Home » Recensione libri » Made in Italy » Recensione: Come un’isola di Monika M.

Recensione: Come un’isola di Monika M.

 

Trama rosa

 

Come un’isola è la ricerca, da parte della protagonista Lucrezia, dell’identità di quella donna che lei sa esser stata un tempo. Ma come riportare alla memoria ciò che appare cancellato per sempre?

Deciderà così di avvalersi di un moderno e sadico carnefice per rivive le torture allora messe in uso dalla Santa Inquisizione. Nulla andrà però come lei aveva programmato, Victor non è il corpo che vuole torturare, ma l’anima! Fragile cristallo imballato in una corazza ormai crepata Lucrezia andrà in pezzi, si può amare chi ci fa volutamente del male? Si! Si se è vero amore, ma amare chi non ci ama è un suicidio e Lucrezia vuol vivere!

Recensione rosa

Lucrezia, che crede di essere stata una strega in una vita precedente, paga Victor, un dominatore, affinché le faccia rivivere alcune delle torture che crede di aver subito, sperando che questo faccia riaffiorare i ricordi. Tuttavia, il carattere di Lucrezia le impedisce di accettare di essere sottomessa, e si opporrà in ogni modo ai tentativi di lui di umiliarla e renderla dipendente.

Nello stesso tempo in cui lo rifiuta e cerca di scappare dalla sua rete, se ne innamora, e da qui una sorta di conflitti interiori del tipo: lo voglio ma non posso, mi manca ma mi rifiuto, lo amo ma lui no, potrei provare ma non accetterò mai di sottomettermi.

La ricerca della propria vita precedente passa del tutto in secondo piano già dopo i primi capitoli, cosa che a dire il vero un po’ mi ha deluso (ad un certo punto addirittura Lucrezia dimentica di essere lei ad avergli chiesto di torturarla), e il romanzo continua nelle paranoie di lei, che gli intima di sparire dalla sua vita salvo poi struggersi del fatto che lui non la ami poiché non la cerca (cosa, peraltro, che lui continua a fare per tutta la seconda parte del libro).

Il finale ovviamente non si può svelare, ma di fatto dopo la metà del romanzo gli eventi sono veramente pochi, e tutto inizia a succedere nella testa della protagonista, che continua a ripetersi tutto e il suo contrario, o meglio a temere una cosa e a fare di tutto perché accada.

LA MIA OPINIONE

È un libro effettivamente particolare, riporta i fatti come vissuti e filtrati dalla protagonista. Ogni episodio, fosse anche una frase udita, viene interpretato, giudicato e distorto nella mente di Lucrezia, e a me è parso l’esempio perfetto di ciò che non bisogna fare nella vita: trarre conclusioni sugli altri senza spiegarsi.

Ma questo è solo uno dei tanti aspetti che caratterizzano il libro. Un altro interessante è che descrive come ragiona un dominatore, come opera, e quali sono i meccanismi che provoca nella psiche della vittima, che diventa succube senza accorgersene e senza avere più via d’uscita una volta priva di autostima, arrivando perfino ad esserne felice.

Di fatto, ciò che credo il romanzo voglia raccontare è la storia di due dominatori. Se ci pensiamo, in fondo la protagonista è al contempo la dominatrice e la vittima di sé stessa, punendosi e privandosi di ciò che le fa piacere.

Il momento topico del libro credo che sia quando il lettore capisce che i due personaggi sono uguali, nonostante una appaia supponente e masochista mentre l’altro meritevole di un’occasione. Sarà solo una chiave di lettura, ma l’ho trovata inserita in modo raffinato nel romanzo. Questa ambivalenza nel mio giudizio nei confronti di due personaggi che alla fine risultano essere due facce dello stesso ruolo ha messo in crisi le mie convinzioni e mi ha spinto a riflettere.

Per il resto, dal punto di vista dell’azione, la storia ristagna su uno stallo che forse era il caso di smuovere a un certo punto (mi astengo ovviamente dal commentare il finale per non fare spoiler).

Ultima nota: anche se si parla di dominatori, non aspettatevi scene di sesso piccanti. Ci sono giusto un paio di episodi fuori dal comune (insomma, baci o morsi particolari), ma tutto qui.

SULLO STILE

Belle le ambientazioni, un po’ meno quel “respira” che dobbiamo ricordarci prima di accingerci a leggere paragrafi di dieci righe senza interpunzione. Tutto sommato, comunque, è uno stile evocativo che può piacere al lettore e al quale ci si abitua.

Ho notato qualche refuso, l’abitudine a ‘d’ eufoniche non necessarie, puntini di sospensione in numero illimitato… insomma si nota la mancanza di editing formale. Inoltre, un paio di intromissioni nel punto di vista a associate a un personaggio differente da Lucrezia, che è la narratrice in tutto il libro (in un caso era il pov di Victor, nel secondo della sorella).

LO CONSIGLIO?

Sì se amate i romanzi psicologici, se vi piacciono i personaggi complessati, orgogliosi e masochisti senza speranza.

No se credete nel dialogo, nella fiducia, nella redenzione.

In ogni caso, sappiate che non è un romance.

QUALCHE ASSAGGIO

Quella voce scorreva sulla sua pelle, lambendola ed infrangendosi al contempo, come una carezza seguita poi da uno schiaffo.”

L’orgoglio è così facile da umiliare”

Fiamme-Sensualità-Lieve NUOVA

 

Violenza-Lieve

 

Recensione a cura di:

Aina

 

Editing a cura di:

Tayla

 

Lascia un commento

Clicca G+ - aiuta a far crescere il sito

 

 

 

StaffRFS

StaffRFS

Lascia un Commento