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Una serata al cinema: Jumaji 2 Benvenuti nella Giungla di Jake Kasdan

Titolo:Jumaji Data di uscita: 1 gennaio 2018 Genere: Avventura Regia: Jake Kasdan Attori: Dwayne Johnson, Kewin Hart, Jack Black, Karen Gillan, R. Dary, Bobby Cannavale, Nick Jonas. Paese: USA Durata: 119 minuti Distribuzione: Warner Bros Italia   1996: la scatola del gioco da tavolo Jumanji viene trovata su una spiaggia, esattamente dove l’avevamo vista al termine del film originale. Un ragazzo se la porta a casa, ma quando capisce di cosa si tratta, ne è molto deluso, perché gli interessano solo i videogames. Nella notte accade una trasformazione che richiama il ragazzo verso la scatola. Lo stesso gioco viene ritrovato…

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Titolo:Jumaji

Data di uscita: 1 gennaio 2018
Genere: Avventura
Regia: Jake Kasdan
Attori: Dwayne Johnson, Kewin Hart, Jack Black, Karen Gillan, R. Dary, Bobby Cannavale, Nick Jonas.
Paese: USA
Durata: 119 minuti
Distribuzione: Warner Bros Italia

 

1996: la scatola del gioco da tavolo Jumanji viene trovata su una spiaggia, esattamente dove l’avevamo vista al termine del film originale. Un ragazzo se la porta a casa, ma quando capisce di cosa si tratta, ne è molto deluso, perché gli interessano solo i videogames. Nella notte accade una trasformazione che richiama il ragazzo verso la scatola.

Lo stesso gioco viene ritrovato da quattro liceali in punizione, per motivi diversi, che commettono l’errore di provare la consolle, finendo intrappolati sia nel gioco che nei personaggi che hanno scelto.

 

 

Chi di noi non ha amato la versione del primo film?
E quanti non hanno dormito la notte, sognando di essere uno dei ragazzi intrappolati nel gioco senza via d’uscita?
E per ultimo, ma non meno traumatico, chi non sobbalza appena sente i tamburi tuonare, esattamente come per la sigla dello ‘Squalo’?
Bene, se avete totalizzato 3 punti su 3, allora siete degni eredi degli strepitosi giocatori di Jumanji, il gioco da tavolo più terrorizzante di sempre, ma con un fascino che attira i ragazzi come fosse un lecca-lecca.
Avevamo lasciato i protagonisti del primo episodio, stanchi ma felici, alla loro vita tornata finalmente quella di sempre, con un futuro meno triste e traumatico di quello che si era prospettato nella prima parte del film.
La scatola, solitaria e abbandonata, è sepolta sotto la sabbia, da dove cercava di attirare ‘vittime’ con i suoi tamburi cupi.
Siamo nel 1996, un ragazzo raccoglie la scatola, semisepolta, sulla stessa spiaggia, la porta a casa e la apre. La guarda deluso: è un metallaro, patito di videogames e nulla gli dice una seppur opulenta e decorata scatola di legno, dove all’interno non trova nulla.
La getta su un mobile e va avanti con la sua giornata.
Ma i demoni di Jumanji si sono evoluti, comprendono che devono adattarsi all’epoca e trasformano i vecchi segnaposti e dadi in un affascinante cartuccia per videogiochi, al cui richiamo il nostro nerd non resiste.
Dopo un bagliore intermittente, la storia fa un salto di vent’anni, ci ritroviamo in punizione insieme ad un gruppo di ragazzi: un nerd (Spencer), uno sportivo (Fridge), una ragazza asociale (Martha) e una reginetta del selfie (Bethany), sempre a caccia di like con il suo inseparabile cellulare. Nella giornata di punizione, che consiste nel riciclare carta in uno scantinato, ecco che trovano la consolle. La collegano a una TV, fanno partire il programma e, un po’ per noia, un po’ per scambiare qualche parola, accettano di legarsi ai personaggi del gioco.
E così, risucchiati dal vortice magico, si ritrovano nella giungla ognuno con un corpo diverso: il nerd è un fusto alto quasi due metri, l’atleta diventa uno zoologo di piccola statura e spalla comica, la ragazza asociale diventa una bellezza pericolosa nelle arti marziali e la reginetta, quasi per punizione divina, è un uomo di mezza età, cartografo e in sovrappeso.
Mentre lottano prendendo coscienza della nuova realtà in cui si trovano, appare loro ‘NPC’ (Nigel), ossia un ‘PNG’ = personaggio non giocabile, il cui ruolo in un gioco, è dare istruzioni non modificabili.
Così comincia l’avventura che consiste nel riportare un grosso smeraldo, sottratto al dio giaguaro da un pericoloso avventuriero (Van Pelt), incastonarlo nel suo occhio in cima a una montagna, e gridare tutti insieme: “Jumanji!” per poter tornare alla propria vita e mettere fine al gioco. Naturalmente senza perdere completamente le tre vite iniziali!
Devo dire che la costruzione del film ha seguito abbastanza fedelmente le regole di un videogioco, sia nella parte ludica, che nei flashback dell’antefatto del racconto, che sono percepite dai protagonisti come scene non interattive e ripetitive.
Si fanno delle grosse risate su questi episodi, visto che solo dopo che i PNG ripetono varie volte la battuta, ci si rende conto che non sono giocatori, ma solo ‘oggetti’ necessari.
Fortuna che Spencer è un patito di questi giochi, riconosce spesso la costruzione di un momento, anche se a molto serve la compagnia e la preparazione ‘tecnica’ di ogni suo compagno, incastrato alla perfezione nel proprio ruolo.
La cosa più divertente è senz’altro vedere Dwayne Johnson (The Rock) in un personaggio molto lontano dai suoi soliti, passando dal carismatico palestrato, a un ragazzino impaurito con un sacco di complessi (la scena del bacio non so se fa più ridere o disgustare).
Dopo scene apocalittiche, tattiche al limite del sovrannaturale, quello che resta, a parte le tantissime risate, è un messaggio che tocca profondamente e viene proprio dal personaggio meno amato della prima parte, ossia da Bethany.
Quando si troverà a fare i conti con il suo essere ‘uomo’, a parte i primi imbarazzi per dover familiarizzare con ‘parti del corpo non femminili’, farà comprendere quanto un animo da donna possa inviare un messaggio positivo in alcune occasioni che, viceversa, avrebbero portato la situazione in fase di stallo. E di questo suo ‘candore d’animo’ e generosità, si vedranno gli effetti alla fine del film, infondendo tenerezza e commozione.
Devo dire che gli spettatori presenti alla proiezione hanno seguito la storia con grande partecipazione, commentando a voce anche alta, suggerendo le interazioni da fare agli attori (tutti giocatori, eh?), ma soprattutto incitando e schernendo le scene esilaranti.
Dopo tante peripezie, il gioco finisce, la storia si riavvolge e si torna al presente.
Con quali effetti?
Uhm, ditecelo voi, visto che raccontare un film o fare spoiler non è proprio il mio genere.

Ma incuriosirvi, quello sì. E vi assicuro che ne vale la pena.

E alla fine vi porterete a casa il messaggio che quando si condivide un’avventura emozionante, si stabiliscono dei legami profondi, che vanno oltre l’amore e l’amicizia. Resta una solidarietà e una presa di coscienza sociale, che fa di molte persone un qualcosa di speciale.
Buona visione!



baby.ladykira

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Admin Founder del gruppo ROMANTICAMENTE FANTASY SITO
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