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Recensione: “Una vita da ricostruire” di Brigitte Riebe – Serie Le sorelle del Ku’damm vol 1

Titolo: Una vita da ricostruire

Autore: Brigitte Riebe

Serie: Le sorelle del Ku’damm vol.1

Editore: Fazi Editore

Genere: narrativa storica

Data di Uscita: 18 Marzo 2021

Berlino, maggio 1945: è l’ora zero. Il vecchio mondo è finito. La città è ridotta a un cumulo di macerie, così come le anime dei suoi abitanti. La villa dei Thalheim, agiata famiglia di commercianti, è stata requisita e il loro negozio di abiti è stato bombardato. Le donne di casa, rimaste sole dopo che gli uomini sono scomparsi in guerra, devono ricominciare tutto da capo. Le tre sorelle Rike, Silvie e Florentine, trascinate dalla determinazione della maggiore, imprenditrice nata, decidono di provare a realizzare un sogno: riaprire l’attività di famiglia, riportare colore nella tetra Berlino del dopoguerra con tessuti sofisticati e abiti alla moda, riuscire a far sì che le berlinesi tornino a sentirsi donne. Riesumate le Singer, le forbici da sarta, i vecchi cartamodelli e le preziose stoffe che Rike aveva saggiamente nascosto insieme al padre, le ragazze si rimboccano le maniche e nel giro di poco le loro creazioni sono sulla bocca di tutti. Ma i tempi nuovi portano nuovi problemi: oscuri segreti inaspettatamente rivelati gettano una luce ingloriosa sull’attività e sulla famiglia, mettendo tutte a dura prova.
Gelosie fra donne, amori, storie torbide del passato che riemergono a sparigliare le carte, il lontano scintillio della Berlino capitale della moda che torna a risplendere… Tutto questo, ma anche molto altro, nel primo capitolo della nuova trilogia bestseller Le sorelle del Ku’damm.

 

Brigitte Riebe, con Una vita da ricostruire, porta il lettore nella Berlino degli anni successivi alla fine della seconda guerra mondiale e propone uno spaccato della situazione socio-politica del ceto della media borghesia tedesca.

Questo periodo storico mi ha sempre intrigata e ho letto tantissimi libri in merito, dai romanzi rosa alle vere e proprie ricerche storiche, tanto che la mia tesi di laurea l’ho incentrata sull’Armata Rossa e sull’impatto che essa ha avuto nell’Europa ante e post-bellica. Mentre scrivevo il mio studio, inoltre, ho avuto la possibilità di accedere ad archivi di stato e approfondire tanti documenti a riguardo.

Non si trovano molto spesso dei romanzi ambientati in questo periodo storico che riportano il punto di vista del cittadino tedesco medio ed è stata per me una bella sorpresa scoprire questa lettura. Penso che a volte si tenda a dimenticare che non tutti i tedeschi erano nazisti e che, per colpa di Hitler, anche la Germania ha sofferto. Come si dimentica, del resto, che l’Armata Rossa ha portato, nei territori liberati, tanta sofferenza e repressione.

Ma adesso torniamo alla storia di questo bellissimo romanzo. Nel prologo, troviamo la famiglia Thalheim a Berlino nel 1932, alle prese con l’apertura del loro nuovo grande magazzino.  L’autrice, con questo incipit, permette al lettore di poter sbirciare per un attimo nella vita dei personaggi per capire come fosse la realtà nella Germania dell’epoca. I Thalheim sembrano una famiglia felice come altre, forse un po’ più ricca, ed è composta dalla madre Alma, il papà Fritz, la figlia maggiore Rike e i gemellini Oskar e Silvie. Questi sono a stretto contatto e in compagnia dei loro amici ebrei i Weisgerber, che si occupano anche dell’attività di famiglia, tanto che i Grandi Magazzini si chiamano Thalheim & Weisgerber.

La storia comincia nel maggio del 1945, dove i Thalheim si ritrovano barricati nella cantina della loro villa, per sfuggire ai bombardamenti. E questa volta ci sono Rike, sua sorella Silvie, Claire Thalheim, la seconda moglie del padre, e sua figlia Florentine, la piccola dodicenne della famiglia. Oskar è ormai disperso da tantissimi mesi in Russia e il padre Friedrich è stato mandato con l’ultima leva a difendere un ponte di Berlino insieme ad altri soldati anziani, ma di loro le donne non hanno più notizie, nonostante la Germania avesse capitolato.

Il filo conduttore della trama è Rike, la più grande delle sorelle Thalheim, e il suo racconto fa scoprire una Berlino in rovina, affamata, con tanti sfollati, sotto occupazione. Ma, nonostante tutti i problemi che incontra, l’ottimismo e la forza la portano a poter ricostruire la sua vita e l’esistenza della sua famiglia. La loro vicenda è il simbolo della ricostruzione di un’intera nazione, almeno così l’ho percepita io.

Il parallelismo fra la situazione della famiglia e la realtà della città dove abitano è molto interessante da leggere. Per esempio, Rike, nonostante entri in possesso di una grande eredità, subisce e patisce le restrizioni come tutti gli abitanti di Berlino. A volte mi sono chiesta: perché non abbandona la sua città natale per andare ad abitare in Svizzera? Così non sarebbe stata costretta a lavorare come donna delle macerie, non avrebbe patito la fame e il freddo. Ma lei rimane vicina alla famiglia, insieme a tutti gli altri suoi cari, vive senza elettricità, senza riscaldamento, senza viveri e quando decide che il momento è arrivato, che c’è certezza oltre alla speranza, fa di tutto per ricostruire la loro quotidianità.

Penso che lo spirito di questo libro sia concentrato su questa riflessione di Rike:

“Il terzo Reich è finito, ma noi siamo vive. Tutto può tornare a essere bello come prima. Dobbiamo solo avere fiducia.” 

La storia è ricca di personaggi: parenti, amici, fidanzati, inglesi, russi, polacchi, italiani, ebrei, comunisti, socialdemocratici, artisti. Con l’aiuto di questa moltitudine di persone la scrittrice riesce a intrecciare la vita di Rike e della sua famiglia ai principali eventi della Berlino post-bellica: la resa della Germania, le donne delle macerie che diventano un simbolo della ricostruzione, la divisione di Berlino, le tessere annonarie, i processi di Norimberga, la formazione dei vari partiti tedeschi, le ore di luce – due al giorno -, il freddo glaciale del 1946, il primo ballo in costume del 1947 che finì in tragedia, il mercato nero, la creazione dello stato di Israele, la nuova riforma monetaria, il blocco di Berlino da parte dei russi del 1948, il ponte aereo dei rifornimenti, la fondazione delle due Repubbliche Tedesche, il primo festival del cinema internazionale di Berlino del 1952 e molto altro ancora. Secondo me, questo è il grande punto di forza del romanzo.

Sullo sfondo di tanti importanti eventi storici non mancano le vicende sentimentali: amori illusori, cuori spezzati, grandi passioni, segreti famigliari, dubbi e speranze; il tutto concentrato in una scrittura scorrevole e lineare.

Non c’è stato neanche un momento in cui questa lettura mi abbia delusa. Quindi non posso che dire: consigliato!

 

 

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Titolo: Una vita da ricostruire Autore: Brigitte Riebe Serie: Le sorelle del Ku’damm vol.1 Editore: Fazi Editore Genere: narrativa storica Data di Uscita: 18 Marzo 2021 Berlino, maggio 1945: è l’ora zero. Il vecchio mondo è finito. La città è ridotta a un cumulo di macerie, così come le anime dei suoi abitanti. La villa dei Thalheim, agiata famiglia di commercianti, è stata requisita e il loro negozio di abiti è stato bombardato. Le donne di casa, rimaste sole dopo che gli uomini sono scomparsi in guerra, devono ricominciare tutto da capo. Le tre sorelle Rike, Silvie e Florentine, trascinate…

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Emanuela

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