Recensione in anteprima: Il problema della felicità di Vera Demes
Serie: Un apostrofo rosa #2

Serie: Un apostrofo rosa #2
Autrice: Vera Demes
Genere: romcom
Editore: self
Data di pubblicazione: 23 ottobre 2026
La serie è composta da:
- Con te vicino vol.1—->Recensione
- Il problema della felicità vol.2

Elena Di Carlo, trent’anni, brillante sostituta procuratrice, ha una netta avversione per tutto ciò che non può controllare. Sul lavoro è impeccabile, con le persone tende a considerare la diplomazia un optional. Quanto ai sentimenti, ha imparato a sue spese che, se abbassa la guardia, ha tutto da perdere.
Nella sua vita organizzata al millimetro non c’è posto per le interferenze.
Poi la Procura le assegna un nuovo fascicolo e, insieme al fascicolo, arriva il capitano dei Carabinieri Andrea Ferri.
Lui è tutto ciò che lei non è. Spontaneo, ironico, empatico e, cosa alquanto irritante, persino competente. Uno che affronta il lavoro con una calma esasperante e riesce a far sentire le persone al posto giusto anche quando vorrebbero sparire in un tombino.
Mentre cercano di far luce su un sofisticato sistema di truffe e trattamenti illegali nascosto dietro al mondo del wellness, delle palestre, dei centri detox e delle cliniche estetiche, scoprono che lavorare insieme è molto più complicato di quanto pensassero.
Lui disinnesca tutto con una battuta. Lei affronta la vita come se fosse un attacco all’arma bianca. Un provocatore dal sorriso facile e una cassaforte con la frangetta. Due pianeti che, per qualche assurdo motivo, sono finiti nella stessa orbita seminando il caos.
Perché si possono controllare gli orari, gli impegni, la quotidianità, persino un’indagine. Ma non si può controllare il momento in cui qualcuno diventa indispensabile.
È qualcosa che ha a che fare con la felicità.
Un enorme, bellissimo problema

Bentrovate Fenici,
eccomi di nuovo a voi per raccontarvi dell’ultimo romanzo di Vera Demes, autrice che sicuramente non ha bisogno di presentazioni ma che, con questa serie, si è presentata al suo pubblico con un genere totalmente diverso dal solito: la commedia romantica. E ovviamente mi scuso in anticipo: da grande fan forse potrei essere un tantino parziale…
Il problema della felicità è il secondo volume di una quadrilogia in cui le protagoniste sono, a turno, quattro amiche storiche: Chiara, Elena, Irene e Ginevra.
La storia di oggi è dedicata a Elena Di Carlo, di professione Pubblico Ministero, donna tutta d’un pezzo che non ammette sbavature di alcun tipo, né da sé stessa che tantomeno da chi le sta intorno. Sulla sua famiglia però, con una mamma amorevole dai gusti molto originali e una sorella diciassettenne che colleziona sospensioni a scuola come fossero francobolli, non ha alcun controllo. Padre: non pervenuto, le ha abbandonate molto tempo prima, ed è intuibile da subito quanti danni abbia fatto al suo animo. Anche la sua casa rispecchia il rigore che la contraddistingue, arredamento funzionale in cui nulla è fuori posto, a parte un paio di oggetti “particolari” che possono considerarsi a pieno titolo co-protagonisti: una giudicante lumaca di panno lenci in bella mostra nel soggiorno e un precisissimo contaminuti rosa in cucina dalla forma particolare (no spoiler!). Tutto scorre su binari collaudati finché un giorno si trova a dover collaborare per un’inchiesta con il capitano dei carabinieri Andrea Ferri, preciso nello svolgere i compiti che lei gli richiede, ma che le tiene testa non lasciandosi intimidire dai suoi modi freddi e, anzi, la provoca con la sua intelligente ironia. Difficile non notare anche quegli occhi grigi che sembrano scavarle dentro e, perché no, quel fisico perfetto che si intravede sotto la divisa.
Lui, d’altro canto, subisce immediatamente il fascino di quella frangetta nerissima sempre perfetta, e di quella lingua tagliente che non lascia trasparire alcuna emozione.
Andrea incrociò le braccia al petto, studiandola con la curiosità di chi aveva appena scoperto un nuovo fenomeno atmosferico. Permafrost. Ecco cos’era. Ghiaccio perenne con improvvisi cedimenti strutturali nel fine settimana.
Eppure non si può non affezionarsi a Elena. Ama profondamente madre e sorella, così come le amiche che la accettano senza volerla cambiare. Ma non riesce a uscire dalla prigione in cui si è rinchiusa da sola, le sue regole ferree al limite del maniacale, che applica a ogni campo della sua esistenza, sono la sua cura. Se nulla ti tocca, nulla ti può distruggere.
E così si comporta anche con Andrea, nonostante a un certo punto inizi tra loro un’intima frequentazione, non si lascia andare ai sentimenti, convinta che un certo tipo di rapporto possa bastare a entrambi. Ma lui, dimostrando una forza di volontà encomiabile (in fondo chi rinuncerebbe a del sano e piacevole sesso?) quando si rende conto di non riuscire a espugnare la torre d’avorio, scombina le carte in tavola.
“E se non mi vuole?” La domanda le uscì così. Nuda, cruda, senza ironia. Mentre la pronunciava provò un’immediata vampata di vergogna per essersela lasciata scappare, ma era una frase simile a uno starnuto rimasto incastrato alla base del naso. Pizzicava da morire e doveva essere liberato per forza.
La narrazione, sempre in terza persona, procede alternando le parti relative all’investigazione a quelle più introspettive, e l’autrice è una maestra assoluta in questo.
I dialoghi sono il punto forte di questa nuova linea di scrittura che, personalmente, adoro. Come non menzionare alcuni personaggi “secondari”: Wanda l’animalier, e l’assistente ornitologo Cancellieri in primis, protagonisti di siparietti tanto imbarazzanti quanto esilaranti. E ultime, ma non per importanza, “le sopravvissute”, senza di loro questa serie non esisterebbe.
Che dire di più? Ancora una volta Vera Demes dimostra di sapersi calare in ogni genere rimanendo sé stessa, donandoci personaggi che potrebbero essere i nostri vicini di casa ma che allo stesso tempo hanno molto da dire. E ricordandoci che anche le persone più diverse possono stare insieme, trovando il punto d’incontro universale, che è l’amore. Per quanto mi riguarda questo romanzo è stato una vera “coccola”, mi ha fatto trascorrere ore piacevolissime, divertendomi ma anche e soprattutto emozionandomi. Spero arrivi presto il terzo capitolo, dedicato a Irene.
Consigliatissimo a un pubblico di ogni età, anche le scene spicy sono descritte con la consueta eleganza e assolutamente non disturbanti.

Hot 🌶️🌶️🌶️
Sentimento ❤️❤️❤️❤️❤️



