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Recensione:”La chioma di Berenice” di Amalia Frontali

 

 

Titolo: La chioma di Berenice
Autore:Amalia Frontali
Editore:Self
Genere:Romanzo storico
Prezzo Cartaceo: € 10,99
Prezzo Ebook:  € 1,99
Asin: B07YKKDG6V

Data di pubblicazione: il 30 Settembre 2019

 

Il Cairo, 1817Forte della migliore educazione britannica, a diciott’anni Sarah Bane si sentirebbe pronta per soddisfare la legittima aspirazione di ogni brava ragazza: convolare a nozze con un gentiluomo di forma e di sostanza, passabilmente innamorato e rigorosamente inglese.Si trova invece imbarcata per l’Egitto, dove lo zio diplomatico le ha combinato un matrimonio di convenienza con un avventuriero italiano, carente di ascendenza, fortune e delle più elementari nozioni di buona creanza. Per quanto male assortita sia l’unione, ribellarsi per Miss Bane è inconcepibile.Così, con le peggiori premesse, per la fresca sposa del carismatico Giovanni Belzoni, circense di successo, esploratore dilettante, ingegnere amatoriale e aspirante archeologo, inizia una straordinaria e rocambolesca luna di miele lungo il Nilo…

 

 

Care Fenici, voglio raccontarvi del mio primo incontro con questa bravissima autrice italiana: l’ho conosciuta su Wattpad nel romance storico che sta pubblicando a quattro mani con Rebecca Quasi e mi ha incuriosita a tal punto che ho scelto uno dei suoi romanzi più conosciuti. È ambientato in un’epoca fantastica e ricca di avventura, l’Egitto del 1817. I protagonisti di questa storia sono realmente esistiti e con un po’ di invenzione, esotismo d’annata e tanto romanticismo Amalia Frontali costruisce una storia bellissima e avvincente, in cui il lettore rimane affascinato e avviluppato in modo indicibile.

Siamo in un momento di grande impulso, alla ricerca di rovine in mezzo al deserto; lontani però dalla moderna archeologia, gli avventurieri che partirono alla volta delle sabbie d’Egitto erano affascinati maggiormente dall’oro e dai reperti meravigliosida vendere e riportare in patria per guadagni fantasmagorici che dallo studio dell’antica civiltà.

La protagonista femminile è Sarah Bane, giovane donna di buona famiglia, educata come  si conviene, trascorre il suo tempo con la cugina Rose, tra un tè e un punto di ricamo, una passeggiata in giardino e una festa danzante; la ragazza, sebbene conosca alla perfezione il suo ruolo, possiede un carattere forte e un desiderio di indipendenza ardente è sopito in lei; si illude di amare un giovane uomo della buona società, Lord Cedric, tanto da esporsi al pubblico scherno pur di salutarlo prima di partire verso il destino che lo zio, console al Cairo, ha predisposto per lei.

Ottenuto un pugno di mosche e la disapprovazione del Ton, Sarah si imbarca verso un destino sconosciuto in compagnia della madre, e senza possibilità di sottrarsi al matrimonio imposto con un uomo incontrato una volta sola, in patria.

In Egitto Sarah andrà incontro al suo futuro e a un matrimonio con il gigantesco e carismatico Giovanni Belzoni, un avventuriero che, dopo la sua carriera in un circo, si sta dedicando all’archeologia e agli scavi; tutto quello che Sarah si era aspettata dal matrimonio e da un marito verranno completamente stravolti. La sua unione con quest’uomo strano e così lontano dalla sua idea di gentiluomo si trasformerà in un’avventura meravigliosa.

Sarah si trasformerà in una farfalla bella e intrepida, in una donna ardente capace di trascorrere ore di viaggio tra le braccia del marito in sella a un dromedario, o giornate in uno scavo archeologico in mezzo a cumuli di sabbia e sotto il sole impietoso.

Da ragazzetta ignorante e supponente, Sarah si trasformerà in un’appassionata avventuriera, un’aspirante archeologa perspicace e soprattutto una donna innamorata e orgogliosamente accanto in tutto e per tutto al marito, apprezzandone le doti e ammirandone la vivace intelligenza.

Nel loro viaggio lungo il Nilo e alla ricerca della città perduta di Berenice, sulle sponde del Mar Rosso la coppia vivrà avventure continue e appassionanti notti sotto le stelle.

Sia Giovanni Belzoni che la moglie sono personaggi realmente esistiti, a loro dobbiamo numerose scoperte come la tomba di Seti I detta Tomba Belzoni e il ritrovamento dell’accesso alla tomba di Chefren in cui lasciò la famosa firma. Sebbene non fosse un archeologo nel senso moderno del termine, a lui si deve la nascita di un modo nuovo di fare archeologia.

Il romanzo La Chioma di Berenice, pur non aggiungendo nulla alla storia già scritta, ha senz’altro il merito di restituire vivacità a un mondo e a un’epoca scomparsa, raccontando con grande passione la storia d’amore di due personaggi affascinanti.

Mi ha incantato.

La fiaccola piccola era spenta; la grande, appoggiata alle ginocchia di Osiride, accendeva di sfumature rosso cupo il disco sul suo capo. Fra loro, si vedevano appena e solo perché erano vicinissimi. La luce arrivava flebile e soffusa, tracciando solo i contorni delle cose e non il loro contenuto. Loro stessi erano perimetri di luce intermittente, nelle cui ombre si dovevano indovinare l’un l’altra. «Di più» disse, alzandole il viso, con la voce deformata dall’emozione. «Di più, Sarah. Vivremo più intensamente di così. Attimo per attimo, con un ritmo crescente, vertiginoso, frenetico. Voglio che mi ami. Che mi ami di più. La misura è un palliativo per chi manca di passione. E tu sei la passione.» Poi la sollevò da terra, come non avesse peso e la mise a sedere sulla pietra squadrata al centro della stanza, una sorta di altare disadorno. La strinse contro il suo corpo. E la baciò.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Emanuela

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