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Recensione:”Il ritorno del marinaio” di Roberta Ciuffi

Fiorina, 1876. Scoperto di essere un conte e di possedere un antico – e dissestato – palazzo, nonché una nonna sconosciuta in una piccola città in provincia di Siena, il capitano Barbagallo parte alla ricerca delle sue radici. Scoprendo ben più di quanto si fosse aspettato. Per esempio, che il palazzo è infestato da un branco di sanguisughe e mangiapane a tradimento che, nel corso di vent’anni, con il beneplacito di sua nonna, ha svuotato le sale di quadri, arredi e pezzi di argenteria. I Bracci – questo il nome della famiglia di sanguisughe – hanno però dei meriti: sono delle brave persone e hanno un numero fuori del comune di belle ragazze. Belinda sarebbe la più bella, se non avesse un atteggiamento tanto tragico… e Clarissa, se non fosse così delicata da rischiare di svenire a ogni momento. Diana forse è po’ troppo intellettuale ed Elisa troppo giovane… E poi c’è Zoe. La stravagante Zoe, la bisbetica che lo prende subito in antipatia, che lo frusta con il suo sarcasmo, che lo fulmina con i suoi occhi neri… Così irritante e così speciale. E il conte Barbagallo scoprirà che forse vale la pena di farsi depredare da un branco di sanguisughe, se in cambio può ottenere quello che non ha mai avuto: una vera famiglia e un vero amore.

 

 

Fantastica Roberta Ciuffi che ti fa ridere ed emozionare con le sue meravigliose storie d’amore, le originali ambientazioni e le caratterizzazioni dei personaggi così vivaci da sembrare vivi e reali.

Siamo a Fiorina nel 1876, nella casa della famiglia Bracci; famigliola come tante, non molto ricca e costretta a vivere grazie alla  vecchia prozia Eglantina  che, di fatto, la mantiene. Ci sono delle belle fanciulle tutte nubili e un erede maschio sfaccendato e poco attivo, Aleardo, che passa le sue giornate sul divano di casa.

La quotidianità della bella famiglia all’interno del cadente palazzo Barbagallo, in seicentesco abbandono,  è turbata dall’arrivo di un invasore, che si istalla nella stanza della figliola maggiore e si sbronza ben benino proprio la sera del suo arrivo. Si scoprirà subito che il misterioso ospite altri non è che lo scomparso nipote della zia, Geremia, conte Barbagallo, che il capofamiglia si era tanto affannato a cercare in giro per i porti d’Europa per soddisfare le richieste della vecchia prozia ,ormai con un piede nella fossa.

L’arrivo del misterioso uomo di mare, abbronzato e biondo come ogni pirata che si rispetti, sconvolgerà gli equilibri della famiglia e soprattutto minerà la stabilità emozionale di Zoe, diciannovenne  figliola Bracci, la preferita della zia Eglantina alla quale sente di assomigliare in tutto e per tutto; orgogliosa e con una buona dose di sfrontatezza, si sente stranamente attratta come una falena dalla luce da quel gigante barbuto e selvatico che nasconde un grande cuore sotto i ruvidi panni del marinaio.

Il romanzo è un susseguirsi di incredibili trovate, dialoghi spiritosissimi e tanto sentimento come nella miglior tradizione dell’autrice; è un romanzo godibilissimo nel quale si respira un’atmosfera antica che mette addosso un po’ di nostalgia verso quel bel tempo che fu, verso un’Italia appena appena unita e giovane, e quelle belle atmosfere di dame, crinolina e guantini e gentiluomini in redingote.

Bellissimo.

 

 

 

 

 

Emanuela

Emanuela

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