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Recensione: “Una storia straordinaria” di Diego Galdino

Titolo: Una storia straordinaria

Autore: Diego Galdino

Genere: Narrativa

Editore: Leggereditore

Pagine: 208

 

 

Luca e Silvia sono due ragazzi come tanti che vivono vite normali, apparentemente distanti. Eppure ogni giorno si sfiorano, si ascoltano, si vedono. I sensi percepiscono la presenza dell’altro senza riconoscersi. Fino a quando qualcosa interrompe il flusso costante della vita: Luca perde la vista e Silvia viene aggredita in un parcheggio. La loro vita, sconvolta, li porta a chiudersi in un’altra realtà e il destino sembra dimenticarsi di loro. Eppure, due anni dopo la loro grande passione, il cinema, li fa conoscere per la prima volta e Luca e Silvia finiscono seduti uno accanto all’altra alla prima di un film d’amore. I due protagonisti, feriti dalle vicissitudini degli eventi passati, si ritrovano, così, loro malgrado, a vivere una storia fuori dall’ordinario. Ma l’amore può essere tanto potente da superare i confini dei nostri limiti e delle nostre paure? E il destino, quando trova due anime gemelle, riesce a farci rialzare e camminare insieme?

 

 

 

In quei momenti capiva quanto fosse vero che se chiudi gli occhi e ti affidi agli altri sensi, consapevole che a stare con gli occhi chiusi non corri alcun pericolo, percepisci ogni cosa più profondamente, quasi fossi un tutt’uno con il mondo. Un’anima ecco, ti senti puro spirito, un’energia vitale che non ha bisogno di contorni, perché tutto ciò che conta è dentro di te. (Tratto dal libro)

 

Con immensa gioia vi parlo di un libro meraviglioso Una storia straordinaria, scritto da un autore, ammetto, a me sconosciuto ma che, senza ombra di dubbio, continuerò a seguire perché mi ha conquistata.

Ci tengo a ringraziare la Leggereditore che ce ne ha fatto omaggio e mi ha permesso di incontrare sul mio cammino uno scrittore così pieno di talento. Una struttura narrativa impeccabile, che inizialmente spinge il lettore nella nebbia facendo comparire lungo il percorso informazioni sensoriali e curiosità, fino ad arrivare a un giro di boa, in cui tutto appare chiaro e alla luce del sole. E proprio mentre si raggiunge l’apice della felicità, come la vita ci insegna, arriva il baratro. Il destino però ricorderà a Luca e Silvia, i due protagonisti straordinari, che tutto è come doveva essere.

La storia è ambientata a Roma, le descrizioni dei luoghi e della gente popolare rendono omaggio alla capitale ed esprimono quella gloria che la nostra caput mundi merita. Una città che sprigiona magia a un solo sguardo ed è in grado di infuocare ogni cuore. Se ne ero già innamorata in precedenza, ora non vedo l’ora di tornarci per assaporare ciò che ho perso.

Luca e Silvia sono due giovani che, a causa delle vicissitudini della vita, sono rimasti chiusi nel loro involucro, l’uno per la perdita improvvisa della vista che l’ha reso un disabile e l’altra a causa di un infausto episodio che ha condizionato il suo modo di approcciarsi agli altri. L’amore non traspare nelle loro vite fino a quando si riconosceranno. Attenzione alle parole, perché sono importanti… non fino a quando si vedranno o si incontreranno, ma proprio finché si riconosceranno. In apparenza la storia d’amore tra i due protagonisti la fa da padrone, e forse è così, ma sarebbe riduttivo pensarlo, ciò che ho amato e vissuto sulla mia pelle è stato il percepire l’importanza dei sensi, di quanto poco siamo abituati ad ascoltare una voce, a ricordare il profumo di una persona o semplicemente a lasciarci guidare da quel sesto senso che si chiama destino.

L’amore per questo romanzo mi ha spinta a leggerlo con calma, a sentire ogni parola, a immaginare nella mente ogni situazione, ad assaporare ogni emozione… questa, per me, è la chiave di lettura. È stato un successo annunciato quasi da subito!

Luca e Silvia sono descritti e caratterizzati perfettamente, è impossibile per il lettore non entrare in empatia con loro. Ci tengo a precisare, però, che il mio cuore l’ha rubato Franco, il miglior amico non vedente del protagonista, un ragazzo eccezionale con quella vena ironica incredibile. Vorrei un lieto fine per un uomo così meraviglioso. I dialoghi tra lui e Luca sono esilaranti, mi hanno fatta piegare in due dalle risate!

 

“Ma non hai come l’impressione che qui dentro ci stiano guardando tutti? E non solo la cameriera che m’interessa?” […]

Si sporse in avanti parlando a bassa voce: “Da cosa l’hai dedotto?”

“Forse dal fatto che ogni volta che entriamo qui dentro insieme sembriamo quei disabili che all’Autogrill scendono dal pullman, con sopra scritto GITA MADONNA DI LOURDES,  e il benzinaio chiede loro se hanno trovato chiuso.” Franco disse il tutto con estrema serietà. Per poi sbottare a ridere in modo irrefrenabile. (Tratto dal libro)

 

La scrittura fluida a tratti poetica esalta la nostra straordinaria lingua italiana. I dialoghi sono sempre coerenti e ben calibrati, combaciano perfettamente con il personaggio a cui appartengono. Il dialetto romanesco talvolta utilizzato ha per me un certo fascino e arricchisce il valore del romanzo. La narrazione alterna momenti lenti e romantici ad altri commoventi, altri ancora incalzanti fino a quelli comici.

Il tocco di qualità in più è dato dai continui riferimenti ai film e alle citazioni poste all’inizio di ogni capitolo… sono estasiata, credo si intuisca vero?

Non fatevi scappare una lettura così coinvolgente, mi raccomando!

 

 

 

 

 

 

 

 

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Daniela Pullini

Daniela Pullini

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