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Recensione :”Una grande famiglia” di Heidi Cullinan e Marie Sexton

 

 

Titolo: Una grande famiglia
Autore:Heidi Cullinam e Marie Sexton
Editore:Triskell Edizioni
Genere:Romance MM

 

 

 

A volte è la famiglia a scegliere te.
A quarant’anni, Vincent “Vinnie” Fierro ha ancora paura di ammettere, persino a se stesso, che potrebbe essere gay. Sarà un problema per la sua grossa, grassa famiglia italiana. Tuttavia, dopo tre matrimoni falliti, sta diventando sempre più difficile ignorare ciò che vuole davvero.
Vinnie va in cerca di un po’ di auto-consapevolezza nei bar della Boystown di Chicago, lontano da chiunque lo conosca. Ovviamente, si imbatte all’improvviso in un vicino di casa.
Tra due lavori, l’università, prendersi cura di sua nonna e gestire la dipendenza di sua madre, Trey Giles ha poco tempo per divertirsi, figurarsi uscire con qualcuno che giura di essere etero. Eppure, dopo una serata a ballare guancia a guancia, Trey accetta di essere corteggiato da Vinnie per scoprire se fa davvero parte della squadra, nonostante sia intenzionato a mantenere intatta la propria verginità.
Sembra un ottimo piano, ma niente è semplice se c’è di mezzo la famiglia. La scoperta della loro relazione da parte della famiglia di Vinnie rende la loro situazione abbastanza complicata, ma quando le condizioni della madre di Trey si fanno critiche, Vinnie e Trey devono decidere quale felicità sia più importante: quella delle loro famiglie o la loro.

 

 

Care Fenici, ho letto per voi il libro di genere M/M Una grande famiglia.

Devo essere sincera nel dire che l’intreccio e la narrazione, a tratti troppo lenta o troppo veloce, non mi hanno fatta impazzire. Non ho sentito quel brividino che serpeggia tra le viscere che mi obbligava a stare incollata alle pagine; non ho amato le eccessive descrizioni e i troppi particolari che hanno appesantito la trama. Di certo, però, ho amato il personaggio di Vinnie mentre con Tray c’è voluto più tempo.

Vinnie è un uomo complesso che ha represso il suo lato gay per troppo tempo, è passato per tre matrimoni etero prima di rendersi conto che qualcosa non andava nella sua vita: cioè mancava il pene.

Se ne rende conto in un momento strano, ossia quando sta togliendo dal tritarifiuti di un cliente delle bucce di cipolle. E da lì crisi completa, ma fortuna che c’è l’amata sorella Rachel a sostenerlo. In effetti la cosa più entusiasmante del libro è la sua famiglia italo-americana: i Fierro.

Proprio i classici italiani del Sud Italia, ma prima di darmi della stronza nordista, sappiate che è un complimento. La famiglia alquanto numerosa e invadente è un punto fermo nella vita di Vinnie.

Tray, d’altro canto, vive una situazione drammatica: madre alcolizzata e nonna amorevole che si prende cura di entrambi. Il ragazzo ha dieci anni meno di Vinnie, fa due lavori, studia, si preoccupa per la nonna e cerca di nascondere la dipendenza della madre. In effetti mi è sembrato talmente perfetto questo ragazzo da risultare insopportabile, ma sarà proprio l’incontro con Vinnie a cambiare le carte in gioco. La relazione romantica che ne nasce è alquanto mielosa e troppo zuccherosa per i miei gusti, difatti preferisco il sano sesso duro e martellante.

Purtroppo, in questo romanzo, dovrete aspettare parecchio per un po’ di ginnastica tra le lenzuola.

Vi giuro che l’unica ragione che mi permette di ricordarlo con piacere è la famiglia di Vinnie. Ma accetteranno un figlio di oltre trent’anni omosessuale? Vi lascio scoprirlo da sole.

Buona lettura

 

 

 

 

 

 

 

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Emanuela

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