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Recensione: “Tiger Fighters – Il nodo del Tempio” di Dilhani Heemba (Tiger Fighters #1)

 

Trama rosa

Un’assassina senza scrupoli, accecata da un odio irrazionale che la distrugge.
Combattenti che sperano in un mondo più giusto.
Un’India distopica, minacciata da demoni orientali e difesa da uomini con sangue di Shiva…
***
L’India ha distrutto l’Occidente e ora ha un governo dittatore che inquina il mondo. I Tiger Fighters, in cambio del sangue di Shiva, hanno promesso di combattere i demoni e il governo, erigendo templi e stringendo nodi, distruggendo fabbriche e assassinando. 
La famiglia di Daksha è stata allontanata quando suo padre li ha maledetti, ritenendoli responsabili della morte della madre. Anni dopo, il padre incendia un tempio per vendicarsi e scioglie involontariamente uno dei nodi che trattiene i padri dei demoni, i rakshasa. I Tiger Fighters partono alla ricerca di Daksha, nella speranza che possa rivelare loro dove sia l’uomo e obbligarlo a rifare i nodi. Daksha, però, li ha rinnegati per tutta la vita, crescendo in fretta sulle strade di Delhi, tra incontri clandestini e cacce ai demoni e frequentando gli ambienti più marci dei ricchi imprenditori e, proprio ora che è a capo del gruppo governativo che combatte sul campo i Tiger Fighters, non ha alcuna intenzione di stare dalla loro parte. O almeno crede. Perché la strada della vendetta non appare più così facile, quando ci sono di mezzo le ingiustizie, la morte e un passato non del tutto privo di ricordi felici che ora sembra darle la caccia.

 

Recensione rosa

Ci sono cuori che nel caos si ritrovano, ci sono battiti che urlano più forte dei demoni di questo mondo.”

Tiger Fighters è un libro “cazzuto” (consentitemi il termine). Tutto, lì dentro, dalla storia ai personaggi, è architettato (quasi) perfettamente.

Narra di un’India distopica, devastata, dove sempre più gente muore a causa dell’aria inquinata che crea malattie micidiali; dove i ricchi possono permettersi aria pulita vivendo sotto cupole incontaminate mentre i poveri, vivendo negli “slum”, non possono godere di tanta fortuna e troppo spesso devono arrendersi al destino. Vige un Governo dittatore che pensa solo alla nicchia benestante e, come in tutto, c’è sempre la controparte ribelle. Entrano in gioco i Tiger Fithers: un gruppo di guerrieri che non guarda in faccia niente e nessuno.

Siamo Tiger Fighters, dobbiamo annientare questo Governo, siamo terroristi, Sharma, terroristi: noi le persone le uccidiamo, perché il Governo deve sapere che non molleremo.”

Oltre alle questioni politiche, lottano per salvare il mondo dai demoni. Entità subdole che si nascondono nei corpi dei bambini perché facili prede, e l’unico modo per sterminarli è uccidere l’ospite stesso, con una brutalità non adatta a lettori facilmente impressionabili.

Si chiamano rakshasa, hai presente? Si, proprio quelli che ti raccontavano da piccolo per spaventarti.” “Veramente…” “Ecco”, lo interruppi, perché della sua infanzia mi interessava davvero poco. “Fino a ora abbiamo avuto sulla terra i loro figli, quelli che noi chiamiamo demoni e che hanno una maggiore capacità di raggiungere il nostro mondo, in quanto riescono ad attraversare i portali con i loro corpi, se così si possono chiamare.”

La protagonista si chiama Daksha, è una ragazza di 16 anni troppo provata dalla vita. Figlia di un padre alcolizzato, distrutto dalla prematura perdita della moglie e sorella di Mili, una bambina malata incurabile. Feroce e spietata combattente, Daksha entrerà a far parte dei Tiger fighters che presto dovrà lasciare per far fronte alle spese mediche della sorellina. Si prostituirà. Diventerà il capo dei Black Men come una mercenaria con il compito di annientare quella che, fino a poco tempo prima, considerava la sua famiglia.

È forte caratterialmente, pronta a tutto pur di raggiungere il suo scopo, persino sacrificare se stessa per il bene dei suoi cari.

Mi sono sempre chiesta perché la prostituzione fosse solo da un verso, perché a vendersi fosse chi offriva il proprio corpo, quando ci sono uomini capaci di darti tutto, soldi, posizioni, forse anche la propria anima, per un misero buco nemmeno troppo bagnato. Chi è il vero venduto?”

È affiancata da Kajal una dolce ragazzina che ha salvato dalla sottomissione di un padrone che decideva per lei. Vede in lei la bontà, l’ingenuità, la dolcezza allo stato puro e l’amore, incondizionato sotto forma di amicizia. Kajal, al contempo, vede in lei un esempio, una giovane donna da imitare e che diventerà presto il centro del suo mondo.

Poi c’è Keyton. Capo dei Tiger Figthers, da sempre innamorato di lei. Un amore però impossibile perché entrambi viaggiano su due binari diversi. Lui deve uccidere lei. Lei deve uccidere lui.

Tantissime le scene di lotta. Combattimenti all’ultimo sangue senza esclusioni di colpi, crudi e descritti nei minimi particolari.

Sia lui che Ravih impugnarono i fucili, insieme ad altri due ragazzi, aspettandosi di vedere altri militari spuntare dai capannoni e puntare su di loro. Tutto ciò che videro, però, furono i corpi dei prigionieri portati ai furgoni, accasciati al suolo; il sangue che colava dalle loro testa.”

Il libro è narrato in prima persona da Daksha, alternato a una terza persona onnisciente che rende la lettura un po’ impegnativa e, a tratti, ripetitiva.

L’autrice usa termini propri delle lingue hindi e tamil e parla di culti religiosi e divinità. In particolare di Shiva, dal quale è nata tutta la storia.

…Shiva era pieno di contraddizioni, era come un monsone, devastante e benefico per le terre coltivate. Come si fa a essere il Distruttore e il Creatore insieme? Come si fa a essere dolci e violenti? Shiva era tutto questo: i suoi miti si perdevano tra storie di amore e di crudeltà, di danze e di sesso, di filosofia e antropofagia.”

Crea un mondo duro, cattivo, ma allo stesso tempo lascia spazio ai sentimenti. Quelli che ti nascono nel profondo dell’anima, che aiutano a superare le difficoltà, i torti subiti e che rimarginano le ferite.

Consiglio il libro? Si, ma solo se si è pronti a leggere una storia diversa, esplosiva e se si ha uno stomaco ben collaudato.

Tiger Fighters è simile ad un cioccolatino: piano piano lo scarti, addenti la parte dura per poi arrivare al cuore morbido, ma che può nascondere un sapore amaro.

Ridi, spera, combatti”

Fiamme-Sensualità-hot NUOVE

Violenza-Alta

Recensione a cura di:

Daenerys

Editing a cura di:

Bettina

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