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Recensione: WOKE – 1×06-07

Quando la carriera subisce una battuta d’arresto può essere un brutto colpo per alcuni… e se fallisce anche la vita privata? C’e solo da impazzire. WOKE.. una serie dal gusto dolce-amaro dove al momento prevale l’amaro. Qui l’episodio precedente.

Oaktown Get-Down

Progetto grafico a cura di Maria Grazia

Ciao a tutti, amanti delle serie TV!

Perché continuo a innamorarmi di uomini emotivamente instabili?

Non poteva che giungere a questa triste conclusione l’oramai ex ragazza di Keef, dopo essersi sorbita le sue elucubrazioni post coitali sul perché avesse deciso all’ultimo momento di scurirla in un fumetto per farla diventare nera…

WOKE 1x06-07

Già mi sembra di sentirle le vostre voci concitate: ma è pazzo? Me lo sono chiesta spesso anche io nel corso degli eventi, se lo domandano Clovis e Gunther – i due amici e coinquilini di Keef – e finirà per chiederselo lui stesso dopo l’ennesimo colpo di testa.

WOKE 1x06-07

Eh sì, perché la vita di Keef sta progressivamente subendo una discesa in picchiata, non solo professionalmente ma anche sul piano dei rapporti interpersonali.

Fattore scatenante del definitivo tracollo mentale del nostro fumettista sarà un incidente sul bus che avrebbe dovuto portarlo all’appuntamento con un avvocato per cercare di riprendersi i diritti di Toast & Butter… il mezzo viene bloccato dalla polizia a causa della fuga di un Koala da un circo.

Il moto di solidarietà che si scatena tra gli altri passeggeri per l’animale – che si spera verrà recuperato sano e salvo – irrita oltremodo Keef e a nulla varrà il consiglio da parte di una Bibbia che gli dirà chiaramente di farsi curare! Nel frattempo, il povero Koala finisce morto ammazzato dalla polizia e da quel momento sarà la débacle.

Ah, Keef Keef, perché non hai ascoltato il Sacro Tomo? E invece no! Cosa pensa bene di fare il nostro amico fumettista? Tornando verso casa a piedi, roso dalla rabbia per aver perso il suo appuntamento dall’avvocato, incrocia dei manifestanti pro Koala e inizia una crociata contro di loro, incurante di contravvenire a ogni regola del politicamente corretto.

Eppure, nel suo ennesimo atteggiamento altamente provocatorio, non si può non intravedere una triste verità sulla quale tutti in un modo o nell’altro dovremmo meditare. Perché la solidarietà è un’arma potente, ma ci vuole una certa mira per poterla usare.

Alla prossima puntata di WOKE

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StaffRFS

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