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Recensione: “Wonder Woman 1984”

Quanti stanno attendendo l’uscita italiana di Wonder Woman 1984, Shelby ha scritto per noi la recensione… pronti? Via!

Wonder Woman 1984

Progetto grafico a cura di Maria Grazia

Lingua originale: inglese

Paese di produzione: Stati Uniti d’America

Anno: 2020

Durata: 151 min

Genere: azione, fantascienza, avventura, fantastico

Regia: Patty Jenkins

Soggetto: tratto dai fumetti di William M. Marston

Musiche: Hans Zimmer

Casa di produzione: DC Entertainment, Warner Bros

Uscita: 25 dicembre contemporanea cinema/piattaforma streaming HBO Max

Uscita italiana: incerta

Cast Principale:

Gal Gadot: Diana Prince / Wonder Woman, Chris Pine: Steve Trevor, Kristen Wiig: Barbara Ann Minerva / Cheetah, Pedro Pascal: Maxwell Lord, Connie Nielsen: Regina Ippolita, Robin Wright: Generale Antiope

 

Dopo il successo del primo film che vede come protagonista Diana Prince/ Wonder Woman (Gal Gadot), arriva dopo innumerevoli rinvii causa Covid-19, Wonder Woman 1984. La nostra eroina dopo aver perso il suo grande amore Steve (Chris Pine), deve vedersela non solo con i “temibili” anni 80 ma con due villain d’eccezione Maxwell Lord (Pedro Pascal) e Cheetah (Kristen Wiig)…

 

Amanti dei Cinecomics, finalmente dopo innumerevoli rinvii è arrivato il tanto atteso Wonder Woman 1984. L’uscita del trailer, eoni fa, mi ha lasciato alquanto perplessa, dopo aver visto il film, posso dire che non mi è proprio piaciuto e ho rimpianto il primo, sebbene non mi avesse convinta del tutto.

Non considerando i fumetti e parlando solo delle trasposizioni cinematografiche, i film della Marvel, nonostante alcuni non particolarmente riusciti, risultano essere più divertenti e dinamici. Purtroppo, le pellicole della DC si prendono troppo sul serio cercando di imitare quell’atmosfera vincente che il regista Christopher Nolan aveva imposto al suo Batman. Risultato: l’universo DC al cinema ne esce male. I peggiori per me sono: Batman V Superman, Suicide Squad e Justice League. Questa ovviamente è una mia personale opinione.

Siamo nel 1984 e Diana Prince, come tutti i supereroi, ha una doppia vita: antropologa di giorno ed eroina che aiuta la polizia a catturare malviventi di notte. Potrebbe sembrare una vita eccitante, in realtà Diana vive ancorata al passato, soffrendo per la perdita del grande amore Steve, morto durante la Grande Guerra.

Wonder Woman

La nostra amazzone conoscerà per lavoro l’impacciata e “bruttina” Barbara. Le due, esaminando un reperto archeologico, si troveranno nelle mani una sorta di pietra che permette di esprimere desideri.

Questa pietra è come la mano di scimmia, se esprimi un desiderio le conseguenze saranno nefaste.

Diana riavrà l’amato Steve nel corpo di un altro uomo, ma lo scotto da pagare è la sua immortalità.

Diana e Steve

Barbara desidera essere forte, coraggiosa e bella come Diana, per questo, dopo aver assaggiato il potere ne vorrà sempre di più, tramuterà in Cheetah, ma la trasformazione le toglierà ciò che la rendeva unica e bella.

Cheetah

E poi c’è Maxwell Lord, lui vorrebbe essere potente e ricco per mostrare al mondo, che lo ha sempre deriso, di essere un vincente.

Maxwel Lord

In sostanza questa pietra porta gli uomini a distruggere il mondo per semplice avidità.

L’unico modo per salvarlo è rinunciare ai propri desideri. Diana parlerà a tutte le persone e farà capire loro che la cosa davvero fondamentale è la verità, nessun eroe nasce dall’inganno.

Wonder Woman eroina

Per tutto il film c’è sempre questo messaggio sull’importanza della verità e che gli inganni non portano niente di buono.

I due villain in sostanza sono: un uomo che vorrebbe mostrare al mondo e al figlio la sua grandezza, ma in realtà lui è già un eroe ai suoi occhi; mentre Barbara/Cheetah, sentendosi sola e derisa da tutti, aspira all’ammirazione. Diana invece deve dire addio al passato per andare avanti.

Due ore e mezzo di film davvero lagnoso, senza una trama, gli anni ‘80 li vediamo all’inizio e poi pure questi si perdono per strada. I cattivi in realtà non lo sono e mi hanno fatto tenerezza.

Cosa si salva del film: Gal Gadot che risulta come sempre perfetta per il ruolo che ricopre e le musiche di Hans Zimmer.

Ho trovato la scena finale, dove lei passeggia per le strade durante il periodo natalizio, zuccherosa, tanto che mi è venuto il diabete. Tutti sorridenti, che si abbracciano, giocano a palle di neve e Diana finalmente capisce quanto tutto sia meraviglioso. Per favore che roba è questa? Una campagna per sensibilizzare tutti noi dopo l’anno disastroso a causa del Covid? Un Cinecomic che mi ha fatto CAGARE, nonostante la bravura di Gal Gadot.

Questo film non è neanche un parco di divertimenti come ama definirli Martin Scorsese, è troppo noioso.

Vi saluto lasciandovi il trailer

 

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