Recensione: The Try Zone : Oltre la meta di Anna Rinaudo

Autrice: Anna Rinaudo
Genere: sport romance
Editore: Sperling & Kupfer
Data di pubblicazione: 15 luglio 2025
Dopo mesi difficili e un blocco creativo che sembra insormontabile, Calista Spencer decide di cambiare aria e volare a Brisbane per stare con suo padre, coach della squadra di rugby più famosa d’Australia: i Brisbane Wolves. Ma quello che doveva essere un nuovo inizio si trasforma presto in qualcosa di molto diverso. Basta un equivoco, una posa molto compromettente, un paparazzo al posto giusto ed ecco che il gossip esplode: ora tutti credono che Calista sia fidanzata con Jordan Baxter, il vicecapitano dei Wolves. Alto, tatuato, dal fisico imponente e un costante broncio sulle labbra, Jordan è l’ultima persona con cui Calista pensava di poter condividere qualcosa. Ma per proteggere la squadra da uno scandalo mediatico, i due sono costretti a fingere un fidanzamento perfetto. Peccato che né lui né lei siano particolarmente bravi a farlo: lui detesta l’idea di legarsi a una sconosciuta, lei non ha nessuna intenzione di lasciarsi intimidire da un rugbista arrogante e pericolosamente sexy. Più il confine tra finzione e realtà si assottiglia, più diventa difficile resistere a quell’attrazione travolgente che nessuno dei due aveva previsto. Perché l’unica regola di questa bugia è proprio quella che rischiano di infrangere: non innamorarsi.

«Ti sento.»
Ciao Fenici, oggi vi parlo di The Try Zone, un romance ambientato nel mondo del rugby. Vi dico subito che, per me, è stato una lettura piacevole ma non indimenticabile ci sono cose che ho apprezzato e altre che mi hanno lasciata un po’ tiepida.
La storia parla di Calista che dopo un periodo un po’ così, decide di mollare tutto e andare a Brisbane dal padre che allena niente meno che i Brisbane Wolves, la squadra di rugby più famosa d’Australia. L’idea era quella di staccare e ricominciare… invece, per colpa di un equivoco e di un paparazzo ficcanaso, finisce in pasto ai giornali come la nuova fidanzata di Jordan Baxter, il vicecapitano della squadra.
Lui? Alto, pieno di tatuaggi, con il broncio fisso e l’aria da “non voglio legarmi”. Insomma, l’ultima persona con cui Calista pensava di doversi fingere fidanzata. Eppure, per evitare lo scandalo, tocca fare proprio questo… e da lì parte un gioco pericoloso, ma fino a che punto la finzione resta tale?
Partiamo dall’inizio; la storia è raccontata con i pov alternati, cosa che adoro perché mi piace entrare nella testa di entrambi i protagonisti. Però l’avvio l’ho trovato un po’ lento tanto che ho fatto fatica a ingranare. Si vede lo studio che l’autrice ha fatto sul rugby (che nei romance è quasi una rarità e l’ho apprezzato), ma a volte le descrizioni tecniche e alcune scene di contorno risultavano un po’ superflue, quasi a riempire.
I dialoghi… ecco, ne avrei voluto di più. In certi punti mi sono sembrati banali e un po’ scontati, mentre in altri avrei preferito più spazio alle emozioni piuttosto che alla cronaca delle situazioni. Per fortuna dalla metà in poi la trama prende ritmo e succede di tutto: equivoci, tensione, attrazione che cresce, ammetto che lì mi sono divertita.
Mi è piaciuto molto il modo in cui è stato inserito il deficit della protagonista: trattato con delicatezza, senza essere forzato o buttato dentro solo per far scena. L’ho trovato ben reso e realistico. E poi il finale, quello sì, l’ho apprezzato tanto; chiude bene la storia, senza lasciare in sospeso nulla e con un senso di completezza che non sempre si trova in questo genere.
Jordan rimane il classico uomo burbero e chiuso, coerente con sé stesso dall’inizio alla fine, mentre Calista cresce piano piano, affrontando paure e fragilità. Loro due insieme funzionano, anche se personalmente non mi hanno fatto battere il cuore come speravo.
Ah, ci tengo a dire che questo è stato il primo romanzo che ho letto di Anna Rinaudo. Una buona esperienza nel complesso, anche se non perfetta.
In generale direi che è un romanzo che si sfoglia bene, ha i suoi momenti teneri, qualche scena che fa sorridere e un bel ritmo nella seconda parte. Però, almeno per me, non è stata quella lettura che ti travolge di emozioni e ti fa restare sveglia la notte.






