Home » Recensioni: serie TV e Film » Una serata su Passionflix: Gabriel’s Inferno -Parte Prima-

Una serata su Passionflix: Gabriel’s Inferno -Parte Prima-

Gabriel's Inferno

Progetto grafico a cura di Eve

Eccoci finalmente al grande giorno, Fenici.

Eravate in trepidante attesa come me di vedere questa pellicola? Una produzione USA/Italia targata Passionflix diretta da Tosca Musk.

È uscito solo oggi (29/05/2020), ma sono già qui a parlarvene perché non potevo aspettare un minuto di più per vedere l’adattamento di uno dei libri che più mi hanno emozionato in assoluto (il primo della trilogia di Sylvain Reynard).

Lui, Gabriel Emerson, bellissimo e magnetico professore universitario specializzato in Dante Alighieri, che nasconde un passato torbido e molti segreti.

Lei, Julia Mitchell, angelica e delicata studentessa, dottoranda con una tesi proprio sul Sommo Poeta, che si trova suo malgrado legata al bel professore e che, come Beatrice, avrà la possibilità di portarlo verso la redenzione.gabriel's inferno rfs 1

Gli attori che li interpretano rendono bene dal punto di vista estetico: Giulio Berruti è spettacolare e anche la minuta Melanie Zanetti rientra perfettamente nel personaggio descritto nelle pagine del libro. Ma nulla di più.

Non sono entusiasta come avrei voluto. Due ore di film passano e si fanno guardare, ma non mi hanno lasciato quasi nulla (a parte rifarmi gli occhi con i primi piani del Professor Emerson). Poco approfondimento, un sentimento che nel libro appare così profondo e complesso riassunto senza troppo spessore. Lui magnetico, non c’è che dire, ma asettico e troppo ingessato. Lei quasi inespressiva, in due ore avrà tirato fuori sì e no un paio di battute degne di nota.

Forse avevo aspettative troppo elevate? Probabile, soprattutto dopo aver visto altre produzioni della stessa regista che sono decisamente di un altro livello.

C’è comunque da dire che questa non è che la prima parte della storia, in cui si cercano di mettere le basi di quello che – spero – possa diventare un seguito più coinvolgente.

L’ultima scena del film non ha potuto che ricordarmi 50 sfumature di grigio: le porte di un ascensore si chiudono davanti al viso di una protagonista arrabbiata e ferita che scappa dal suo amore.

Niente di nuovo, purtroppo, e niente di particolarmente emozionante rispetto a quello che era il mio ricordo di una storia che ti lascia senza fiato.

Se dovessi dare un voto sarebbe un 3 stiracchiato, ma solo perché nutro ancora la speranza che il secondo capitolo mi faccia cambiare idea.

Ditemi anche le vostre impressioni, vi prego.

 

 

 

Fulvia Elia

Fulvia Elia

Lascia un Commento