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Recensione: Venice: A script of violence di Vanessa Genre

Titolo: Venice: A script of violence

Collana: Just Romance

Autrice: Vanessa Genre

Genere: thriller romance

Editore: LAReditore

Data di pubblicazione: 28 agosto 2026

Età di lettura consigliata: +16

Diamante vive a Venezia e scrive di cinema, convinta ormai che l’amore vero appartenga solo alle storie che recensisce. La sua vita è fatta di copioni, pellicole, star e una città che sembra sospesa, bellissima e distante. Proprio come lei.
L’incontro con Marco Parvo cambia tutto.
Produttore cinematografico, veneziano doc, carismatico e raffinato, Marco la sceglie con decisione, come se l’avesse sempre aspettata. La corteggia senza risparmio, la conduce in un mondo fatto di passione intensa, lusso, viaggi e attenzioni assolute. Con lui, Diamante si sente vista, desiderata, al centro di una storia che somiglia a un film scritto solo per lei.
Ma ogni storia perfetta nasconde un lato oscuro.
Diamante inizia a intuire che dietro quell’uomo ideale si muove qualcosa di più complesso, un’ombra che non appartiene al cinema ma alla vita reale.
Ed è in quel momento che il passato torna a bussare: Ettore, il suo ex fidanzato, gondoliere che conosce Venezia come le sue tasche, una presenza familiare e rassicurante che rappresenta ciò che Diamante ha lasciato indietro e a cui forse non ha mai smesso di pensare.
Venice, a script of violence è un thriller romance intenso e disturbante, arricchito da continui riferimenti cinematografici che trasformano il romanzo in una piccola enciclopedia del cinema cult. È anche un viaggio dentro una Venezia nascosta e magica, fatta di luoghi meno conosciuti, atmosfere intime e angoli che esistono solo per chi sa guardare davvero.
Un romanzo per chi ama le passioni sbagliate, le storie che bruciano in fretta, il cinema e la città più bella del mondo.

Vanessa Genre con questo romanzo ci dimostra il suo evidente amore per il cinema e la sua cultura in materia.

Ambientato a Venezia, ogni capitolo porta il nome di un’inquadratura e ne riproduce con le  parole il senso, offrendo al lettore diversi punti di osservazione, proprio come davanti a una proiezione.

Diamante e Marco raccontano la loro storia al passato, dal momento del loro incontro sino al presente, rendendo chi legge partecipe dei vari stadi del loro controverso rapporto, oltre che del loro vissuto precedente. Entrambi amano il cinema e ne fanno parte per lavoro: lui è titolare di un’importante casa di produzione, mentre lei scrive recensioni e racconti per una famosa rivista del settore. Diversi sia per estrazione sociale che per differenza di età, si conoscono a una festa e subito Marco “decide” di conquistare Diamante con regali costosi e atteggiamenti  studiati, collaudati nel tempo. 

Le persone credono che la seduzione sia fatta di parole giuste. Non è vero. La seduzione è lasciare qualcuno da solo con un pensiero abbastanza forte da non riuscire più a spegnerlo. 

Lui è come il ragno che tesse la sua tela, imprigionando inesorabilmente la vittima. La ragazza, pur attratta, si sente protagonista di una sceneggiatura, scritta appositamente per lei.  Si avverte forte lo squilibrio tra i due: più Marco è convincente e affascinante, più Diamante si sente insicura, non riesce a lasciarsi andare al sogno di vivere il suo “film personale”. Ama sinceramente quanto lui la faccia star bene, ma ha sempre l’impressione che segua un preciso copione, che i suoi gesti non siano mai spontanei, ed effettivamente non sbaglia.  Inoltre l’ombra di Ettore, che lei stessa ha allontanato dopo una lunga relazione, torna nei momenti meno opportuni, e alimenta la gelosia dell’uomo, ossessionato e possessivo. È innamorato di un’idea, più che della ragazza: dentro di lui è forte la convinzione che sia un suo sacrosanto diritto avere l’amore di Diamante. Non sopporterebbe un nuovo fallimento e non lo permetterebbe. La sensazione di tragedia imminente attanaglia il lettore a ogni pagina: l’autrice calcola  perfettamente i tempi, come una brava regista inquadra ogni sfaccettatura di entrambi, fino a un finale per niente scontato. 

Il vero amore non  ti isola, non  ti studia, non ti segue, non trasforma le tue paure in prove da usare contro di te. Non ti chiede di essere “solo sua”, perché sa che una persona non è una stanza chiusa, una barca ormeggiata, una proprietà con le finestre sul Canal Grande.

Venezia è protagonista e spettatrice in egual misura  ed è evidente che Vanessa Genre la conosca benissimo, come è evidente il suo amore per lei. Come biasimarla? Ci porta nelle calli e nei canali sconosciuti ai più, lontano dai panorami abusati dai turisti. 

L’unico appunto che mi sento di fare, e che ha abbassato un pochino il mio giudizio, sono le innumerevoli note a piè di pagina, riportanti le didascalie  dei film citati all’interno del capitolo. Sicuramente apprezzate ma le avrei rimandate tutte alla fine del libro, come di solito si usa nella narrativa per non spezzare la fluidità e l’immersione nella storia. Nel complesso una trama sofferta e intima, dove passione e dolore si fondono, che mi sento di consigliare a un pubblico di qualsiasi età. Non si parlerà mai abbastanza di certi modi “malati” di considerare e vivere l’amore.

Hot  🌶️🌶️

Sentimento ❤️❤️❤️❤️

Violenza ⚔️⚔️⚔️⚔️ – manipolazione psicologica soprattutto, ma anche fisica

valutazione

Voto

4/5

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