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Recensione: “Una vita come tante” di Hanya Yanagihara

Titolo: Una vita come tante

Autrice: Hanya Yanagihara

Genere: Narrativa

Editore: Sellerio

Pagine: 1094

Data di uscita: 10/11/2016

In una New York fervida e sontuosa vivono quattro ragazzi, ex compagni di college, che da sempre sono stati vicini l’uno all’altro. Si sono trasferiti nella metropoli da una cittadina del New England, e all’inizio sono sostenuti solo dalla loro amicizia e dall’ambizione. Willem, dall’animo gentile, vuole fare l’attore. JB, scaltro e a volte crudele, insegue un accesso al mondo dell’arte. Malcolm è un architetto frustrato in uno studio prestigioso. Jude, avvocato brillante e di enigmatica riservatezza, è il loro centro di gravità. Nei suoi riguardi l’affetto e la solidarietà prendono una piega differente, per lui i ragazzi hanno una cura particolare, una sensibilità speciale e tormentata, perché la sua vita sempre oscilla tra la luce del riscatto e il baratro dell’autodistruzione. Intorno a Jude, al suo passato, alla sua lotta per conquistarsi un futuro, si plasmano campi di forze e tensioni, lealtà e tradimenti, sogni e disperazione. E la sua storia diventa una disamina, magnifica e perturbante, della crudeltà umana e del potere taumaturgico dell’amicizia.

Ambientato in una New York senza tempo, Una vita come tante pone al suo centro Jude e i suoi amici JB, Malcom e Willem. Quattro ragazzi alla ricerca di una posizione e dei loro sogni, spiantati, squattrinati, simpatici e vitali: le loro storie si intrecciano in più di mille pagine di romanzo e sono storie mai banali, anche se a far da calamita a tutta la narrazione è proprio Jude e il suo passato, un passato fatto di abusi sessuali che lui tenta, invano, di rimuovere, di cancellare facendo del male a se stesso e, così agendo, costruendo una rete di lontananza dagli altri, dagli amici e da tutti coloro che lo amano.

Non è la prima volta che l’autrice tratta il tema dell’abuso, lo aveva già fatto in un romanzo precedente The People in the trees, opera inedita in Italia: un tema a lei, probabilmente, molto caro e che riesce a trattare con delicatezza e sapienza.

L’abuso viene incarnato in Jude, avvocato e mente matematica brillante, bello e affascinante ma devastato dai suoi stessi ricordi, massacrato da un passato di violenza dal quale non trova scampo.

Jude è un bellissimo personaggio, mi è piaciuto molto perché è un attore titubante nella sua vita, non il solito protagonista sicuro di sé e felice, non la solita macchietta, ma un uomo fragile colto in tutte le sue crepe.

Lo stile ritmato e mai banale dell’autrice regala bellissimi momenti di profondità: è un romanzo completo che riprende i grandi affreschi di Dickens, una lettura densa e piena di nodi da sciogliere.

Molto spesso mi sono soffermata a pensare su alcuni passaggi e, altre volte, il dolore che trasudava dalle pagine mi ha annientato: Jude non risorge, gli altri personaggi non sono solo positivi, tutti i protagonisti di questo romanzo sono luci e ombre ed è questa l’essenza della vita, nessuno di noi si salva, nessuno di noi esce incolume dalla sofferenza.

L’ambientazione newyorkese vivida e particolareggiata mi è piaciuta molto perché tocca tutte le zone iconiche della città che abbiamo conosciuto nei diversi romanzi americani ma con una freschezza unica, un realismo che dipinge New York come un luogo dai mille compromessi e dalle mille risorse.

Una vita come tante, finalista del National Book Award nel 2015, è una lettura che consiglio perché delicata e profonda anche se, devo ammetterlo, la lunghezza del tomo (più di mille pagine!) può spaventare e non sempre il ritmo rimane costante e veloce, a volte subentra un po’ di lentezza e, di conseguenza, noia per noi lettori.

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Titolo: Una vita come tante Autrice: Hanya Yanagihara Genere: Narrativa Editore: Sellerio Pagine: 1094 Data di uscita: 10/11/2016 In una New York fervida e sontuosa vivono quattro ragazzi, ex compagni di college, che da sempre sono stati vicini l'uno all'altro. Si sono trasferiti nella metropoli da una cittadina del New England, e all'inizio sono sostenuti solo dalla loro amicizia e dall'ambizione. Willem, dall'animo gentile, vuole fare l'attore. JB, scaltro e a volte crudele, insegue un accesso al mondo dell'arte. Malcolm è un architetto frustrato in uno studio prestigioso. Jude, avvocato brillante e di enigmatica riservatezza, è il loro centro di…

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Daniela Pullini

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