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Recensione:La madre sconosciuta di Kimberly Freeman

Care Fenici Emanuela vi parlerà di un romanzo storico che le è piaciuto molto: La madre sconosciuta di Kimberly Freeman

 

Inghilterra, 1874. A 19 anni, finalmente Agnes può lasciare l’orfanotrofio in cui è cresciuta. E finalmente può mettersi in cerca di sua madre. Da poco, infatti, ha scoperto che chi l’ha abbandonata le ha lasciato accanto un bottone decorato con un unicorno. E lei ricorda benissimo un cappotto cui mancava proprio un bottone identico, un cappotto donato all’orfanotrofio da una nobildonna, Genevieve Breckby… Convinta che Genevieve sia sua madre, Agnes ne ripercorre le tracce fino a Londra e a Parigi e poi, mossa da un’incrollabile determinazione, s’imbarca sulla Persephone, che la condurrà in una terra selvaggia e misteriosa: l’Australia… Londra, oggi. È in Australia che Tori ha deciso di vivere. Ma adesso deve tornare a casa, in Inghilterra: non solo per lasciarsi alle spalle un doloroso divorzio, ma soprattutto perché la madre, Margaret, brillante studiosa dell’epoca vittoriana, soffre di Alzheimer. Così, per combattere la tristezza e aiutare la madre, mette ordine nelle sue carte e trova una lettera che risale alla fine dell’800. Una nobildonna scrive alla figlia, spiegandole i motivi per cui l’ha abbandonata, e le incredibili vicissitudini che l’hanno portata a quel terribile gesto. Ma la lettera è incompleta e Tori, prima incuriosita e poi sempre più coinvolta, decide di mettersi alla ricerca dei fogli mancanti…

 

 

Più che di un libro possiamo parlare di una saga familiare dinnanzi alla complessità di questa storia e alla sua costruzione: sono presenti numerosi flashback e vengono narrate le vite di molte donne che si intrecciano inesorabilmente, lasciandoci intuire un collegamento nascosto, un filo che le unisce attraverso il tempo e gli spazi.

Epoca Vittoriana. Ci parla Agnes, cresciuta in un ospizio per orfani, con un carattere e una volontà d’acciaio, che vuole ricostruire le sue radici e trovare sua madre a tutti i costi: è convinta di essere frutto di una relazione clandestina tra una nobildonna e qualche oscuro amante. È grazie a un semplice bottone, scovato con perizia poliziesca, che riesce a risalire all’identità della sua presunta madre e decide di cercarla. Le sue avventure, che la porteranno a Londra dalla campagna, poi a Parigi e infine in Australia, saranno sempre all’insegna dell’integerrimo carattere che la contraddistingue, della forza d’animo che non le permetterà di abbattersi di fronte a nulla; Agnes infatti non piange mai, non sa che cosa siano le lacrime, non le sa adoperare.

Epoca moderna. Tori arriva dall’Australia. Sua madre non sta bene, lo spettro della demenza senile le ha rovinato la carriera ossia studiosa e ricercatrice dell’epoca Vittoriana che ha firmato tante pubblicazioni importanti, stimata e rispettata. Porta con sé un bagaglio di infelicità nel cuore: il suo matrimonio è finito, tanti aborti hanno costellato la sua vita e la mancanza di un figlio è una ferita sempre aperta.

Riordinando le carte della madre che è ricoverata in una clinica e che vaneggia, arrivando addirittura a pronunciare nomi sconosciuti, si imbatte in una lettera non firmata di una donna importante che è costretta a rinunciare alla figlia; pur soffrendo leggendo quelle parole accorate, si appassiona a tal punto da voler scoprire di più sulla sconosciuta. Apparentemente vuole farlo per tenere sveglia l’attenzione della madre, ma in realtà si sente vicina al dolore della donna misteriosa.

Le vicende di Agnes si incrociano inesorabilmente con quelle della giovane Lady che ha amato un umile falegname e ne ha partorito la figlia. Presto i collegamenti tra la lettera e la storia narrata si fanno più stretti e più vividi fino ad arrivare al sorprendente finale, proprio come in un romanzo d’avventura.

Un bellissimo libro di profonda indagine psicologica che esamina attentamente i rapporti madre e figlia, rapporti talvolta incompleti e difficili, ma sempre ricchi di sfaccettature; si legge con molto gusto e, nonostante il numero non indifferente di pagine, rimane una bellissima opera di intrattenimento per pensare un po’.







 

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