distopica, io voglio Zarek, ma quando ha cambiato genere, curiosamente ho voluto leggere questa storia e… carina, non male. Non mi ha entusiasmata come la serie distopica, ci ho trovato tanti richiami alla Stanza Rossa delle Vedove Nere della Marvel e i colori delle divise mi hanno ricordato Il racconto dell’ancella della Atwood.
Dahlia (Caterina) è tutto fuorché un’assassina e una spia. Quando non prende più il Blue, i cui effetti non le fanno sentire fatica e dolore, diventa una persona normale e nel suo caso, maldestra e scoordinata. Quando Rune uccide tutti al posto suo (nemmeno fosse un videogame) guadagna punti e diventa la Rifiorentissima; ma il suo è tutto un piano per arrivare alla Direttrice, un personaggio davvero odioso.
I due si innamorarono, è un “vorrei ma non posso”, si girano attorno, si attraggono e respingono come due calamite. I personaggi secondari sono ben caratterizzati, abbiamo gli altri fiori, Aster una stronza di prima categoria, Genz, Tulip, e Poppy, quella fuori dagli schemi (l’ho adorata). I collaboratori di quel fregno di Rune sono Liam, ex Mit, un genio tecnologico e Boyan, la sua guardia del corpo nonché suo fratello adottivo.
Ma vogliamo parlare del nostro uomo? Alto, biondo e con gli occhi azzurri (no, non è il classico stereotipo maschile, è proprio così), svedese, bono, impeccabile; inoltre non sopporta che vengano dette le parolacce, come si fa a non amarlo? E vogliamo mettere i guanti che vengono usati nei modi più creativi?
Dahlia è animata dalla vendetta nei confronti di un padre che non l’ha mai voluta, che l’ha venduta al Vivaio ritenendola inutile, ma adatta per altri scopi. Quel posto ti snatura, ti rende uno schiavo senziente.
Se volete un libro diverso dal solito, con tinte dark, fa al caso vostro.
Alla prossima. Un saluto dalla vostra Mal







