Recensione: Bloom di Sara Cipriani
Serie: Holloway U series #1

Serie: Holloway U series #1
Autrice: Sara Cipriani
Genere: sport romance
Editore: self
Data di pubblicazione: 9 marzo 2026
La serie è composta da:
- Bloom vol.1

Dimmi che aspettavi me per dimenticare il resto del mondo.
Dopo un anno disastroso alla Boston U e un ex che l’ha quasi distrutta, Charlotte Haywood ha bisogno solo di una cosa: ricominciare.
La Holloway sembra offrirle tutto ciò che cerca: un nuovo college, nuovi amici e una nuova squadra di hockey per cui creare schemi di gioco. Perfetto, no?
Peccato che il coach sia suo padre e che il capitano, Ryan Shaw, sembri deciso a complicarle la vita.
Charlotte è testa, logica e amore per i dati.
Ryan è istinto, talento e un ego che potrebbe riempire l’intera arena dei Direwolves.
Tra loro è guerra, ma… cosa succede quando la tua nemesi diventa la tua tentazione più grande?
Tropes: Rivals to lovers, Fake dating, Grumpy x Sunshine, Broken but Strong, Chaotic Found Family

Rieccomi a parlarvi di uno sport romance che si dipana nel mondo dell’hockey su ghiaccio, sempre dell’autrice di Chaos, di cui vi avevo già scritto, ma ambientato in un’altra università americana, la Holloway.
Charlotte Haywood è la figlia del coach della locale squadra di hockey, ed è cresciuta a pane e ghiaccio; il suo più grande sogno è fare della sua passione per l’analisi delle probabilità e le statistiche una vera professione in ambito sportivo. Anche questa volta viene chiamata a mettere a disposizione le sue doti studiando le variabili ed elaborando schemi di gioco, in modo da aiutare i giocatori.
Ryan Shaw è il capitano della squadra, punta a essere scelto ai draft a fine stagione, l’hockey è la sua vita e non c’è spazio per altro, se non per le avventure di una notte.
I trope si sprecano, come sempre in questo genere di romanzo, rivals to lovers in primis.
Volendo essere superficiali potrei dire: letto uno, letti tutti!
Per fortuna non lo sono e cerco sempre di immergermi nelle storie limitando al massimo il pregiudizio. Lo stile di questa autrice, scorrevole e leggero, invoglia a procedere, nonostante la trama fino a un certo punto sia abbastanza simile ad altre già viste. Le dinamiche, purtroppo, tendono a ripetersi, ne sono consapevole.
E allora perché consigliare questo romanzo? Perché i due protagonisti hanno molto da dirci, se non ci si ferma ai luoghi comuni. Lui, stupendo (e quando mai!) ma stronzo, che nasconde a tutti la sofferenza di non essere supportato nella sua passione dai genitori, che lo vorrebbero a capo dell’azienda di famiglia. Lei, cresciuta sola, con un padre presente solo fisicamente, piena di insicurezze dopo la rottura di un rapporto “malato”, ma con una grinta invidiabile quando si tratta di far valere le sue convinzioni sul campo da gioco. Sembra un controsenso, ma non lo è.
Josh ti ha fatto sentire come se non fossi abbastanza, ma lo sei. E non devi dimostrarlo a nessuno. Né a lui, né a me, né a chiunque altro. Devi solo rendere felice te stessa.
Naturalmente, quando tutto pare andare per il meglio, non mancherà il momento doloroso, si chiama “discesa agli inferi” ed è il punto di un romanzo o film in cui tutto sembra perduto per poi evolvere verso il finale, oramai me lo aspetto sempre e puntualmente arriva. Sicuramente leggo troppo, e fatico oramai a trovare narrazioni che mi coinvolgano totalmente, ma nonostante ciò Bloom è comunque un buon prodotto, che non perde mai di ritmo e tiene abbastanza alta l’attenzione.
Questo è il primo di una serie, il prossimo protagonista sarà uno dei compagni di squadra, Jordan. Durante la lettura però veniamo a sapere poco o nulla di lui, una scelta narrativa che ultimamente ho già incontrato ma che non trovo di mio gusto.
In conclusione, consiglio il romanzo a chi desidera una storia non troppo impegnativa e con un pizzico di spicy.







