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Recensione: “Un altro istante così” di Ornella De Luca -Romanzo autoconclusivo

Carissime Fenici, benvenute al review party del nuovo libro di Ornella De Luca in uscita oggi. Leggete il parere della nostra Marina.

Titolo: Un altro istante così
Autore: Ornella De Luca
Genere: Romantic suspense
Editore: Self publishing
Prezzo: €0,99 (eBook)
Data di uscita: 15 giugno 2020
prossimamente anche in cartaceo

Fermati.
Scatta una foto.
Ricorda per sempre.

Per Marion vivere in Pennsylvania è la cosa più terribile del mondo.

Non sa cosa detestare di più, se il piccolo villaggio Amish dov’è cresciuta o i ragazzi Amish che la corteggiano. O, più probabilmente, il semplice fatto di essere nata Amish.

Niente ha il potere di sconvolgere le sue giornate noiose e ripetitive, o di destarla dai sogni a occhi aperti su un futuro diverso, magari sotto il sole di Los Angeles, finché non trova un mucchio di vestiti abbandonati in un fosso.

Per Tucker svegliarsi nudo e senza memoria delle ultime ventiquattr’ore non è la cosa più terribile del mondo.

Gli capita spesso di bere fino a smarrire il senso della realtà, ma non gli era mai successo di aprire gli occhi in una fattoria dell’Ottocento, in mezzo a una mandria di vacche arrabbiate.

Ricorda solo di essere partito dalla California per cercare una persona e finalmente trovare risposta all’interrogativo che lo tormenta da più di due anni, ma prima deve ritrovare la sua moto e, ah sì, anche i vestiti.

Una corsa verso la libertà lungo la Route 66, al ritmo dei cuori di Marion e Tucker, tra bugie e segreti sepolti nel passato, e un’attrazione inaspettata tutta al presente.

Che mistero si cela nella memoria di una vecchia reflex? E cos’ha a che fare con i tramonti della Città degli Angeli e uno spettacolo teatrale maledetto?

Un altro istante così è un romantic suspense “on the road” AUTOCONCLUSIVO.

Carrie e sua madre erano state essenziali per l’organizzazione del suo Rumspringa, un viaggio dal quale, Marion lo sapeva, non sarebbe più tornata. Era pronta ad affrontare l’allontanamento dalla comunità e il biasimo della famiglia, tutto pur di vivere una vita diversa, più sua. 

 

Ciao a tuti, amanti della lettura!
È con immenso piacere che mi accingo a parlarvi di Un altro istante così, romanzo contemporaneo che unisce atmosfere sentimentali – senza però esacerbarle – con un po’ di buon giallo e un bel contorno d’ironia, dosata sapientemente.
Protagonisti della storia sono Marion e Tucker, due giovani diversi come il giorno e la notte e non solo per la loro provenienza da mondi collocati agli antipodi. Sembra un paradosso detto così: Marion proviene dalla Pennsylvania e Tucker dalla California, che mai ci potrà essere di tanto diverso? Assolutamente nulla… finché non scopriamo che Marion proviene da un villaggio Amish. Vista con occhio esterno, la comunità religiosa degli Amish, appare come una dimensione ai margini del mondo, quasi fantastica. Essi non amano la tecnologia, vivono dei prodotti della loro campagna, le donne curano la casa, gli uomini lavorano come contadini o artigiani. Non guardano la televisione, che eroga esempi di costumi e comportamenti a loro estranei, e amano invece leggere libri e riviste se non offendono i loro principi. Non parliamo poi dell’abbigliamento! Insomma, per chi vive nel mondo come siamo abituati a conoscerlo, gli Amish sembrano quasi usciti da un libro di favole.

“I pervertiti vanno in giro così! Me l’hanno detto”
“E chi è stato? Il parroco del tuo villaggio fatato? Nel mondo reale, i veri cattivi sono vestiti da angioletti, e magari indossano cuffiette candide tipo la tua. Ah, a proposito di vestiario, hai un grembiulino anche per me?” 

Il primo incontro tra Marion e Tucker non è dei migliori eppure è molto divertente. Il giovane si ritrova a Strasburg in circostanze di cui non ha alcun ricordo e si sveglia nel fienile dei genitori di Marion, con un terribile cerchio alla testa e…nudo! L’inesperta diciottenne – che dimostra molto meno della sua età – lo minaccia inizialmente con un forcone, più per darsi una parvenza di coraggio che per vera temerarietà. La giovincella però in fondo è una furbacchiona e quando scopre, grazie alla sua migliore amica Carrie, che il ragazzo viene dalla California, capisce che quell’incontro casuale potrebbe essere il suo colpo di fortuna.
Marion, infatti, ha un grande sogno: frequentare il college – si sta diplomando per corrispondenza di nascosto alla sua famiglia – e lasciarsi alle spalle il suo villaggio e la sua dimensione anacronistica. Sa perfettamente che questo “colpo di testa” la renderà una reietta agli occhi di tutti e le cucirà virtualmente una lettera scarlatta sul petto, ma l’orizzonte di una vita migliore vale il rischio.
Tucker viene dall’assolata Los Angeles, ma lui e la solarità sono due rette parallele che non s’incontrano mai. Ex pugile professionista noto come Tuck the Cheetah, si lascia alle spalle la carriera per indagare sulla morte di Teresa, sua gemella. Alto, biondo, occhi come un cielo terso d’estate e coperto di tatuaggi, egli attira subito l’attenzione di Marion che, usando contro di lui il suo punto debole (la sua moto che qualcuno ha fatto sparire), lo costringe a sdebitarsi accompagnandola a Los Angeles.
Inizia così un avventuroso viaggio che porterà i due giovani lungo la Route66.
Quanto mi sono divertita con Marion e Tucker! Una coppia tanto improbabile quanto perfetta. La giovane Amish si attacca come una zecca al ragazzo californiano che in un primo momento la tollera a fatica. È però sola apparenza: lei rappresenta la solarità, l’entusiasmo e il desiderio di mordere la vita e gli ricorda l’adorata sorella. Al contempo la sua ingenuità, dovuta alla rigida educazione ricevuta, risveglia nel giovane un istinto di protezione che pensava di aver soffocato sotto lo spesso strato di ghiaccio che riveste il suo cuore.
Marion è minuta ma molto carina, ha i capelli lunghi e setosi e due occhi grandi color nocciola, che si spalancano per la sorpresa di fronte a ogni meraviglia che immortala con la sua macchina fotografica. Ha però un bel problema: parla alla stessa velocità con cui una mitraglietta spara proiettili. Povero Tucker!

Il viaggio intrapreso diventa progressivamente un percorso alla scoperta dei loro rispettivi sentimenti e desideri. Tucker inizia ad avere la consapevolezza che quella “bambina” sta smuovendo qualcosa dentro di lui, Marion trova il coraggio di parlare a cuore aperto delle sue sensazioni, esprimendo il desiderio di vivere l’oggi, senza guardarsi indietro e senza fare prematuri progetti.

“Non voglio niente più di questo, Tucker, nulla più che un’istantanea. Come con la reflex, no? Un’immagine che valga la pena ricordare e immortalare per sempre. Un momento che vivi e poi, quando finisce, pensi: Wow, vorrei un altro istante così. Solo un altro istante così.” 

Le storie dei nostri protagonisti s’intrecciano con quelle di diversi personaggi che tirano le fila di un giallo elegantemente inserito, catalizzando l’attenzione del lettore fino al bellissimo epilogo. Non manca il cattivo di turno che si rivela essere un insospettabile!
Ho adorato Katie, una delle nonne di Marion, donna nota nel villaggio per aver fatto un voto di silenzio che rompe raramente… e quando lo farà, verso la fine del romanzo, vi sconquasserà il petto dalle risate!
Un altro istante così mi ha conquistato fin dalle prime pagine con una scrittura leggera e briosa. Il ritmo della narrazione è serrato e mai pesante, non a caso l’ho iniziato e finito in una sola giornata. Ho apprezzato molto la scelta di una protagonista di educazione Amish perché dà l’occasione per conoscere un po’, e magari cercare di capire, questo mondo così lontano dalle abitudini moderne. I sentimenti dei personaggi sono mostrati nella loro purezza e autenticità senza alcun manierismo, come lo scatto di una Polaroid.
Avrei molto altro da scrivere, ma rischierei di sommergervi sotto una valanga di parole.
Questo romanzo è una carezza delicata sul viso, di quelle che ti fanno venir voglia di poggiare la guancia sul palmo della mano, lasciandosi cullare a occhi chiusi.

Buona Lettura

ladykira

ladykira
Babyladykira Admin founder RFS

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