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Recensione: Una di famiglia di Freida McFadden

Serie: The Housemaid vol.1

Titolo: Una di famiglia

Serie: The Housemaid vol.1

Autrice: Freida McFadden

Genere: thriller

Editore: Newton Compton Editori

Data di pubblicazione: 30 maggio 2023

Età di lettura consigliata: +16

La serie The Housemaid è composta da:

  • Una di famiglia vol.1
  • Nella casa dei segreti vol.2
  • The Housemaid Is Watching (The Housemaid book 3)(inedito in Italia) 

Freida McFadden è la nuova indiscussa regina del thriller.
Oltre 10 milioni di copie vendute
Da questo romanzo il film evento dell’anno con Sydney Sweeney e Amanda Seyfried.
Il thriller di cui tutti parlano

Anche se le porte sono chiuse, lei vede tutto.
Millie è in cerca di un lavoro per ricominciare una nuova vita.
Pur non avendo referenze, riesce a farsi assumere come governante nella lussuosa villa dei Winchester. Non è esattamente il lavoro dei suoi sogni: polvere e cattivo odore invadono le stanze, e la padrona di casa, Nina, è una donna annoiata e instabile, che sembra godere nel vederla faticare dalla mattina alla sera. Però, quantomeno, Millie qui può fi ngere di essere un’altra e sentirsi al sicuro dalle ombre che la tormentano. Ma qualcosa non quadra in casa Winchester: la porta della sua stanza si chiude solo dall’esterno, e il giardiniere, Enzo, fa di tutto pur di metterla in guardia… ma da cosa, esattamente? Nonostante i presagi siano sempre più inquietanti, Millie deve resistere, non ha altra scelta. Quando conosce Andrew, l’affascinante marito di Nina, ha una ragione per restare e sentirsi al sicuro. Il passato non può raggiungerla. Ma Millie ancora non sa che i segreti della famiglia Winchester sono molto più pericolosi dei suoi…

Con Una di famiglia, Freida McFadden firma un romanzo delicato e armonioso colmo di speranza che induce a credere nelle seconde possibilità alla ricerca di soddisfare il proprio bisogno di appartenenza che fugge dalla solitudine.

Una storia che tocca l’animo e riscalda il cuore, capace di immedesimarsi nella voce narrante senza che il sentimentalismo arrivi mai al culmine con facilità.

Scene in cui lo scoppiettio della brace ci avvolge e altre in cui il freddo pungente si fa largo nelle ossa da una minuscola finestra chiusa su un giardino o una porta senza chiave.

La protagonista, Millie, è una giovane donna che sembra vivere ai margini della propria esistenza. È reduce da un’infanzia difficile e un passato che rischia di marchiarla a fuoco; il lavoro è sempre un punto di domanda, costretta ad accontentarsi di ciò che trova, profondamente insicura, si fa bastare le briciole. Del resto avere un letto dove distendere le gambe e un posto caldo talvolta è un lusso.

La ruota sembra girare anche per lei e, inaspettatamente, ottiene un impiego come colf per una benestante famiglia eccentrica e affettuosa al tempo stesso, dove si trova per la prima volta a sperimentare cosa significhi essere davvero vista, accolta, scelta.

Non è tutto oro ciò che luccica, mia cara…

La trama è lineare e si basa principalmente sulle dinamiche che coinvolgono Millie, Nina (la padrona di casa), Andrew (il marito paziente), Cece (la figlioletta rigidina) e l’avvenente giardiniere di origine italiana. Ogni figura ha un’immagine poliedrica che incuriosisce ma il vero punto di forza del romanzo è la costruzione dei legami. 

L’ironia e la tenerezza con cui talvolta vengono tratteggiati i personaggi, li rendono vivi, imperfetti e inclini al mistero.

La famiglia che accoglie Millie non è idealizzata, ma composta da figure fragili e a tratti contraddittorie. Ed è proprio in queste crepe che si insinua la verità emotiva del libro: siamo ciò che vediamo? Ciò che siamo destinati a essere? Siamo nati per uno scopo più grande o il destino è un cane che si morde la coda e siamo “costretti” in un vortice che non si estingue?

Lo stile è scorrevole, con dialoghi brillanti e una narrazione che alterna momenti leggeri a passaggi più introspettivi. L’autrice affronta temi come il senso di famiglia, il desiderio di controllo, di apparire, di sopravvivere e di celare le verità che ci fanno male; il tutto con una sensibilità per comprendere il proprio posto del mondo senza eccessi melodrammatici.

Il risultato è un romanzo che si legge con piacere, con una suspense sempre tenuta ai massimi livelli grazie anche a dialoghi veloci, capitoli brevi e il susseguirsi di scene e situazioni enigmatiche. E a metà libro il pov cambia e da lì arriva l’esplosione della storia che vi colpirà in pieno volto!

Freida McFadden conferma ancora una volta la sua abilità nel costruire thriller psicologici ad alta tensione, capaci di catturare il lettore fin dalle prime pagine e trascinarlo in un crescendo di sospetti, manipolazioni e rivelazioni disturbanti.

Una di famiglia è un thriller psicologico ben costruito, teso, avvincente, perfetto per chi ama i romanzi ambientati tra le mura domestiche, inquietanti oserei dire, dove nulla è come sembra e ogni dettaglio potrebbe essere un indizio o una menzogna.

valutazione

voto

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