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Una Serata al Cinema: Godzilla II, la recensione.

DATA USCITA: 30 maggio 2019

GENERE: Azione, Avventura

ANNO: 2019

REGIA: Michael Dougherty

ATTORI: Kyle Chandler, Vera Farmiga, Millie Bobby Brown, Ken Watanabe, Sally Hawkins, Bradley Whitford, Zhang Ziyi, Thomas Middleditch, Charles Dance, O’Shea Jackson Jr., Aisha Hinds

PAESE: USA

DURATA: 132 Min

DISTRIBUZIONE: Warner Bros. Italia

La nuova storia di Godzilla II: King of the Monsters, il film diretto da Michael Dougherty, segue le eroiche gesta dell’agenzia cripto-zoologica Monarch e dei suoi membri, che fronteggeranno una serie di mostri dalle dimensioni divine, tra cui il possente Godzilla, che si scontrerà con Mothra, Rodan e la sua nemesi più pericolosa, il mostro a tre teste King Ghidorah.
Quando queste antiche super specie – ritenute veri miti – tornano in vita, inizierà la competizione per la supremazia, mettendo a rischio l’esistenza dell’umanità.

Fonte: Coming Soon

Tutto questo non ha senso…

Ci credo, sono mostri giganti!

No, quelli hanno senso, la storia no. Fidati.

C’è una cosa che ho apprezzato molto in questo film: la volontà di dare a Godzilla un minimo del significato che ha nella cultura Giapponese.

Perché non è un mostro gigante spaccatutto che non sa come passare il tempo e quindi distrugge le città, no, lui è un paladino dell’equilibrio naturale delle cose, che interviene quando l’uomo eccede e lo protegge quando sono gli altri titani ad essere una minaccia.

Fermo restando che con un colpo di coda demolisce una città, anche senza farlo apposta.

Ho apprezzato altro? Purtroppo no.

Godzilla II è un film pacchiano, rumoroso, e in assenza di un termine migliore, sparaflashante: ci sono 12 dialoghi e 45 ruggiti e luci che rimbalzano da un capo all’altro dello schermo accecando l’intera platea. C’è qualcosa di criminale nel modo in cui per valorizzare le scaglie radioattive e i rigurgiti elettrici hanno deciso di tenere al buio tutto il resto del film; se poi ci aggiungiamo che piove praticamente tutto il tempo, il disagio è assicurato.

Godzilla non poteva scegliere una settimana più soleggiata per fare macello? No!

Questo circo di effetti luminescenti e rutti fotonici sicuramente intrattiene i bambini in sala, ma indispone i genitori che li hanno dovuti accompagnare e che speravano almeno che ci fosse sotto una trama solida. Almeno più solida dei laboratori segreti che vengono fracassati in pochi secondi.

Purtroppo ci sono falle che farebbero passare a miglior film (vita sarebbe eccessivo) chiunque abbia un minimo di intelligenza: prima di tutto gli spostamenti con l’aereo del Monarch, che portano i protagonisti da un capo all’altro del globo come se fosse solo questione di attimi, poi abbiamo mamma e papà che, sotto la pioggia incessante di cui vi parlavo, riescono a riparare un congegno hi-tech appena calpestato da Ghidorah, il quale, se ve lo state chiedendo, non è un gattino, è un megadrago a tre teste il cui piede è grande come un condominio.

Il cattivo del film? C’era, c’è stato, poi è sparito. Mio figlio dice che è morto in un crollo casuale, ma sinceramente ho cercato online e tutti concordano sul fatto che a un certo punto non lo si è più visto e basta.

L’ultima critica, perché mi sto sentendo un po’ troppo acida, è che, mentre i mostri sparano raggi radioattivi come se fossero superliquidator, la gente non muore, anzi, non si ammala neanche. Godzilla per sconfiggere Ghidorah diventa addirittura termonucleare, e niente, fuggono tutti tranquillamente col loro aereo.

Menzione d’onore allo sguardo espressivo di Godzilla: spero che un giorno ci spiegheranno perché far tanti primi piani ad una creatura il cui muso (senza offesa, cucciolone) è una sorta di roccia con gli occhi, priva di mimica facciale.

Teresa

Teresa
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