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Una Serata al Cinema: Spider-Man: Far From Home

Far From Home

Titolo: Spider Man Far From Home

Regista: Jon Watts

Anno: 2019

Genere: Avventura, Azione, Fantasy

Paese: USA

Durata: 135 min

Data di Uscita: 10/07/2019

 Distribuzione: Sony Pictures Italia/Warner Bros. Pictures Italia

Sceneggiatura: Chris McKenna, Erik Sommers

Fotografia: Matthew J. Lloyd

Musiche: Michael Giacchino

Produzione: Sony Pictures Releasing, Columbia Pictures Corporation, Marvel Studios

Cast: Tom Holland, Jake Gyllenhaal, Zendaya, Cobie Smulders, Marisa Tomei, Jon Favreau, Samuel L. Jackson, Michael Keaton, Angourie Rice, Remy Hii, Martin Starr, Numan Acar, Tony Revolori, Jacob Batalon, Hemky Madera, J.B. Smoove

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Peter Parker il nostro ‘amichevole Supereroe di quartiere’, dopo gli eventi di Avengers: Endgame, deve rafforzarsi per affrontare nuove minacce in un mondo che non è più quello di prima.

Il film espande l’universo cinematografico di Spider-Man, portando Peter Parker fuori dal suo ambiente familiare e dalla sua casa nel Queens, a New York, e catapultandolo attraverso l’Europa, da Londra a Berlino e Venezia, in occasione di quella che dovrebbe essere una vacanza scolastica, con i suoi migliori amici Ned, MJ e con il resto del gruppo, ma che diventerà la sua più grande sfida nonché la più epica avventura di sempre.

Ma Spider-Man non può essere un normale adolescente: ha delle responsabilità verso il mondo, specialmente adesso, e così, i propositi di Peter di non indossare i panni del supereroe per alcune settimane vengono meno quando decide, a malincuore, di aiutare Nick Fury a svelare il mistero degli attacchi di creature elementali, ognuna delle quali rappresenta uno dei quattro elementi, Terra, Aria, Acqua e Fuoco, che stanno creando scompiglio in tutto il continente. (Fonte: Coming Soon)

Recensione e Analisi

[ATTENZIONE, SONO PRESENTI SPOILER RIGUARDO AVENGERS: ENDGAME]

Salve Fenici,

Se ancora non siete riusciti ad andare al cinema a vedere Spider Man Far From Home, beh correte a farlo perché è davvero un gran bel finale alla cosiddetta fase 3 della MCU.

Come lo stesso titolo anticipa, Spiderman è lontano da casa. Dopo gli eventi accaduti in Avengers: Endgame, nel quale

tutti coloro che erano scomparsi a causa dello schiocco di Thanos sono blippati, cioè sono tornati all’esatto punto in cui sono scomparsi, come se 5 anni non fossero mai passati, a differenza di chi è rimasto e ha continuato a crescere.

Il Peter Parker di questo secondo capitolo su Spiderman (il 5° film in totale per il personaggio; e il 23° nella lista dei film MCU) è molto diverso dal primo. Se abbiamo conosciuto Peter come un ragazzo sempre pronto a mettersi in gioco, dall’animo buono e gentile, intelligente e maturo a causa dei brutti eventi familiari lasciati intendere, in questo capitolo il ragazzo dimostra una maturità ancora maggiore a causa di quello che è successo con gli Avengers.  Risulta anche imbarazzato e timido per via della cotta per MJ, la sua compagna di classe – anche lei ancora giovane dopo il blip.

Eppure, possiamo cogliere in quegli occhi tanto scattanti e attenti, la perdita della propria luce. Una perdita che lui continua a non voler affrontare, a trattenere perché non sa bene come reagire. Tutti si domandano che fine abbiano fatto gli Avengers, tutti vogliono risposte e protezione e le cercano da lui, che al momento si sente proprio come loro: privo di risposte e pieno di domande. Dovrà fare una scelta che non è in grado di fare. La classica scelta che pian piano tutti nell’universo Marvel hanno dovuto compiere. Come una ventata d’aria fresca in una giornata calda e afosa, ad aiutare Peter a distrarsi dopo tutto il pandemonio, è l’attesissima gita scolastica in Europa.

Già dal trailer sappiamo che qualcosa andrà a rovinare i piani del gruppo scolastico e porterà Nick Fury a chiedere aiuto a Spiderman. Non mi ha sorpresa il rifiuto di Peter nell’aiutare Quentin Beck, eroe arrivato da un altro universo a causa degli Elementali, i mostri che creano il caos.

“Da un grande potere derivano grandi responsabilità”

Non potevamo, di certo, aspettarci che alla fine Peter Parker continuasse a vivere in modo parallelo, cercando di essere un amichevole Spiderman di quartiere anche dopo aver visto cose inimmaginabili, viaggiato nello spazio e arrivare a credere che l’impossibile fosse possibile.

Come se non bastasse, arriva l’ennesima pugnalata al cuore, che porta Peter a sentirsi di nuovo ferito, e a fare una scelta di cui, inizialmente si sente fiero, ma di cui poi si pentirà. Tutto questo perché riceve in regalo dal signor Stark un avanzato arsenale di difesa personale, che dovrebbe aiutare l’Uomo Ragno nella sua prossima missione.

Insomma, la prima metà del film è un continuo susseguirsi di teen drama, primi amori, gag e humor adolescenziale che dovrebbe stancare, ma invece è abbastanza bilanciato da non risultare eccessivo. Nella parte finale predomina l’eroismo, le responsabilità aumentano ed iniziano a fioccare scene d’azione formidabili sia in intelligenza tattica che in grafica e scenografia. Non posso essere delusa da tutto ciò, l’insieme è davvero meraviglioso per gli occhi.  

Mysterio è davvero un bellissimo personaggio, di difficile comprensione, ma è proprio l’essere “misteriosamente assurdo” che lo fa risultare fantastico. In fin dei conti nulla di ciò che lo riguarda è comprensibile totalmente. Il suo team è composto da persone che nella vita continuano a odiare Tony Stark anche dopo quello che ha fatto.

Tom Holland – continuo a ripeterlo anche qui come ho già fatto nella recensione di Homecoming – si dimostra ottimo e sempre più nel ruolo di Peter Parker. I miei occhi sono a cuore. Un eroe che nella vita di tutti i giorni è impacciato e timido, ma anche comico e divertente. E anche se all’inizio il legame con Michelle detta MJ non sembra davvero essere quell’amore improbabile ma vero al quale siamo stati abituati, convince specialmente in quanto un ragazzo adolescente deve affrontare dolore e segreti, e confidarsi con gli altri risulta essere la scelta sbagliata. MJ interpretata da Zendaya mi piace. Talvolta dolce, quasi sempre fredda ed impenetrabile, ma questa volta è pronta a portare a un livello successivo la sua complicità con il compagno di classe. Ho adorato la (finalmente) scena finale…

Molte cose mi hanno fatto storcere il naso e molte altre mi hanno fatto piangere.

  • Parliamo di Fury, sembra diverso dal solito, più aperto, più tendente alla comicità, più “fesso”, alla mano e meno freddo, impenetrabile. Sembrerebbe che il ritorno dopo 5 anni l’abbia fatto ammorbidire.

Ma andiamo avanti.

  • Zia May. Quanti adorano il personaggio e sono arrabbiati di quanto poco sia stato inserito? La vedete la mia mano alzata, ecco… Sono arrabbiata. Ed è meglio non esprimermi.

La parte che ha fatto davvero male è quando Peter chiama Happy per chiedere aiuto nel trovare Mysterio. Peter sull’aereo dimostra gli stessi atteggiamenti di Tony e lo stesso Happy dimostra che anche lui le vede.

LA CANZONE, HAPPY NON DOVEVI METTERLA !!!!!

E qui si nota anche quanto lo stesso Tom sia in armonia con Robert Downey Jr. per come riprendere movimenti e atteggiamenti che ci fanno ripensare a lui. E beh, per chi ama, stra-adora Robert aka Tony Stark aka “il primo e il solo” non può non pensare a quanto farà male non rivedere più Iron Man all’azione. Eppure di questa scena non ho amato solo questo, ma anche il modo in cui Peter vacilla quando Happy chiede la prossima mossa. Il ragazzo dimostra quanto stia per crollare, anche se mi aspettavo un modo diverso nell’affrontare il lutto e la perdita.

Non voglio parlare di quello che accade tra Zia May e Happy, perché davvero voglio saperne di più, questa cosa mi fa impazzire.

Eh beh, la fase 3 porta con se un intero mondo al quale ci siamo abituati, che abbiamo amato e che continueremo ad amare. La magra consolazione di rivedere Tom nei panni dell’Uomo Ragno ancora, porta con sé un po’ di speranza e di felicità mista al desiderio di conoscenza e all’attesa dell’ignoto che ci aspetta.

La scene nei titoli di coda fanno nascere molte domande.

Insomma tutto questo a cosa porterà?

Troppe domande e un’attesa infinita.

E le vostre teorie quali sono?

Fatemi sapere se vi è piaciuto!

Altro dettaglio non molto rilevante per voi: le scene a Venezia mi son piaciute moltissimo e sono fiera che un pezzo d’Italia sia in questo capolavoro. Mentre, se non ho parlato del costume nero, è perché, per quanto sia figo, mi aspettavo di meglio e l’insieme non mi è piaciuto.

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