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Recensione: “Un cavaliere tutto suo” di Jill Barnett (SERIE INGANNI D’AMORE #1 )

Nel tentativo disperato di evitare un matrimonio imposto con il Barone di Warbrooke, il cavaliere più temuto d’Inghilterra, Lady Linnet di Ardenwood assolda il pericoloso mercenario William de Ros perché l’aiuti a fuggire in convento. A sua insaputa, de Ros in realtà è proprio il nuovo Barone di Warbrooke e d’accordo con il protettivo nonno di Linnet ha solo una settimana per farle la corte e conquistarla. Se solo sapesse come fare a corteggiare una dama…

Stava cantando un motivetto allegro e vivace, una canzone per i gattini che le si affollavano ai piedi. Bramavo un tempo di essere una fata E alla pallida luce della luna volare Di essere di ali leggere dotata E così una notte di mezza estate sognare Una canzone sciocca piena di stravaganze, che tuttavia in qualche modo lo affascinò più di quanto lo avesse ammaliato qualsiasi altra cosa da più tempo di quanto riuscisse a ricordare. Continuò a guardarla. Ben presto uno scoiattolo scese dalla cima di un albero, seguito da altri due. Si tenevano in piedi puntellandosi sulle zampine e alzavano la loro testolina curiosa mentre lei cantava. Tre conigli arrivarono saltellando dal folto delle felci, torcendo il nasino e la coda invece di saltare via dandosi la spinta con le zampe posteriori. E gli uccelli – passerotti, pettirossi e colibrì – fluttuavano sopra di lei. Strano, pensò lui, quanti animali non avessero paura di lei. Era come se fossero attirati come lui dal dolce canto di una sirena. Si chiese se fosse stato in guerra troppo a lungo. Aveva visto così tanto spargimento di sangue, era rimasto lontano dalla sua patria così a lungo che la semplice visione di una bellezza inglese gli giocava dei brutti scherzi?”

 

Il racconto, perché tale è data la sua brevità, di cui parlo oggi è Un cavaliere tutto suo di Jill Barnett, una lettura che nonostante l’inizio quasi imbarazzante si è rivelato estremamente divertente.

William, nuovo Barone di Warbrooke, sta tornando a casa, quando in un bosco si imbatte in una creatura che hai suoi occhi appare celestiale, e dopo averla seguita scopre che è Lady Linnet. Reso Barone per i servizi resi al suo amico e Re, William chiede con insistenza al nonno di Linnet la mano della nipote che però gli viene sempre negata. Incapace di accettare il rifiuto e dopo aver saputo che il Conte di Ardenwood ha promesso alla figlia morente che non avrebbe mai costretto la nipote a sposarsi senza amore, il Re ingiunge al Conte di dare al cavaliere la possibilità di far innamorare la fanciulla. Con uno strattagemma, convincono Linnet che la sua unica possibilità di sfuggire al matrimonio con quello che considera un mostro con piedi caprini, sia fuggire e rifugiarsi dalla zia, Badessa di un convento lontano. Per compiere il lungo viaggio di sei giorni in sicurezza, la giovane viene abilmente convinta ad assoldare un mercenario di cui ha sentito parlare dalla servitù, De Ros, e che guarda caso si trova alloggiato alla locanda del paese.

Quando ho letto le prime pagine di questo racconto e precisamente le parole che trovate nella citazione sopra, mi è apparsa davanti agli occhi la scena della Bella Addormenta che canta nel bosco, ballando col mantello e circondata da uccellini cinguettanti. La mia reazione è stata pressappoco questa << Stiamo scherzando vero? Che cavolo ho comprato stavolta!>>  Ma non appena William arriva al castello, nottetempo, per quella che dovrebbe essere una fuga dal terribile barone Warbrooke, l’uomo dai piedi caprini, che mangia donne e bambini a colazione, cavaliere malvagio e senza cuore, che si vede arrivare la fuggiasca e il suo bagaglio pronti per la partenza, ho cominciato a ridere come una matta. Credetemi era tantissimo che non mi capitava di ridere in questo modo e mentre mio marito mi guardava come se fossi una demente, mi sono gustata il viaggio più improbabile di sempre. Non vi rivelerò altro di questa avventura se non che il prode cavaliere dovrà corteggiare Linnet non solo con la peggiore poesia mai sentita al mondo, ma anche tentando di sopravvivere alle bestiole che fanno parte del bagaglio, che la giovane considera come i suoi bambini. La nidiata consiste in: ventisei gatti che sembrano odiare William per partito preso, in particolar modo quello chiamato Svitino, cinque conigli di cui quattro con solo tre zampe e due anatre che renderanno la vita di William più pericolosa delle crociate. Sei giorni in cui accadrà veramente di tutto, ed ogni giorno sarà un’avventura.

Va da sé che l’attendibilità storica lascia un po’ a desiderare, ma ho adorato William e i suoi tentativi di essere romantico, quasi sempre compromessi da strani incidenti. Ho amato la sua devozione verso una donna che considera come una fata, e che un altro uomo del suo tempo avrebbe semplicemente considerato pazza. Personaggi assurdi e meravigliosi che è difficile dimenticare.  È un racconto leggero, romantico, spassoso e mi sono davvero tanto divertita, la sua unica pecca? È davvero troppo corto. Babelcube Inc. e i suoi traduttori ancora una volta si rivelano una fonte di letture davvero gradevoli ed originali.

 

 

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Emanuela

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