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Recensione:”Insegnami a nuotare” di Martina Mori

Titolo:Insegnami a nuotare
Autore:Martina Mori
Editore:Triskell Edizioni
Genere:Romanzo MM

Data di pubblicazione: l’8 Aprile 2021

Dean ha tutto quello che ha sempre desiderato: un lavoro sicuro e una moglie che sta per regalargli una splendida bambina. Un giorno però, le sue certezze crollano, lasciandolo con una bottiglia di alcol fra le mani e la disperazione di un futuro negato, a pochi passi dalle acque gelide di un lago pronto a inghiottirlo. Ed è quello che le fredde profondità dell’Erie fanno: accolgono Dean, annientandone forze e speranze.
Eppure, il destino ha per lui dei propositi diversi. Quando le braccia di Aaron lo afferrano e lo riportano alla vita, il corso tormentato dei suoi giorni sembra prendere una piega diversa. E il ricordo dell’abbandono di Madison, sua moglie, inizia a scemare per fare spazio a un sentimento del tutto nuovo, destabilizzante ma carico di gioia. Con Aaron, Dean torna a respirare, a sperare, a sorridere.
Almeno finché il passato, con i suoi amari segreti, non torna a bussare alla sua porta, assieme allo spettro di una dipendenza latente che non ha mai cessato di perseguitarlo.

 

Anche lui provava la stessa cosa? La potente attrazione, quel miscuglio di tensione e appagamento che sentiva quando stava con lui, la voglia di vivere tutto più intensamente, potevano chiamarsi amore? C’era qualcosa che lo spingeva verso quel bellissimo ragazzo, ma lui non aveva il coraggio di vivere fino in fondo quella situazione, né di provare a vedere come sarebbe potuta andare. 

 

 

Dean e Aaron non si conoscono, ma hanno vissuto esperienze dolorose talmente simili che non possono fare a meno di attrarsi. Nel momento in cui si incontrano, Aaron è un passo avanti nel processo di elaborazione del suo lutto, e ha abbastanza empatia e pazienza per comprendere ciò che Dean sta passando, e per sostenerlo nella crisi che sta ancora cercando di superare, dopo aver perso una bambina non ancora nata ed essere stato lasciato dalla moglie.

È una storia in certi momenti malinconica perché parla di perdite, ma allo stesso tempo molto tenera, che si snoda in un rapporto inizialmente ambiguo, dato che Dean continua a etichettarlo come amicizia, nonostante sia chiaro che ci sia molto altro tra loro.

 

«Papà, non so cosa abbiate creduto di vedere, ma tra me e Aaron non c’è nulla.» Non ancora. «E cosa state aspettando? Non mi sembra che amare una donna ti abbia reso le cose più facili. 

 

Aaron gli fa da spalla, come amico e amante, gli “insegna a nuotare”, ovvero a stare a galla nel suo dolore, finché Dean inizia a rifiorire.

Dean sa di essere bisessuale, ma ha smesso di vedere uomini per cercare una donna che possa formare con lui una famiglia tradizionale, con molti bambini. Purtroppo quella che aveva trovato l’ha lasciato dopo un aborto, incurante del suo bisogno di calore e vicinanza.

 

Ora che lo vedeva da vicino poteva ammirare la bellezza di quel viso d’angelo, un angelo vestito di nero su cui avrebbe volentieri posato le labbra. Ebbe la percezione che anche Aaron volesse la stessa cosa. Rimasero a scrutarsi, a studiarsi, come cercando nell’espressione dell’altro un tacito consenso a dare seguito a ciò che nessuno dei due aveva il coraggio di cominciare. 

 

La presenza di Aaron gli dà quel conforto che gli permette di sentirsi di nuovo al sicuro, amato. Dean però non è un uomo abituato all’introspezione, e la nuova situazione non lo porta a mettere in discussione la mancanza di una moglie e di figli. È un uomo solido, abitudinario, dai profondi valori morali e appena la crisi passa si assesta sul nuovo equilibrio senza riflettere su quello che è successo con sua moglie, sui suoi sentimenti e sugli effetti che questo ha sui suoi desideri e progetti di vita. È normale per lui adagiarsi sulle situazioni, evitare di approfondire ed eventualmente rifugiarsi nel vittimismo o nell’alcol, quando le cose non vanno come dovrebbero, quando le situazioni rischiano di far emergere le sue fragilità, quando lui non sa come affrontare gli eventi o le emozioni. Troppo moralista e legato a regole rigide, non accetta di ritenersi imperfetto, per questo preferisce negare, fare la vittima o abusare di sostanze che lo stordiscono.

Neppure la presenza di un “amico” che gli fa battere decisamente troppo il cuore lo smuove e lo stimola a riflettere sul ruolo che questo potrebbe avere nella sua vita e su quanto i suoi desideri riuscirebbero ad adattarsi a questa nuova situazione.

 

 

Per tutti quei mesi avevano condiviso il dolore, la paura, il desiderio di andare avanti, e poi le risate, gli scherzi, la reciproca e silenziosa compagnia. E ora il cerchio si chiudeva così, con i loro corpi uniti e intrecciati che si scambiavano promesse di piacere. 

 

 

Dean continua a raccontarsi bugie sminuendo ciò che lui e Aaron provano, ma prima di poter accettare questo cambiamento di visione deve confrontarsi con il suo passato, con la moglie idealizzata che, forse, desidera ancora. Deve fronteggiare ed elaborare il suo lutto per poter voltare pagina e chiedersi davvero che cosa vuole, come lo vuole e con chi.

Nonostante si sia ripreso, quindi, è sufficiente che le carte in tavola cambino di nuovo perché lui entri in crisi: la moglie torna e si dice pentita, gli chiede di tornare insieme. Dean è tentato da un passo all’indietro, deve scegliere se lasciarsi sedurre dalla possibilità che tutto torni come prima, con la prospettiva della famiglia perfetta, rinunciando così a quel qualcosa di nuovo che si stava delineando con Aaron, o affrontare un nuovo futuro imprevisto e imperfetto con il ragazzo che gli ha ridato la vita.

 

 

Voleva essere sicuro che fosse di nuovo sua, fugare ogni dubbio. I baci, i morsi, le loro estremità che collidevano: alla fine Dean si era sentito svuotato fin dentro le viscere. Aveva goduto di una rinnovata familiarità con quel corpo che conosceva così bene, senza però avvertire la scoperta, la creazione di una nuova unione. Si era aspettato un nuovo noi da quella notte trascorsa l’uno dentro l’altra, ma tutto quello che invece provava era il biasimo per aver cercato di cancellare la presenza di Aaron da quella casa.

 

 

È ancora lungo il percorso che deve compiere per leggere dentro se stesso e fare le realizzazioni necessarie nella sua testa, per trasformare il suo cammino doloroso in un insegnamento, per riscoprire i suoi sentimenti e avere un’illuminazione su ciò che desidera per il suo futuro.

Deve capire per che cosa vale la pena lottare e che cosa invece può solo accettare.

 

 

Non voglio che pensi a me come a un codardo. Detesto essere giudicato. Da te. Voglio valere di più. Per te.» 

 

 

 

 

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Emanuela

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