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Review Party + Recensione in Anteprima “La mia ossessione” di Anna Zaires (serie Il mio tormentatore #2)

L’ho rapita di notte. L’ho imprigionata perché non riesco a vivere senza di lei. È il mio amore, la mia dipendenza, la mia ossessione.

Farò di tutto per tenere Sara con me.

L’ossessione non è amore, e questo è ciò che prova per me: una terribile ossessione oscura che rovina e distrugge. Che ha già distrutto la mia vita in tanti modi.

I sentimenti che Sara stava iniziando a provare nei confronti del suo carceriere, alla fine del primo libro, subiscono un violento scossone quando lei stessa viene drogata e rapita da Peter per sfuggire alle grinfie dell’FBI e raggiungere un rifugio sperduto tra i monti del Giappone.

Peter è disposto a tutto pur di tenere con sé la donna che ama e iniziare con lei una nuova vita in un luogo inaccessibile al resto del mondo. Ma Sara non è affatto d’accordo. Ed è qui che salta fuori il suo lato più combattivo, tenace e orgoglioso. Quell’odio fatto di artigli e negazione che si scontra con prepotenza con un’attrazione morbosa e un desiderio malsano, nei confronti di quello che dovrebbe apparire come un diavolo in carne e ossa, ma che spesso si rivela una vera calamita di seduzione.

Posso resistere al mostro, ma con l’uomo è tutta un’altra storia.

Durante la prigionia in quel rifugio sperduto tra i monti, la nostra protagonista subisce una lenta ma profonda trasformazione, iniziando a condividere parte della brama oscura che sprigiona Peter e restando affascinata – e al contempo sconvolta – da un lato perverso che non credeva affatto di possedere.

Un lato perverso che annichilisce i sensi… i suoi e quelli di noi lettrici.

Devo ammettere che, nei confronti di Peter, ho provato stati d’animo tremendamente contrastanti… combattendo una dura lotta tra la voglia di prenderlo a schiaffi per la sua fissazione ai limiti del patologico e il bisogno di consolarlo quando il suo lato vulnerabile veniva ferito dai continui – ma condivisibili – rifiuti di Sara.

Il cavernicolo egoista e insensibile… e l’uomo innamorato.

Ecco le due facce intriganti di una stessa medaglia, che spesso e volentieri mi ha confuso con reazioni violente e altalenanti.

“Sei mia, Sara, e lo sarai sempre, a prescindere da tutto.  A prescindere da ciò che devo fare per tenerti con me.”

Piega la testa, e sento il calore del suo respiro sulle mie labbra, mentre sussurra: “A prescindere da chi devo uccidere per averti.”

Peter appare un bambino capriccioso e possessivo, che a volte ti fa formicolare le dita per la voglia di strangolarlo, mentre altre… è di una tenerezza davvero fuori dal comune. Mostrando una dolcezza e una premura tale da farti ammutolire, troncando sul nascere ogni protesta o insulto che vorresti urlargli contro.

Soprattutto quando apre il suo cuore a Sara, condividendo con lei pezzetti del suo doloroso passato. O magari quando, dopo aver rischiato di perdere la donna che ama, si lascia invadere da un briciolo di senso di colpa, sebbene tardivo e comunque incapace di spegnere un’ossessione ormai divenuta incontenibile.

Purtroppo per noi, però, dovremo aspettare il volume successivo – l’ultimo della trilogia su Peter – per conoscere l’evoluzione di questa passionale e caldissima storia, intrisa di quell’eros magistrale che solo la penna di Anna Zaires è in grado di regalarci, col suo marchio inconfondibile.

 

Recensione a cura di

Editing a cura di

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StaffRFS

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