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Recensore per un giorno: “IT” di Stephen King

Un viaggio illuminante lungo l’oscuro corridoio che dagli sconcertanti misteri dell’infanzia conduce a quelli della maturità.
A Derry , una piccola cittadina del Maine, l’autunno si è annunciato con una pioggia torrenziale che sembra non finire mai. Per un bambino come George Denbrough, ben coperto dal suo impermeabile giallo, il più grande divertimento è seguire la barchetta di carta che gli ha costruito il fratello maggiore Bill. Ma le strade sono sdrucciolevoli e George rischia di perdere il suo giocattolo, che infatti si infila in un canale di scolo lungo il marciapiede e sparisce nelle viscere della terra. Cercare di recuperarlo è l’ultimo gesto di George: una creatura spaventosa travestita da clown gli strappa un braccio uccidendolo. A combattere It, il mostro misterioso che prende la forma delle nostre peggiori paure, rimangono Bill e il gruppo di amici con i quali ha fondato il Club dei Perdenti, sette ragazzini capaci di immaginare un mondo senza mostri. Ma It è un nemico implacabile e per sconfiggerlo i ragazzi devono affrontare prove durissime e rischiare la loro stessa vita. E se l’estate successiva, che li ritrova giovani adulti, sembra quella della sconfitta di It, i Perdenti sanno di dover fare una promessa: qualunque cosa succeda, torneranno a Derry per combattere ancora.
It, considerato una pietra miliare della letteratura americana, è un romanzo di bambini che diventano adulti e di adulti che devono tornare bambini, affrontando le loro paure nell’unico modo possibile: uniti da un’incrollabile amicizia.

Tra chi è amante del genere e chi no, è comunque risaputo che King è un genio dell’horror. Ma in “It” è molto, ma molto di più. A un’analisi più approfondita, la componente dell’orrore passa quasi in secondo piano. King riesce a creare, con eccezionale bravura, un’appassionante ragnatela di vicende, legate tra loro da una sorta di predestinazione. Ogni piccolo perdente ha la sua storia personale e i suoi traumi e lotta contemporaneamente contro It e contro se stesso. It è indefinito. It è lo specchio delle singole paure di ognuno. It è Derry e la sua inspiegabile e ciclica ondata di violenza. It è tutto ciò che è malvagio. It è femmina e gravida, pronta a riprodursi per diffondere il male ovunque. E, com’è ciclico il risveglio di It dal suo letargo, così nella ciclicità i sette perdenti troveranno rifugio. Costretti a ricordare il loro “atto di fede” e a recuperare la fonte del potere persa nella loro infanzia, dovranno diventare adulti per dover tornare bambini.  Perché solo i ragazzini sanno che “non si può stare attenti su uno skateboard”. Genitori violenti, bullismo, morti premature e madri iperprotettive e possessive: ogni ricordo d’infanzia torna pian piano, ma con decisione, alla mente, rimettendo in discussione anche la loro vita da adulti. Il tutto, raccontato con una tale dovizia di dettagli che naturalmente ci si sente coinvolti; ci si sente parte del club dei perdenti.

Smetti di leggere e rimani quasi in attesa di qualcuno che continui a narrarti la storia. L’intrecciarsi di passato e futuro e la ciclicità degli eventi sono resi in maniera esemplare e se ne trovano tracce nei più piccoli dettagli. Un continuo salto temporale che al suo apice tende a fondere passato e presente: le frasi di alcuni capitoli si interrompono per dare inizio al  successivo, dando visivamente continuità, ma passando dai fatti del 1958 a quelli del 1985 e viceversa. Unico neo: a volte la narrazione è un po’ troppo lenta. Immancabili le scene adrenaliniche e ansiogene; ma se si è alla ricerca di un semplice horror, non è questa la lettura giusta.

Assolutamente da leggere.

Assolutamente un capolavoro.

 

recensione a cura di:

Tamara Tovalieri 

 

 

Un viaggio illuminante lungo l'oscuro corridoio che dagli sconcertanti misteri dell'infanzia conduce a quelli della maturità. A Derry , una piccola cittadina del Maine, l'autunno si è annunciato con una pioggia torrenziale che sembra non finire mai. Per un bambino come George Denbrough, ben coperto dal suo impermeabile giallo, il più grande divertimento è seguire la barchetta di carta che gli ha costruito il fratello maggiore Bill. Ma le strade sono sdrucciolevoli e George rischia di perdere il suo giocattolo, che infatti si infila in un canale di scolo lungo il marciapiede e sparisce nelle viscere della terra. Cercare di…

Score

Voto Tamara 5

Voto Utenti : 4.45 ( 2 voti)

StaffRFS

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