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Recensione: “Vanilla” di Megan Hart

 

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Elise sa cosa vuole a letto, e fa sempre in modo di ottenerlo. Da tempo ormai placa la sua sete di dominio con una serie di uomini ben felici di sottomettersi e inchinarsi davanti a lei.

Ma la soddisfazione sessuale è ben altra cosa rispetto all’amore. Elise lo sa bene, perché è stata scottata in passato donando il proprio cuore troppo in fretta. Quando incontra Niall, l’intesa che prova è intensa ed elettrizzante. Niall è bello, intelligente e dolce come la vaniglia. Così Elise, nonostante ci provi fino in fondo, non riesce a impedirsi di amarlo, anche se i suoi gusti sessuali sono così lontani da ciò di cui lei ha bisogno. Come può funzionare una relazione dove entrambi gli amanti vogliono essere il più forte?

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Elise è una donna contraddittoria: ha un lavoro che la soddisfa, posa orgogliosamente per foto artistiche a tema erotico senza inibizioni e ama dominare a letto. È una dominatrice che cerca negli uomini la venerazione, il sentirsi amata e riverita, ma non rientra nei cliché a cui siamo abituati, non ama né umiliare né infliggere dolore. Ma la sua anima all’apparenza forte è straziata da una sofferenza che si porta dentro da anni, una mancanza di amore che le impedisce di essere felice.

Elise combatte non solo con una ferita profonda nel suo cuore, ma anche con una famiglia carica di contrasti, non solo dovuti alla disapprovazione dei suoi gusti sessuali, ma anche per incomprensioni molto più comuni nella vita di tutti i giorni.

Quando conosce Niall, qualcosa comincia a cambiare: palesemente vanilla (ovvero non interessato alle relazioni di natura dominatore-sottomesso) riesce comunque a conquistare il cuore di Elise, con la sua gentilezza e le sue attenzioni, mettendo in difficoltà il suo lato dominatore e ponendola davanti a una scelta molto difficile che tiene incollati alle pagine fino a un finale coerente e che valorizza il libro.

L’intenzione di presentare la normalità di Elise, nel far comprendere al lettore quanto chi ama questo genere di sessualità non sia una bestia strana e che potremmo averne accanto senza rendercene conto, genera nel libro dei momenti che, secondo il mio personale parere, diventano un po’ troppo ripetitivi.

L’affetto che prova per il giovane nipote, i contrasti con la madre e la sorella, da un lato mostrano un aspetto molto vero della protagonista – in cui ci si può identificare – dall’altro possono annoiare. Ho avuto la sensazione che alcune parti potessero essere agevolmente tagliate senza nulla togliere alla comprensione del personaggio.

Allo stesso modo le sue riflessioni a volte confondono, specchio dei contrasti interni di Elise: mentre l’attimo prima si dice e ci dice che per lei non è indispensabile in una relazione la componente di dominazione, poco dopo lascia intendere il contrario, definendola una parte di sé che non può del tutto negare.

Il libro quindi non riesce a mantenere costante l’attenzione per tutta la sua lunghezza, ma come già accennato si rivaluta moltissimo negli ultimi capitoli, quando sia Elise che il suo caro amico e socio Alex ci rivelano i segreti del loro cuore, e la vicenda prende una direzione più coinvolgente.

Pur essendo classificato erotico e avendo scene di grande impatto – in particolare nelle prime pagine con il suo sottomesso Esteban– è un libro che si concentra in particolare sull’introspezione psicologica, le scene di vita quotidiana e i legami di amicizia e amore tra i personaggi. È interessante per chi è incuriosito dal mondo delle relazioni Ds, ma non è pronto a scene più forti o che includano il dolore. Forse un po’ deludente per chi si aspetta un testo bollente e di grandi passioni.

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Recensione a cura di:

Lucrezia

Editing a cura di:

Miky

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