Home » Recensioni: serie TV e Film » Settimana della Memoria, Per Non Dimenticare! Vento di primavera

Settimana della Memoria, Per Non Dimenticare! Vento di primavera

Progetto grafico a cura di Eve

Titolo originale: La Rafle

Lingua originale: francese

Anno: 2010

Durata: 115 minuti

Regia: Rose Bosch

Care Fenici, oggi sono qui a parlavi di Vento di Primavera, uno dei miei film preferiti in assoluto che, puntualmente, guardo ogni 27 gennaio e sempre mi commuove.

Il film porta in scena uno dei periodi più bui della storia umana: il genocidio degli ebrei, ma più in specifico racconta la retata del Velodromo d’Inverno, avvenuta a Parigi il 16 luglio 1942. La particolarità di questo film è che ruota attorno a un bambino ebreo, Joseph, e a un’infermiera francese non ebrea di nome Annette Monod, interpretata dalla bravissima Melanie Laurent. Nel cast troviamo anche Jean Reno, che interpreta il dottore ebreo David Sheibaum. Se guarderete il film, vi invito a visionare anche i contenuti speciali dove, oltre a spiegarvi come lo hanno realizzato, vi presenteranno un paio di ragazzi, ormai anziani, che sono stati testimoni della retata.

Il tutto inizia, e finisce, con lo stesso sguardo, quello di Joseph, che all’inizio del film, a causa delle leggi razziali, non può accedere alle giostre e le guarda con quell’intenso desiderio che hanno tutti i ragazzini di dieci anni davanti alle cose proibite. In seguito conosciamo più a fondo la sua famiglia e anche i suoi vicini, in particolare Simon e Nono: quest’ultimo è piccino, di tre o quattro anni al massimo. A causa delle stelle di David cucite sui vestiti, vengono guardati con sospetto e scherniti dagli altri francesi, che già credono alla propaganda nazista.

La notte del 16 luglio, 15.000 ebrei vengono sorpresi dalla polizia francese in combutta con quella tedesca, e obbligati a prendere in fretta poche cose e trasferirsi al Velodromo, dove vengono ammassati senza cibo né acqua, e senza nemmeno il pudore di un bagno. In breve, il Velodromo diventa un vivaio di malattie, con solo un medico, Jean Reno, e otto infermiere, tra cui Annette.

Il film, successivamente, prosegue mostrando la totale disumanità della polizia francese e tedesca, non diversa dal Governo, che avendo intuito di trovarsi di fronte a un’epurazione razziale, e avendo avuto la possibilità di salvare almeno i bambini, non la coglie.

L’emozione è fortissima, soprattutto vista dagli occhi di Joseph, che viene obbligato a crescere troppo in fretta, e di Nono, che vede la situazione da occhi innocenti e privi di malizia e cattiveria, ed è proprio grazie a lui che piango ogni dannata volta che vedo questo film!

Vi chiedo, e vi consiglio, di guardarlo attentamente, magari con qualche fazzoletto a portata di mano, perché è un film che merita e non contiene scene eccessivamente violente, sicché può essere guardato anche da un bambino, sempre accompagnato, però.

Click to rate this post!
[Total: 0 Average: 0]

StaffRFS

Lascia un Commento