Recensione: Piccoli fantasmi di Gregg Dunnett

Autore: Gregg Dunnett
Genere: Thriller psicologico / Mistero
Editore: Storm Edizioni
Data di pubblicazione: 4 febbraio 2026
“Mia sorella si chiamava Layla. Io so chi l’ha uccisa. È stata lei a dirmelo.”
Sono trascorsi due anni ormai da quando Layla Martin, 10 anni, è stata rapita e uccisa. Un delitto irrisolto che ha quasi distrutto la sua famiglia e che adesso sta per essere archiviato. Ma l’ispettore Kieran Clarke, colui che fin dal primo momento ha diretto le indagini, propone un ultimo disperato tentativo: partecipare al programma televisivo Crimebusters per riportare il caso all’attenzione del pubblico e sperare in nuovi indizi.
Mentre i coniugi Martin discutono su cosa fare, Gale, il figlio minore, dopo mesi di depressione e isolamento, sembra finalmente stare un po’ meglio. Si sente meno solo perché è come se Layla fosse lì con lui, con la sua presenza discreta e rassicurante. Un’immagine che si fa via via più nitida e che un giorno, improvvisamente, gli rivolge anche la parola. Gale è convinto che si tratti di una proiezione del suo subconscio; eppure, Layla gli dimostra che non è così e lo convince ad aiutarla a trovare il suo assassino. Ma chi può credere alle parole di un bambino e della sua sorella fantasma? Soprattutto quando il killer sembra essere così vicino da anticipare e annullare qualsiasi loro passo avanti…
Dall’autore rivelazione del thriller psicologico, un romanzo avvincente e pieno di colpi di scena, con un finale da brivido…

Piccoli fantasmi si è rivelato per me un thriller molto più emotivo di quanto mi aspettassi. La storia ruota attorno alla tragica morte di Layla, una bambina di dieci anni rapita e uccisa in un caso rimasto irrisolto, e alle conseguenze devastanti che questo evento ha avuto sulla sua famiglia. Fin dalle prime pagine si percepisce un’atmosfera malinconica e inquieta: il dolore dei genitori e soprattutto quello del fratellino Gale sono raccontati con una sensibilità che rende la lettura intensa e coinvolgente.
Il punto di vista di Gale è senza dubbio uno degli aspetti che ho trovato più interessanti. È attraverso i suoi occhi che la vicenda assume una dimensione quasi sospesa tra realtà e soprannaturale, perché il piccolo sembra percepire ancora la presenza della sorella scomparsa. Questo elemento crea una tensione particolare durante tutta la narrazione: il lettore, proprio come i personaggi, si trova a chiedersi continuamente se ciò che accade sia frutto dell’immaginazione di un bambino traumatizzato oppure qualcosa di più misterioso.
L’autore costruisce il romanzo alternando la dimensione investigativa a quella emotiva. Da un lato c’è la ricerca della verità su un crimine terribile, dall’altro il ritratto di una famiglia distrutta dalla perdita che cerca disperatamente di andare avanti. Personalmente ho apprezzato molto questo equilibrio, perché rende la storia più profonda rispetto a un thriller tradizionale basato solo sui colpi di scena.
La scrittura di Dunnett è scorrevole e diretta, con capitoli brevi che mantengono viva la curiosità e spingono a continuare la lettura. Il ritmo non è frenetico, ma cresce lentamente creando una tensione costante. In alcuni momenti avrei forse desiderato un po’ più di sviluppo nella parte investigativa, ma la forza del romanzo resta l’atmosfera emotiva e il modo in cui l’autore affronta temi delicati come il lutto, il trauma e il legame tra fratelli.
Nel complesso, Piccoli fantasmi è una lettura intensa e piuttosto toccante, capace di mescolare mistero e sentimento. È il tipo di thriller che non punta solo sull’indagine, ma soprattutto sulle emozioni dei personaggi e sulla domanda più inquietante di tutte: cosa resta di chi amiamo dopo che non c’è più.







