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Recensione: Anathema di Keri Lake

Serie: The Eating Woods #1

Titolo: Anathema

Serie: The Eating Woods #1

Autrice: Keri Lake

Genere: Fantasy

Editore: Mondadori

Data di pubblicazione: 25 novembre 2025 

Età di lettura consigliata: +18

La serie The Eating Woods è composta da:

  • Anathema vol.1
  • Eldritch book 2 (inedito in Italia)

TU VEDI I MORTI, RAGAZZA. MA HAI MAI GUARDATO LA MORTE IN FACCIA? Cosa si nasconde nella Foresta delle Streghe, dove i peccatori vanno a morire? Gli abitanti del villaggio lo chiamano il Bosco Divoratore, perché non restituisce mai ciò che vi entra. Solo un pazzo oserebbe avvicinarsi. Oppure un esiliato. Maevyth Bronwick sa che è meglio non oltrepassare il nebbioso labirinto di alberi, ma un evento tragico la spinge oltre l’arco di ossa, un confine che nessun mortale ha mai superato, verso un mondo oscuro e fantastico, tanto pericoloso quanto affascinante. È lì che dimora il maledetto Signore di Eidolon: Zevander Rydainn, noto alle sue prede come lo Scorpione, è l’assassino più freddo e astuto di tutta Aethyria. Tocca a lui tenere Maevyth nascosta al Magestroli che cerca di ucciderla in nome di un’arcana profezia. Il sangue di Maevyth è infatti la chiave per spezzare la maledizione che Zevander odia e sconfiggere il male nascosto nella Foresta delle Streghe. Sfortunatamente per Lord Rydainn, il destino ha altri piani per l’irresistibile piccola incantatrice. E la sua crescente ossessione verso di lei minaccia di distruggere ogni cosa.

«Non capirò mai per quale dei sette inferi 

l’universo abbia deciso di mandarti da me, Maevyth.»

«C’è chi la considererebbe una punizione» []

«Be’, se questa è la punizione, allora voglio soffrire in eterno.»

Ciao Fenici, oggi vi parlo di Anathema, una di quelle letture che ti prendono per la gola e non ti mollano più. Dark, gotico, disturbante il giusto e tremendamente magnetico. Se amate i fantasy che sanno essere sporchi, inquietanti e affascinanti allo stesso tempo, siete nel posto giusto. 

Anathema è uno di quei libri che inizi pensando “vabbè, vediamo” e dopo trenta pagine sei già con l’ansia addosso e la sensazione che qualcosa di losco stia per succedere da un momento all’altro. L’atmosfera è cupa e sinistra, inquietante quanto basta, e il Bosco Divoratore non è solo uno sfondo: è praticamente un personaggio. Io mentre leggevo avevo proprio la sensazione che quel posto respirasse malvagità.

Maevyth mi è piaciuta tantissimo. Non è la classica eroina sbruffona che improvvisamente sa fare tutto: è fragile, ferita, ma quando deve fare un passo avanti lo fa, anche tremando. Il motivo per cui entra nella foresta è tragico e credibile, e da lì in poi senti che nulla potrà tornare come prima. 

E poi arriva lui, Zevander Rydainn. Il Signore di Eidolon. Lo Scorpione. Fenici, quest’uomo è un problema. È freddo, controllato, ossessionato e il fatto che venga raccontato sempre con una certa distanza lo rende ancora più inquietante e magnetico. Non lo capisci mai del tutto e secondo me è proprio questo il bello.

«Ti voglio. 

Ti voglio così disperatamente 

che ucciderei qualsiasi essere vivente pur di averti anche solo per una notte. []»

La cosa che ho adorato è la tensione. Non c’è fretta, non c’è romanticismo facile, non c’è “oh ti amo dopo due capitoli”. È tutto lento, denso, pieno di sguardi, pensieri non detti, attrazione che cresce insieme al pericolo. Il legame tra loro non è rassicurante, è scomodo, oscuro, quasi sbagliato e funziona proprio per questo. La profezia, il sangue di lei, la maledizione che lui porta addosso… sono tutte cose che ti vengono date a piccoli morsi, senza spiegarti tutto subito e tu resti lì a pensare “ok, ma COSA NON MI STANNO DICENDO?”.

E poi c’è l’elemento del destino, del “sono legati perché sì”, che qui è dichiarato e centrale… e no, non è un problema. Anzi. Io i romanzi con i legami predestinati li amo quando sono fatti bene, e qui funzionano perché non vengono usati come scorciatoia emotiva. Il legame non è rassicurante, non è romantico nel senso classico, è oscuro, pesante, quasi una condanna. Non ti dà conforto, ti mette a disagio. E questo, in una storia così gotica e malata, è esattamente quello che deve fare.

E poi il finale… non aspettatevi risposte o coccole. È uno di quei finali che ti fanno chiudere il libro e fissare il vuoto pensando “scusa?? tutto qui??”. Cliffhanger bello tosto, quindi preparatevi psicologicamente.

Non è una lettura per tutti. Se cercate comfort, leggerezza o romance rassicurante, questo non è il libro giusto. Ma se amate i fantasy gotici, le atmosfere da fiaba nera, i personaggi moralmente discutibili e le storie che sanno essere belle e disturbanti allo stesso tempo, allora sì: Anathema è una bomba.

Cinque stelle piene, senza esitazioni. E ora scusatemi, ma io sono ufficialmente intrappolata nel Bosco Divoratore e non ho alcuna intenzione di uscirne. 

«Sai come lo scorpione sceglie la sua compagna?» mi sussurrò Rykaya all’orecchio.

«Promenade à deux. Chiedendole di ballare.»

Hot 🔥 | pochissime scene ed esplicite 
Sentimento❤️| slow burn 
Violenza ⚔️ | disturbante

valutazione

voto

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