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Recensione “Il vampiro di Atlantide” di Gena Showalter (serie Atlantis #4)

Da quando la sua amata compagna Susan è stata uccisa, Layel, re dei vampiri, vive solo per la vendetta. E niente, nemmeno il desiderio divorante che prova per l’affascinante Delilah, può distoglierlo dai suoi cupi propositi. Del resto, neppure lei ha tempo da dedicare a un’emozione inutile come l’amore, anche se indubbiamente quel tormentato vampiro riesce a suscitarle sensazioni deliziose. Finché si ritrovano intrappolati su un’isola e devono scegliere se cedere a una passione che li unirà per sempre, o restare separati per l’eternità.

“Susan, dolce Susan. Nessuna donna era più tenera, gentile e affettuosa. Il suo maggiore peccato era – anzi, era stato, si corresse disperato – l’amore che li aveva uniti. Susan era tutto per lui, e i draghi l’avevano torturata e uccisa perché lui non voleva avere niente a che fare con il trono dei vampiri e si era rifiutato di imporre delle restrizioni alla sua armata, come aveva fatto il padre.

«Sono mesi che attendo questo momento» dichiarò un altro drago, investendolo con un fiotto infuocato. Le fiamme gli bruciarono una guancia, ma lui non reagì e chiuse gli occhi. Sentiva solo il dolore tremendo di quel momento e voleva rimanere là per sempre, voleva morire con la sua donna e la sua bambina. La sua famiglia.

«Guardatelo. Guardate come si è ridotto il possente Layel» lo schernì qualcuno. Tutti i draghi scoppiarono a ridere. «Capisco perché ti piaceva tanto, vampiro. La sua fessura stretta e bagnata era una meraviglia.»

«Mi è piaciuto sentire la sua bocca e la sua gola intorno al mio membro.»

«Quello che le abbiamo fatto le è piaciuto. Hai sentito come gridava.»

Layel aprì gli occhi e l’odio e la rabbia superarono il dolore. Si guardò intorno: i demoni erano ancora là e ridacchiavano come bambini, mentre gli occhi dorati dei draghi sfolgoravano trionfanti. Vedendo la sua espressione, i loro sorrisi si spensero e qualcuno indietreggiò. Forse si erano dimenticati che i vampiri potevano volare, o non pensavano che un uomo distrutto come lui fosse pericoloso. Si sbagliavano di grosso.

«Susan!» Layel iniziò con furia. E nella foresta risuonarono grida di dolore più acute e disperate di qualsiasi cosa fosse avvenuta prima.”

Gli Dei, stanchi di essere soli e desiderosi di avere qualcuno che li adorasse, tentarono di creare l’uomo. Dico tentarono perché la prima volta qualcosa non funzionò: al suo posto, nacquero straordinarie creature dai grandi poteri, e gli Dei ne ebbero paura.

Li confinarono così sotto l’oceano, ad Atlantide, legandoli indissolubilmente a quella terra.

Fra queste creature leggendarie c’erano anche i Vampiri.

Nel corso dei secoli, gli Dei mandarono ad Atlantide anche gli umani che durante la vita si erano macchiati di gravi colpe; i più vennero uccisi subito, altri furono ridotti in schiavitù, ma alcuni riuscirono a integrarsi e proliferare.

Susan, l’amatissima moglie di Layel, discendeva proprio dagli umani di Atlantide. All’inizio il vampiro pensò di prenderla come schiava ma la dolcezza e la bellezza della ragazza lo conquistarono, facendolo innamorare perdutamente.

Alla morte del padre, Re di tutti i Vampiri, Layel rifiutò di assumere il potere e i sudditi, rimasti senza un capo, cominciarono a uccidere. I Draghi comandati da Javar, uno dei Guardiani, decisero perciò di punirlo: con l’inganno si introdussero nel suo palazzo, per violentare e bruciare Susan, davanti ai suoi occhi.

Ridotto all’impotenza, Layel non poté fare altro che assistere alla morte della moglie e della bambina che portava in grembo.

Poi i nemici derisero il suo dolore, pensando di averlo annientato, ma compresero troppo tardi l’errore compiuto.

Ora Layel è il capo indiscusso della sua gente, che comanda col pugno di ferro in una guerra senza quartiere, atta a cancellare per sempre la razza dei Draghi. Coloro che hanno ucciso Susan sono già morti da tempo, in modo atroce, ma duecento anni di vendetta non hanno placato il dolore del vampiro. E per estinguerli non esita ad allearsi con chiunque sia loro nemico: demoni, umani o Amazzoni.

La nostra storia comincia mentre alcuni dei migliori soldati di Darius, il re dei Draghi, stanno riportando a casa una prigioniera molto particolare, Lily, una giovane Amazzone destinata a diventare la loro nuova Regina. I Draghi intendono riconsegnarla alla madre e stipulare un trattato con lei, ma Layel vede invece un modo per aizzare contro i Draghi le temibili guerriere. Ma durante quella che dovrebbe essere poco più che una piccola scaramuccia, Layel e altri guerrieri vengono trasportati per magia su un’isola dove saranno costretti a una olimpiade, orchestrata dagli annoiati Dei, che si sono improvvisamente ricordati di Atlantide dopo millenni.

A ogni gara persa qualcuno morirà, e fra quei guerrieri, due per ogni razza presente, c’è una giovane Amazzone che risveglia il cuore di Layel.

Abbiamo avuto modo di conoscere Layel nei precedenti libri della serie, in cui è sempre alla ricerca di alleati nella sua guerra contro i Draghi. Nonostante sembri spietato, alcune sue azioni hanno fatto comprendere che, in realtà, non è privo di onore o compassione: ha aiutato Jewel nonostante avesse l’occasione di catturarla, è sempre pronto ad aiutare il Re dei Ninfi, Valerian, che considera un amico; e nonostante odi tutti i Draghi, rispetta Darius perché in cuor suo sa che lui non avrebbe mai permesso ai suoi soldati di accanirsi contro una donna indifesa. Ma ha fatto un giuramento, sui resti della donna che amava, e non vi è mai venuto meno. Ha un solo desiderio: vedere annientato ogni singolo Drago, e poi ricongiungersi alla sua amata, nella morte. Per questo, quando si trova di fronte Delilah, l’Amazzone, e sente un’improvvisa attrazione per lei, in un primo momento pensa addirittura di ucciderla, scoprendosene poi incapace. Non solo, ogni qual volta la veda in pericolo durante le varie gare, non può fare a meno di salvarla, nonostante gareggino in squadre diverse. Lei lo tenta, gli offre se stessa e il suo sangue, e alla fine Layel cede a una notte di passione. Per correre via subito dopo, in preda al rimorso e a un tale dolore da tatuarsi sul polso la scritta “Mai più”, nel vano tentativo di arginare i suoi sentimenti. Delilah è un’Amazzone e come tale dovrebbe rifuggire la sola idea di un uomo nella sua vita. Eppure, nonostante l’addestramento e l’esistenza che ha condotto, nel suo cuore ha sempre desiderato un uomo pronto a combattere per lei, e che la considerasse il suo tesoro più prezioso.

Nonostante Layel tenti di sfuggirle costantemente, lei prova sentimenti fortissimi per questo vampiro tormentato e cupo, e dopo averne conosciuto la triste storia, farebbe qualunque cosa per essere colei che gli riporta la pace e il sorriso. Ma la Dea Hestia, decisa a far vincere la gara alla sua Amazzone, ha per loro in serbo due potenti incantesimi che potrebbero allontanarli per sempre.

Questo è sicuramente un libro più corale degli altri della serie. I personaggi sono davvero tanti, e se la coppia principale ne viene penalizzata, possiamo consolarci assistendo alla nascita degli amori fra un Ninfo e una vampira, e un vampiro e un’Amazzone. È un libro che si fa leggere con discreto piacere; Layel è il personaggio sicuramente più carismatico e ben caratterizzato di tutta la serie, e anche quello che ho amato di più. Le scene passionali non sono moltissime e sono dosate ad arte, e pazienza se la trama lascia un po’ a desiderare. Spesso avrete la tentazione di soprassedere alla gara di turno e passare oltre, ma non dimenticate che è una serie abbastanza datata e adesso siamo abituate a ben altri stili, e questi libri, per quanto gradevoli, dimostrano tutti i loro anni.

Da questo capitolo finale parte anche il racconto “La maledizione dell’Amazzone”, che chiude la serie ed è stato pubblicato nel libro “Demons”. Un racconto di poche pagine che non fornisce materiale sufficiente per una recensione a parte. Ma tutto si riduce a questo: per l’ultima gara vengono scelti un campione per ogni razza; il vampiro Zane, che è stato rapito insieme a Layel, e l’Amazzone Nola sono stati scartati dagli Dei e mandati nel campo delle Amazzoni. Zane dovrà essere uno schiavo nella stagione dell’accoppiamento e Nola si ritrova invisibile grazie a una maledizione lanciata dalla Dea, che intende punirla. Durante la stagione degli amori, le Amazzoni fanno prigionieri uomini di ogni razza con cui accoppiarsi e che vengono liberati subito dopo. Tutti i maschi di Atlantide sono ben disposti a questo tipo di schiavitù che sembra poco più di una vacanza con tanto sesso, ma per Zane questo non è possibile: lui detesta essere toccato, dopo essere stato schiavo di Marina, Regina dei Demoni, non sopporta il tocco di nessuna donna, tranne quello di Nola. Lei vorrebbe più di ogni cosa rivendicarlo e combattere per lui, ma per farlo dovrà prima liberarsi della maledizione. Corto. Troppo corto, e interessante solo se letto dopo “Il vampiro di Atlantide”, che dà modo di conoscere i personaggi fra una gara e l’altra, altrimenti risulta essere abbastanza insulso e di poca comprensione.

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Da quando la sua amata compagna Susan è stata uccisa, Layel, re dei vampiri, vive solo per la vendetta. E niente, nemmeno il desiderio divorante che prova per l'affascinante Delilah, può distoglierlo dai suoi cupi propositi. Del resto, neppure lei ha tempo da dedicare a un'emozione inutile come l'amore, anche se indubbiamente quel tormentato vampiro riesce a suscitarle sensazioni deliziose. Finché si ritrovano intrappolati su un’isola e devono scegliere se cedere a una passione che li unirà per sempre, o restare separati per l’eternità. “Susan, dolce Susan. Nessuna donna era più tenera, gentile e affettuosa. Il suo maggiore peccato era…

Score

Voto di Lucias63 3.5

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