Home » Recensione libri » RECENSIONE: “Con un’altra forma” di Bart Yates

RECENSIONE: “Con un’altra forma” di Bart Yates

 

Buon pomeriggio lettori,  Ayna ci parla nella sua recensione di Con un’altra forma, il romanzo contemporaneo MM di Bart Yates uscito il 3 Ottobre 2020 con Triskell edizioni

TITOLO: Con un’altra forma
TITOLO ORIGINALE: Leave Myself Behing
SERIE: autoconclusivo
AUTORE: Bart Yates
DATA DI PUBBLICAZIONE: 3 Ottobre 2020
EDITORE: Triskell Edizioni
GENERE: contemporaneo MM
AMBIENTAZIONE: New Hampshire
FINALE: chiuso

Noah York è un adolescente gay che non ha ancora fatto coming out. Ha la lingua lunga, un forte senso critico e tantissimo materiale a disposizione per lanciarsi in una delle sue invettive. Dopo essere rimasta vedova, la madre di Noah, una poetessa dal carattere difficile, accetta un lavoro da insegnante in una piccola città del New Hampshire, lontano da Chicago e dal mondo che lui ha sempre conosciuto. Noah va abbastanza d’accordo con la madre, ma la vecchia casa che stanno cercando di restaurare comincia a svelare i suoi oscuri segreti per mezzo di polverosi barattoli di vetro nascosti all’interno delle pareti. I barattoli contengono frammenti di lettere, poesie e pezzi di diario che finiscono per ricostruire una storia di dolore e violenza che crea un’improvvisa frattura fra Noah e sua madre. Per fortuna, Noah trova un alleato inaspettato in J.D., un vicino di casa adolescente che ha tanti problemi con la sua famiglia.

Ho trovato sublime la cifra stilistica di Bart Yates. Una narrazione particolare in prima persona, capace di assumere l’ironia pungente del protagonista diciassettenne, infastidito dal mondo e con un rapporto complicato con la madre, appassionato di poesia e molto intelligente. Siamo nella sua testa, quindi non c’è vergogna nell’essere scurrile,
politicamente scorretto, diretto, provocatorio.
*

Odiavo Chicago. È sporca e rumorosa, piena di gente che non capisce niente di musica.
Mia madre pensa che io sia uno snob, ma lei ha un pessimo orecchio per tutto tranne che
per le parole, le piace addirittura il rap. I testi dei rapper non mi danno troppo fastidio
(come può non piacere qualcosa in cui c’è una parolaccia una parola sì e una no?), ma la
musica è noiosa e ripetitiva ed è come avere un bambino che ti tira per la manica urlando

“guardami, guardami, guardami”. Mi fa diventare matto.

(Tratto dal libro)
*

La sua voce interiore è molto pronunciata, esce dalle solite metafore, dai cliché, dalle frasi fatte. Il suo modo di accorgersi che è gay è “anti-romantico”, anti-canonico, ha ben poco diun romanzo rosa. Questo però non significa che sia un racconto freddo. Noah non è un sognatore, vive questa sua scoperta coi fatti: si accorge che gli piace un corpo maschile, prova a toccarlo, sperimenta.

*

Sposto la mano sulla sua clavicola. J.D. resta immobile per un secondo poi alza una
mano e mi sfiora la guancia facendomi scorrere gentilmente le nocche lungo la mascella.
Deglutisce forte e la sua mano si abbassa per toccarmi i tendini del collo. Mi avvicino a
lui e allora comincia a sfiorarmi il petto, le costole e alla fine i capezzoli, uno alla volta.
Quando torna a guardarmi in faccia si sta mordendo un labbro come se stesse cercando

di non piangere.

Lo prendo fra le braccia e ci stringiamo l’uno all’altro.

(Tratto dal libro)
*

E, in seguito, vive sulla sua pelle e su quella del suo amico la discriminazione, i pregiudizi, la perdita degli amici. E non può neppure contare sulla madre, che sta passando un gran brutto momento a causa di un lutto e ha un carattere decisamente particolare: è una donna creativa e di larghe vedute, ma poco affettiva e incapace di riempire quel vuoto intimo lasciato da suo padre quando è morto. Noah è un ragazzo solo.

*

Forse l’intimità fisica non ha sempre a che fare con l’essere toccati. Forse vuol dire anche essere capaci di sedersi accanto a qualcuno a cena senza arrabbiarsi se ti ruba cose dal piatto o se allunga la mano davanti a te per prendere il sale. […]

Ecco. Immagino che la vera intimità sia una cosa molto banale, roba giornaliera che
succede senza nemmeno pensarci, migliaia di modi semplici, senza senso e confortevoli in
cui si può essere vicini a qualcuno, senza mai sognare quanto starai di merda quando ti

sveglierai una mattina rendendoti conto di non avere più nulla.

(Tratto dal libro)
*

È doveroso premettere che il libro è in attesa di un sequel: il finale aperto chiude le vicende in modo soddisfacente, lasciandoci però insoddisfatti sul lato romance, senza un lieto fine e un punto fermo. Del resto, a mio avviso non si tratta di un vero e proprio romance, arrivando a concentrarsi molto su vicende tra l’horror e il crime psicologico.
La storia tra i due ragazzi ha toni delicati, adolescenziali, ed è trattata in modo quasi distaccato, con uno stile maschile. I momenti intimi tra loro non sono tantissimi mentre sono ben presenti le difficoltà nell’accettazione della  loro identità.

*

Mi guarda dritto negli occhi per la prima volta da quando ci siamo seduti. «Ho capito che preferisco stare con te piuttosto che con lei.» La sua voce si trasforma in un sussurro. «Preferisco stare con te piuttosto che con chiunque altro.» Le parole cominciano a uscire a valanga. «Da quando noi… be’, lo sai, non riesco a pensare ad altro che a te. Lo so che è strano ma volevo morire oggi pomeriggio quando te ne sei andato. Mi sento stupido a dire queste cose a un altro ragazzo, ma non posso farne a meno.»

(Tratto dal libro)
*

La seconda parte del romanzo si concentra su un secondo filone predominante: la scoperta di resti che sembrano nascondere una vicenda truce e violenta nella loro nuova casa. La madre di Noah, emotivamente poco stabile, viene destabilizzata da questo e inizia a seguire le briciole diventandone sempre più ossessionata.
L’amore, la passione, la discriminazione e tutte queste tematiche passano quindi in secondo piano, rimangono in sottofondo, vengono via via intrecciate fino a essere assorbite dalla trama principale che si sviluppa riportando alla luce una serie di fatti passati sia rimasti segreti nella casa, sia nascosti nella storia dei protagonisti.

*

Durante il viaggio di ritorno mi addormento guardando le sue mani sul volante e immagino di allungare una mano per toccarle, di tracciargli le vene sugli avambracci con le dita e appoggiargli la testa in grembo.

(Tratto dal libro)
*

Come ho già scritto, concludendo, mi è piaciuto moltissimo lo stile che ha fatto propria la voce di Noah. Le caratterizzazioni poi sono portentose, tutti i personaggi lasciano il segno. Inoltre, l’aspetto crime detta un ritmo rapido e pieno di aspettativa, invogliandoci a girare continuamente le pagine.

 

 

 

Click to rate this post!
[Total: 0 Average: 0]

ladykira

Babyladykira Admin founder RFS

Lascia un Commento