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Recensione:”Alle origini di Scarpetta: Postmortem, Oggetti di reato, Quel che rimane” di Patricia Cornwell

 

Titolo: Alle origini di Scarpetta
Autore:Patricia Cornwell
Editore:Mondadori
Genere:Thriller

 

Un serial killer è in azione nella città di Richmond: già tre donne sono morte, violentate e strangolate nelle loro camere da letto. Nulla le accomuna, l’omicida sembra colpire a caso. La sola costante è che i delitti avvengono sempre di sabato, prima dell’alba. è per questo che quando una telefonata della polizia la sveglia nel cuore della notte, Kay Scarpetta, capo dell’ufficio di medicina legale della Virginia, intuisce immediatamente che l’inafferrabile assassino ha agito di nuovo. La minaccia incombe, il sanguinario killer può tornare…

Due scrittori di successo vengono uccisi. Due delitti misteriosi che impegnano la responsabile dell’Istituto di medicina legale, le cui indagini si trasformano in un incubo spaventoso che minaccia la sua stessa vita. Un poliziesco ad alta tensione della serie di Kay Scarpetta…

La scomparsa di due giovani fidanzati e la scoperta, mesi dopo, dei loro cadaveri decomposti in un bosco fa sorgere nuovi interrogativi su una serie di misteriosi omicidi in cui sono state coinvolte, in circostanze simili, altre quattro coppie. Quel che rimane sono soltanto i loro corpi scheletrici e qualche frammento degli abiti: impossibile determinare la vera causa del decesso. Ma Kay Scarpetta, capo dell’ufficio di medicina legale di Richmond, raccoglie la sfida…

È ormai trascorso molto tempo da che, imbattutami quasi per caso in Postmortem, feci la conoscenza di questa fantastica scrittrice statunitense grazie alla quale ho scoperto di amare il genere thriller.

Dopo tantissimi anni e con una certa malinconia nel cuore, rileggere di Kay Scarpetta è stato un po’ come tonare in un luogo familiare non più frequentato ma mai dimenticato.

Alle origini di Scarpetta è un libro di tre, raccoglie infatti i primi tre casi nei quali la nostra protagonista si imbatte poco dopo la sua nomina a direttrice del centro di medicina legale del Commonwealth della Virginia.

Il primo caso (Postmortem) riguarda l’aggressione e lo strangolamento di un medico, Lori Peterson, che riconduce all’omicidio di altre tre donne. Kay e Marino si trovano a indagare su ogni aspetto della vita delle vittime per scovare dei punti in comune che li aiutino a identificare il sadico e astuto assassino.

In Oggetti di reato, l’omicidio di Beryl Madison porta Kay e Marino a investigare sulla vita della giovane scrittrice. Viene così a galla lo strano rapporto che ha legato per anni la ragazza a Cary Harper e la sorella di lui, Sterlin, (entrambi morti) nonché il grande interesse nei confronti dell’autobiografia scomparsa, scritta da Beryl.

In Quel che rimane invece, la città di Williamsburg è vittima di un serial killer che si diverte a rapire e uccidere giovani coppie. È un grande smacco per Kay il non riuscire a identificare la causa di morte delle otto giovani vite spezzate.

Tre storie che, rilette a brevissima distanza e nel giusto ordine, mettono bene in evidenza lo svilupparsi nel tempo del rapporto tra la nostra protagonista Kay, medico legale neo nominato e uno dei co-protagonisti della serie, il sergente Pate Marino.

In Postmortem sono semplici colleghi costretti a lavorare insieme, non si fidano e non hanno una grande opinione l’uno dell’altra. Troviamo anche l’impenetrabile Benton Wesley, allora profiler all’FBI e una Lucy pre-adolescente ma nella quale è già evidente il genio.

Proseguendo con il secondo volume della serie, si intuisce che il rapporto tra i due si è consolidato, nelle loro interazioni c’è familiarità e una maggiore cordialità. Sebbene non manchi una certa irritazione del medico verso i modi, a volte discutibili, dell’investigatore.

In quel che rimane, c’è fiducia, affetto e non si lesinano consigli anche personali.

Ho trovato affascinante questa evoluzione dei loro rapporti interpersonali, particolare che non ho pienamente apprezzato in passato, leggendo singolarmente i vari libri.

Ora come allora, la passione, la dedizione e il carisma di Kay Scarpetta mi hanno affascinata. Una professionista fuori dall’ordinario ma che l’autrice riesce a rendere “normale” grazie ai malumori, i dubbi e le relazioni sbagliate che hanno tutti.

La descrizione di personaggi e luoghi è ricca di particolari, talmente dettagliata da consentire al lettore di “vedere” la scena, proprio come fosse presente.

Ho letteralmente adorato Key West… per un breve momento ho davvero creduto di vedere le barche scivolare sulle acque azzurre dell’oceano, di sentire il sole sulla pelle e il profumo dei fiori nell’aria salmastra.

Senza contare dei dettagli utilizzati per caratterizzare l’aspetto tecnico delle sue analisi, un tocco di genio di Patricia Cornwell che sfrutta tutta la sua passata esperienza di cronista di nera e di analista informatico presso l’ufficio di medicina legale della Virginia.

La scrittura scorrevole, il buon ritmo e le trame avvincenti rendono la lettura piacevole e piena di suspense.

Da non perdere, ve ne innamorerete!

 

 

 

 

 

 

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Emanuela

Emanuela

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