Recensione: Come farsi lasciare da un goblin in dieci giorni di Jessie Sylva

Autrice: Jessie Sylva
Genere: fantasy
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 8 settembre 2026
Pansy è un’halfling e Ren un* goblin. Sono creature diversissime, ma hanno qualcosa in comune: una casa. Entramb* sostengono di essere l* legittim* proprietari* dello stesso cottage: Pansy perché l’ha ereditato dalla nonna, Ren perché sostiene che il cottage sia rimasto vuoto per così tanto tempo che ormai la sua famiglia se n’è appropriata. E così giungono a un accordo: vivranno insieme fino a quando un* dell* due non deciderà di andarsene, perdendo ogni diritto. Comincia così la loro convivenza forzata fatta di scaramucce, battibecchi e dispetti, nella speranza di sfiancare – e sfrattare – l’altr*. Ma condividere lo stesso tetto l* obbliga a superare i pregiudizi culturali e le incomprensioni, finché dalla diffidenza e dalla rivalità comincia a sbocciare qualcosa di inaspettato. Tutto sembra andare per il meglio, quando giunge un nemico comune a minacciare i loro popoli. Per Pansy e Ren è il momento di dimostrare quanto hanno imparato a fidarsi l’un* dell’altr*. Un cozy fantasy che richiama le atmosfere della Contea tolkieniana, la spensieratezza di Legends & Lattes e l’importanza di non vivere nel pregiudizio de La casa sul mare celeste.


Care Fenici, ben trovate!
Oggi vi parlo di Come farsi lasciare da un goblin in dieci giorni di Jessie Sylva e vi dico subito che mi aspettavo di più.
Pansy eredita dall’amata nonna un cottage nel bosco e, nonostante i suoi genitori siano contrari, decide di trasferirvisi; peccato che, nel frattempo, la proprietà sia stata già occupata da Ren. Inoltre i due appartengono a due razze che si disprezzano da tempo immemore: Pansy, infatti, è un halfling mentre Ren un goblin. Tra pregiudizi e fissazioni inizia una battaglia per la proprietà esclusiva della casa. Inutile dire che avranno modo di conoscersi meglio.
E fin qui tutto bene, nulla di particolarmente nuovo ma, per i miei gusti, la trama era carina. Nella storia sono presenti varie razze oltre a quelle dei protagonisti, ognuna con pregi e difetti ma tutte accomunate dalla completa diffidenza (per non dire odio) le une verso le altre.
L’autrice fa una buona presentazione delle varie caratteristiche, esagerando, a mio gusto, sui dettagli (se sento ancora parlare di muschio urlo)…e poi una lentezza!!!
Sia chiaro, il libro è scritto bene, con un linguaggio scorrevole e pulito, non esiste alcuna volgarità né scene hot e questo, di fatto, lo rende una favola adatta a tutte le età, però l’azione è quasi nulla. Definire l’evoluzione del loro rapporto slow burn è poco.
Tramite il racconto a POV alternato comprendiamo paure, sentimenti e preconcetti di entrambi ma 335 pagine sono decisamente troppe per quanto raccontato, si dilunga troppo in dettagli e pippe mentali.
Pansy è un personaggio che non ho amato, non sono riuscita a immedesimarmi; ha paura di tutto e tutti, sembra il Calimero della situazione, nessuno la capisce, tutti se la prendono con lei, tutti la giudicano male, e avanti così allo sfinimento.
E poi quanto mi ha infastidito l’uso costante della ɘ parlando di Ren!!! Attenzione la mia irritazione è meramente stilistica, mi fa perdere fluidità nella lettura, non è un giudizio morale. L’autrice ha descritto i Goblin come non binari quindi comprendo che i traduttori abbiano scelto questo segno grafico per rispettarne la cifra stilistica, sapendo che Jessie Sylva è molto sensibile alle tematiche LGBTQ+. Apprezzo il pensiero inclusivo della scrittrice, comprendo la decisione ma, per me, ha reso la lettura meno scorrevole.
Estremamente positivo, in effetti, il messaggio inclusivo del libro: alla fine siamo molto meno “diversi” gli uni dagli altri di quanto crediamo e se avessimo voglia di conoscerci , di parlarci e di ascoltarci veramente ne saremmo tutti arricchiti.







