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Recensione: “Amore a prima vista” di Cardeno C. – Serie: Home #4

Titolo: Amore a prima vista

Serie: Home #4

Autore: Cardeno C.

Genere: Romanzo rosa mm

Editore: Triskell Edizioni

Data di pubblicazione: 2 Aprile 2021

Dal momento in cui l’ingenuo e ottimista Jonathan Doyle intravede un bellissimo sconosciuto dagli occhi blu, inizia a credere nell’amore a prima vista. Per sua sfortuna, ne perde subito traccia senza riuscire a conoscerlo e poi passa anni a cercarlo disperatamente. Proprio quando è sul punto di arrendersi, Jonathan finalmente incontra David Miller faccia a faccia. David, uomo sicuro di sé e di successo, trasforma la vita fino a quel momento solitaria di Jonathan in una favola, dandogli più di quanto lui avesse mai immaginato. Ma gli anni passati alla ricerca di David sono stati difficili per Jonathan, e lui è terrorizzato dal fatto che suo figlio e il proprio passato scandaloso possano distruggere la loro nascente relazione. Se vorranno costruire un futuro insieme, entrambi dovranno scavare in profondità: David dovrà trovare il coraggio di condividere se stesso in un modo che non aveva mai nemmeno preso in considerazione e Jonathan dovrà trovare il coraggio di dire tutta la verità.

 

“Trovare l’uomo che aveva visto all’ospedale era una cosa difficile ed era probabile che non fosse nemmeno gay o, se lo era, magari stava già con qualcun altro, ma un ragazzo con un bambino… chi l’avrebbe voluto? Era l’ultimo chiodo sulla bara che seppelliva ogni speranza che avesse mai avuto di trovare il ragazzo dei suoi sogni.”

A differenza dei soliti “tipi” da romance, il nostro Jonathan è un ragazzo dalla mente semplice, molto ingenuo, manipolabile, e spesso va a finire che la gente si approfitta di lui.

Emotivo e sognatore, ha la rettitudine morale per tenere un figlio il cui concepimento gli è stato rubato con l’inganno e il coraggio e la determinazione per seguire l’utopia di cercare il ragazzo della sua vita: uno di cui si è innamorato da lontano vendendolo una sola volta.

La sua forte sensibilità lo rende insicuro e ansioso di compiacere (o almeno non dispiacere) gli altri. Così finisce spesso per essere deriso e truffato, oltre che portato su cattive strade suo malgrado.

È quindi solo dopo una serie di sfortunati incontri che ritrova il ragazzo cercato per anni, e qui la storia si trasforma in fiaba.

«Non ho paura di te.»

Di tutto e di tutti gli altri, forse. Di incasinare un’altra parte della sua vita. Di rompere uno degli strumenti di suo fratello o una delle pregiate palle da collezione in ceramica con la neve di sua sorella. Di deludere i suoi genitori, dato che era gay, non abbastanza sveglio, non abbastanza forte e non abbastanza motivato. Di non guadagnare abbastanza da assicurare una buona vita per sé e Sam. Sì, aveva paura di tutte quelle cose ma non di David. Non avrebbe mai potuto avere paura dell’uomo con quegli occhi blu, così caldi e premurosi.

David si rivela effettivamente adorabile come in un sogno, si comporta come se fosse uscito da un romanzo: si innamora a prima vista di lui, lo tratta con rispetto, se ne prende cura, gli parla e lo tratta dolcemente. È comprensivo, empatico e sembra il ragazzo perfetto sotto ogni aspetto. Adora Jonathan per la sua purezza, la sua trasparenza, il suo essere incapace di fare giochetti e drammi. È solo con la sua amorevole vicinanza che Jonathan, nonostante sia terrorizzato, trova il coraggio di aprirsi e di rivelare le brutte esperienze del passato, nella speranza di non esser ripudiato, giudicato dall’uomo che ama e che non vorrebbe mai perdere.

Non avendo mai avuto problemi di fiducia in se stesso, lui decise che non era quello il momento per iniziare. Marciò verso Jonathan, gli tolse lo spazzolino dalla mano e lo lasciò cadere nel contenitore che aveva attaccato al muro dove teneva il proprio. Non era una dichiarazione di amore eterno, una proposta di matrimonio o un tatuaggio sopra il cuore, ma era l’unico modo che aveva per mostrare le sue intenzioni. L’altro si voltò, gli avvolse le braccia attorno alla vita e lo strinse forte. David gli accarezzò i capelli, gli baciò la testa e sospirò.

La trama non dimentica il piccolo figlio di Jonathan, che non è visto come una zavorra lasciata da una donna troppo ubriaca per prendere precauzioni, quanto come un prezioso e adorabile monello che regala la sensazione di pienezza, di amore incondizionato, di sentirsi a casa che va ad aggiungersi al calore che solo l’avere accanto la persona che si ama può regalare.

Si tratta di una storia dolcissima, decisamente calda e passionale, con poco contrasto ma resa interessante dalla particolare caratterizzazione del protagonista. Una lettura che sicuramente accompagna i nostri sonni felici.

«Se mi sta bene? Stai scherzando? È bellissimo. Non ho mai pensato che avrei avuto un figlio. Hai idea di cosa significhi per me che lui la pensi in questo modo? Che pensi a me come un suo famigliare?»

«Sì, ce l’ho, perché è tanto quanto significa per me che tu ti senta così riguardo a noi.»

 

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Sara

Kureha

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