Recensione: Without Merit di Colleen Hoover

Autrice: Colleen Hoover
Genere: young adult
Editore: Sperling & Kupfer
Data di pubblicazione: 28 ottobre 2025

La famiglia Voss è tutto fuorché ordinaria. Vivono in una chiesa sconsacrata, ribattezzata Dollar Voss. La madre, un tempo malata di cancro, non esce mai dal seminterrato, il padre ha sposato l’ex infermiera della moglie, il fratellino ha una lista infinita di regole assurde da rispettare e i fratelli maggiori sembrano essere fastidiosamente perfetti. In tutto questo caos organizzato, c’è Merit. Merit Voss colleziona trofei che non ha mai vinto e segreti che non ha mai scelto. Fino a quando, in un vecchio negozio di antiquariato, incontra Sagan. Il suo sguardo gentile e il modo in cui vede il mondo la spiazzano, lasciandole addosso un’irrefrenabile voglia di cambiamento. Ma Sagan è tutto fuorché raggiungibile. Più Merit cerca di trovare un senso alla sua esistenza, più si chiude in sé stessa e, quando scopre una verità troppo grande per essere ignorata, qualcosa in lei si spezza. Stanca delle bugie e con la voglia di distruggere l’apparenza perfetta che tiene insieme ciò che resta della sua vita, Merit impara che la verità può essere una liberazione e anche un atto di coraggio. Ma, a volte, il coraggio ha un prezzo altissimo.

Amo tantissimo l’autrice, la seguo da molti anni, alcuni dei suoi romanzi restano nella mia personale top ten generale, ma ammetto che quest’ultima storia all’inizio mi ha disorientata.
Non si tratta di una novità, negli Stati Uniti Without Merit è uscito nel lontano 2017, arriva da noi solamente grazie al grande successo degli ultimi libri, ma sicuramente non ci lamentiamo, noi povere lettrici che non conosciamo bene l’inglese. Finalmente possiamo metterci in pari (o quasi) con le opere mancanti di questa fantastica autrice.
Merit Voss è una diciassettenne che, oltre a essere nel pieno dell’adolescenza e dei conseguenti sbalzi ormonali, vive all’interno di una famiglia che definire “sui generis” è un eufemismo. In una chiesa sconsacrata, acquistata per ripicca dal padre, vive con una sorella gemella, un fratello di un anno più grande, la matrigna e un fratellastro di quattro anni. Come se ciò non bastasse, nonostante il divorzio, nel seminterrato si trova la madre, ex malata di cancro e affetta da agorafobia, che non esce all’esterno da due anni.
Mentre gli altri abitanti della casa apparentemente non hanno alcun problema, Merit porta il peso di segreti che la consumano. Sfoga da anni il disagio collezionando trofei per gare a cui non ha mai partecipato, che acquista nei negozi dell’usato, ogniqualvolta ha una giornata particolarmente storta. La troviamo in uno dei suoi periodi più bui, ha smesso di frequentare la scuola da settimane e nessuno pare averci fatto caso. Passa intere giornate in silenzio e ancora nessuno se ne accorge. Quando incontra Sagan, da cui è immediatamente affascinata, che la bacia come non è mai stata baciata, pensa che finalmente qualcosa di buono le stia accadendo e, invece…
Collenn Hoover questa volta dimostra di fregarsene altamente delle richieste del mercato editoriale, decide di introdurci nel mondo della depressione giovanile e dei difficili rapporti famigliari che ne conseguono o che addirittura la causano.
Merit vive piena di rabbia e frustrazione, ma allo stesso tempo si sente colpevole per gli stessi motivi, un’ambivalenza di pensieri che la distrugge. Mille domande le passano per la mente, durante le notti che trascorre insonne, desideri inconfessati e ricordi sgradevoli che non riesce a dimenticare la perseguitano, eppure continua a pensare che per tutti i suoi coetanei sia così, non si rende conto di quanto tossica sia diventata la sua esistenza.
Oramai siamo abituati a leggere racconti in cui protagonisti poco più che ragazzi ragionano come gli adulti, ma non è questo il caso. E per una volta è giusto così, l’autrice ci ha regalato una diciassettenne che ragiona da diciassettenne.
Without Merit diventerà With Merit, ma il percorso non sarà affatto facile e porterà dolore, ma anche un nuovo inizio per tutti.
Siamo arrivati, credo, a un punto in cui tutti aspettavano che fosse qualcun altro a prendere l’iniziativa, ma nessuno l’ha mai fatto. Forse è questa la causa di molti problemi famigliari. In realtà non sono i problemi in sé ad assillare le persone, ma il non riuscire a trovare il coraggio di fare il primo passo e parlarne.
Per l’ennesima volta questa straordinaria autrice ha sparigliato le carte, donandoci una storia estremamente originale e toccante, nonostante il tema importante trattato.







